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Fallimento Bari calcio sugli acquirenti russi rischio black list Usa Bari-Cesena, record Venduti 18.200 biglietti

di NICOLA PEPE
BARI - «Football club Bari 1908» è la Società che parteciperà all'asta fallimentare per l'acquisizione del titolo sportivo del Bari. In pole position, due imprenditori russi che potrebbero rischiare la mannaia della black list Usa di Obama per il caso Crimea. Ma ci sono altre due opzioni: un gruppo arabo e un noto gruppo imprenditoriale italiano (non si tratta di Ghirardini). Paparesta tratta. La sfida in casa con il Cesena finisce in parità, sfiorato il gol in finale. Superato il record stagionale della serie B per biglietti venduti (18.200). Al S. Nicola erano più di 20mila (gente in coda agli ingressi, foto Luca Turi)
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Fallimento Bari calcio sugli acquirenti russi rischio black list Usa Bari-Cesena, record Venduti 18.200 biglietti
NICOLA PEPE
BARI - Sarà «Football club Bari 1908» la Società veicolo che parteciperà all'asta fallimentare per l'acquisizione del titolo sportivo del Bari, prevista quasi certamente subito dopo Pasqua. Si tratta di una «srl» - registrata alla Camera di commercio di Bari - di cui fa parte il barese Gianluca Paparesta, ex arbitro internazionale ed ex club manager della società biancorossa, in cui confuiranno i fondi del potenziale acquirente. Una volta definito l'assetto societario, il candidato alla proprietà del nuovo club calcistico dovrà entrare nella compagine societaria e sottoscrivere l'aumento di capitale.

In questi giorni, intanto, sono in corso le procedure di affiliazione della nuova società alla Lega calcio, al fine di avere le carte in regola per poter partecipare all'asta che avrà come importo base (si parla di 6 milioni) la stima frutto della perizia redatta dai professionisti Veneziani e Tria, su incarico dei due curatori, Giannelli e Danisi. I due professionisti sono in stretto contatto con il giudice delegato del tribunale di Bari, dott.ssa De Simone, che intenderebbe concludere la procedura in tempi brevi bruciando così i tempi record del caso Ascoli.

Ma chi sono i potenziali acquirenti? Paparesta, per ovvie ragioni, non apre bocca. Sul tavolo ci sarebbero tre ipotesi: russi, arabi e un noto gruppo imprenditoriale italiano (non barese) interessato ad acquisire il controllo del Bari calcio.

Tramontata l'ipotesi del magnate Suleiman Kerimov, proprietario dell’Anzhi Makhachkala (club russo appena eliminato dall’Europa League), ci sarebbero da tempo contatti con due noti imprenditori del settore finanziario e ritenuti vicini al presidente russo, Vladimir Putin: proprio loro avrebbero manifestato interesse al club biancorosso soprattutto per i legami della città grazie a San Nicola. Una volontà rafforzata in occasione della visita a Roma del presidente russo al quale sarebbe stata consegnata una maglietta sponsorizzata San Nicola: un'idea che potrebbe aver spinto il numero uno del Cremlino a chiedere ai suoi amici di investire a Bari anche in vista di opportunità future. Tuttavia, è notizia di queste ore, tale percorso potrebbe essere ostacolato da un problema «internazionale» legato alla black list di 21 nomi pubblicata dal Dipartimento del Tesoro Usa che ha imposto sanzioni al cosiddetto Inner Circle dello «Zar» russo per il caso della Crimea attraverso il blocco dei visti e il congelamento dei beni. Tale direttiva statunitense è stata recepita il 20 marzo scorso anche dal Consiglio europeo che ha integrato l'elenco con altri 12 nomi. Cosa significa? A chi è inserito in quell'elenco non è consentito il visto (nè in Usa, nè in Europa) e al tempo stesso sono congelati i beni: per farla breve, in Russia possono far circolare denaro, ma non possono spostarlo nè negli Stati Uniti nè in Europa.

L'ex fischietto internazionale starebbe verificando la possibilità di persuadere anche un gruppo imprenditoriale arabo Arabi che potrebbe rappresentare una ottima vetrina per Bari e la Puglia. Anche tale particolare viene smentito, o meglio, non confermato da Paparesta. I tempi stringono ed è necessario portare a casa una firma visto che si parla di qualche settimana a disposizione per concludere l'affare e staccare l'assegno con cui il (o i) potenziale acquirente dovrò tuffarsi in questa nuova avventura.

Ci sarebbe anche una terzia via: è un noto gruppo imprenditoriale italiano, con un fatturato da svariate centinaia di milioni di euro, che avrebbe da tempo manifestato interesse ad acquisire la proprietà del Bari anche in epoca antecente al fallimento. Nulla a che vedere, naturalmente, con l'imprenditore Ghirardini di Brescia, di cui si è parlato alcuni giorni fa a proposito di una mail allegata al carteggio della procedura fallimentare, depositata dall'ex amministratore del Bari, Vinella, in cui emergeva un interesse di tale imprenditore lombardo con una partecipazione già nel Martina.

Una cosa è certa: chi si aggiudicherà il titolo del Bari dovrà fare i conti: fino a giugno servono poco più di 2 milioni di euro per gli stipendi cui si aggiungono gli 800mila euro necessari per l'iscrizione al campionato. Soldi esclusi dalla stima ma di cui il compratore dovrà tener conto considerando anche la necessità di fare qualche investimento per irrobustire il parco calciatori.

Oggi, intanto, il Bari affronta in casa la partita con il Cesena. Allenatore e squadra incrociano le dita e sperano nella scia favorevole che nelle ultime tre settimane ha visto la formazione di Alberti conquistare sette punti (due vittorie e un pareggio).

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