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Calcio/Lega - Matarrese, il fronte si spacca

Matarrese impedisce al revisore dei conti di parlare durante l'assemblea e il presidente della Samp sbotta: «Resto solo se quello lì va via entro dieci giorni» Entra in consiglio Cantamessa, legale e membro del cda del Milan e il presidente del Palermo Zamparini sbatte la porta: «Elezione fraudolenta»
MILANO - È rientrato in assemblea ma non c'è rimasto molto: Riccardo Garrone lascia l'assemblea della Lega Calcio sbattendo la porta, dopo aver presentato le sue dimissioni dal Consiglio. «Con grande dispiacere - ha detto Garrone - ho annunciato al presidente Matarrese le mie dimissioni dal consiglio direttivo. Mi dispiace, ma ci vedremo solo quando ci vedremo in campo perché non parteciperò più alle assemblee per un atto gravissimo compiuto da Matarrese, che si aggiunge a tutte le cose non fatte in questo mese e mezzo, prendendoci addirittura in giro».
Garrone ha spiegato che Matarrese «ha insultato» il presidente del collegio dei revisori dei conti Antonio Guastoni che aveva chiesto di poter parlare: «Secondo lui non poteva parlare né partecipare all'assemblea, ma questa è un'invenzione sua».
Mentre stava per salire sulla sua macchina, Garrone è stato fermato da Maurizio Zamparini che ha cercato invano di far tornare indietro il presidente della Sampdoria: «Resto solo se quello lì va via entro dieci giorni», gli ha risposto Garrone. «Prevedevo già che sarebbe stato difficile - ha detto Garrone - ma questo presidente ha sempre operato per rinviare, rinviare e rinviare per disegni suoi che io non conosco. Quindi domani scriverò le mie dimissioni in modo molto circostanziato».
Garrone ha sperato che «in questi due mesi Matarrese si mettesse sulla strada giusta, ma forse non è in grado di farlo. Era presidente 20 anni fa e i problemi erano tutti diversi. Matarrese non mi ha neanche chiesto di restare, forse non aspettava altro. «Mi dispiace perché credo di poter dare il mio contributo in questa tana di volpi. E il vizio, secondo me, non lo perderanno mai. Giorni fa - ha aggiunto Garrone - ho parlato di restaurazione nel mondo del calcio, la giornata di oggi conferma un tentativo di restaurazione non solo a Milano, ma anche a Roma e domani andrò da Petrucci e glielo spiegherò».
Garrone si augura di non subire ritorsioni per questa sua decisione: «I miei tanti e straordinari tifosi dicono che il palazzo gliela farà pagare ancora una volta. E speriamo che il palazzo di domani non abbia il coraggio di reagire a questa legittima decisione giustificata, facendomela pagare in campo». «Nella mia vita - ha concluso Garrone - ho fatto moltissime battaglie, ma sentirsi Don Chisciotte contro mulini a vento che non riesci pure a individuare dove stanno non è piacevole».

«Ho detto al signor Matarrese che lui ha tradito il suo primo elettore che sono io e che naturalmente lui non viene più appoggiato dal sottoscritto»: anche il presidente del Palermo Maurizio Zamparini ha deciso di abbandonare l'assemblea della Lega Calcio, condividendo le critiche fatte a Matarrese dal presidente della Sampdoria riccardo Garrone. «Continuerò a fare il presidente del Palermo, ma di questo palazzo me ne sbatto», ha aggiunto Zamparini che ha definito «fraudolenta» l'elezione in consiglio di Lega di Leandro Cantamessa, legale e membro del cda del Milan.

Sergio Gasparin si è dimesso oggi dall'incarico di consigliere della Lega Calcio. «In considerazione del gravissimo comportamento tenuto dal presidente Matarrese - ha spiegato l'ex dg del Vicenza - teso ad impedire agli organi collegiali della Lega Nazionale professionisti, in primis al presidente del collegio sindacale, di operare ed esercitare in modo compiuto il ruolo di vigilanza e controllo, ho presentato al Consiglio di Lega le mie irrevocabili dimissioni da componente del consiglio di amministrazione». Questo, ha aggiunto Gasparin, «nell'interesse delle stesse società associate che due anni fa mi avevano eletto».

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