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Sabato 21 Ottobre 2017 | 08:46

Blasi minaccia di ritirare la squadra dal campionato

Il Taranto potrebbe anche non scendere in campo per il prosieguo del campionato se non verrà fatta luce sull'aggressione di cui domenica sera sono stati vittime, da parte di alcuni teppisti, i giocatori Ivano Pastore e Maurizio Caccavale dopo la sconfitta in campionato a Castellammare di Stabia
TARANTO - Il Taranto (Serie C1, girone B) potrebbe anche non scendere in campo per il prosieguo del campionato se non verrà fatta luce sull'aggressione di cui domenica sera sono stati vittime, da parte di alcuni teppisti, i giocatori Ivano Pastore e Maurizio Caccavale: è quanto annuncia in un comunicato il presidente della società di calcio jonica, Luigi Blasi.
Domenica scorsa, al ritorno da Castellammare di Stabia (Napoli) dove il Taranto era stato sconfitto per 1-0, il pullman della squadra è stato avvicinato nei pressi dello stadio Iacovone da alcuni teppisti. Due o tre di loro sono riusciti a salire sul mezzo e, dopo aver insultato i giocatori, ne hanno schiaffeggiato due, mentre gli altri danneggiavano le automobili di alcuni atleti che erano parcheggiate nell'atrio antistante gli spogliatoi.
Per protesta la squadra ieri sera ha deciso di sospendere a tempo indeterminato gli allenamenti, proclamando il silenzio stampa. «Non identifico la violenza nel mio modo di vivere - scrive Blasi esprimendo solidarietà alla squadra e condividendo la decisione dei giocatori - né tantomeno nel comportamento della tifoseria rossoblu e certamente il comportamento di un singolo non può infangare l'immagine di una città intera. Come ebbi modo di dichiarare sin dall'acquisizione del Taranto in tribunale, la violenza non mi appartiene: non sono questi i presupposti per portare avanti i programmi da me impostati, e ove non venissero identificati i responsabili di quanto accaduto domenica sera sono deciso a valutare con grande attenzione la possibilità di non dare seguito agli obiettivi e ai programmi che mi sono prefisso».
Nel rivolgere un appello ai tifosi e alle autorità perché sia fatta luce sull'aggressione, Blasi conclude sottolineando che «fino a quando il sottoscritto rimarrà alla presidenza della società non permetterò a chicchessia di usare qualsiasi tipo di violenza sui singoli componenti della squadra e sui miei collaboratori, indipendentemente dai risultati sportivi».

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