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Matarrese ribadisce: «Riportare la serenità nel mondo del calcio»

Il presidente della Lega dopo l'incontro con il commissario della Figc Luca Pancalli: «Bisognerà adoperarsi per far rispettare le istituzioni». Stoccata a Borrelli: «Ho auspicato che restasse, ma con modalità diverse. Non deve spaventare». Verrà istituita in Lega la carica di direttore generale
ROMA - «L'obiettivo principale è riportare la serenità nel mondo del calcio, bisognerà adoperarsi per far rispettare le istituzioni». Voltare definitivamente pagina dopo lo scandalo di Calciopoli e fare in modo che Figc e Lega si riapproprino presto delle rispettive competenze. E' questo il duplice obiettivo del presidente della Lega calcio, Antonio Matarrese, dopo l'incontro con il nuovo commissario della Figc Luca Pancalli.
Un incontro durato circa due ore, al termine del quale, a detta di Matarrese, è emersa una «comunità d'intenti» fra le massime istituzioni calcistiche italiane. «La Federazione deve riappropriarsi delle sue prerogative -ha detto il presidente di Lega-. E' mia intenzione, come anche di Pancalli, quella di riportare tutto nello spazio che compete a Figc e Lega. Quest'ultima deve riprendere un ruolo forte e incisivo nella gestione del calcio professionistico, un ruolo che ultimamente ha un po' perso».
Restituire il calcio al calcio, insomma. E qui la stoccata a Borrelli: «Ultimamente ho auspicato che restasse, ma con modalità diverse. Non deve essere l'uomo che spaventa: deve capire che ci sono dei ruoli da rispettare e deve integrarsi meglio nel nostro mondo. Sono certo che quando sarà più esperto di calcio, molti passaggi li capirà meglio. In Federazione c'è un commissario che comanda».
«Quando sento dire che la Lega è in minoranza nel Consiglio Federale sorrido -ha proseguito Matarrese-. E' giusto che la Lega abbia un peso rilevante: se la Lega è forte e autorevole non ha bisogno di contarsi». Le società dovranno avere un peso anche nella decisione futura sul nuovo presidente federale: «Non si può eleggere un presidente se la Lega non è d'accordo».
Per questo nell'incontro odierno si è parlato del diritto di veto: «un argomento esplosivo», lo ha definito Matarrese, «che il commissario ha messo sul tavolo come anche quello riguardante la centralizzazione dei diritti tv». «Sono stato in commissione cultura alla Camera e ho auspicato una legge bipartisan. Il parlamento ha dato segnali di maturità e lo stesso stanno facendo le grandi società, ma ci vuole tempo perché non vanno indeboliti i grandi club».
Sul tavolo anche la questione riguardante la riforma della giustizia sportiva e la necessità di apportare alcuni cambiamenti all'ordinamento. Matarrese, inoltre, ha auspicato una «maggiore autonomia della classe arbitrale» e ha annunciato che la Lega «sta predisponendo il nuovo regolamento che la rende più snella e operativa». «L'ultima stesura verrà fatta dopo la riunione in programma domani. Il lavoro verrà sottoposto al Consiglio e dovrà essere approvato dall'assemblea. Il procedimento si chiuderà entro il 2006».
Matarrese ha dichiarato che verrà istituita la carica del direttore generale. Il numero 1 di via Rosellini ha ribadito che «mai e poi mai un presidente di club che abbia preoccupazioni legate alla gestione della propria società e al campionato potrà essere chiamato a dirigere la Lega. Altro discorso nel caso in cui non s'interessi alla gestione: in quest'ultima ipotesi può ricoprire senza alcun problema tale carica». A Pancalli, il presidente di Lega ha assicurato inoltre la massima collaborazione in merito alla candidatura italiana per gli Europei del 2012: «Gli ho dato tutta la mia disponibilità a collaborare per recuperare i rapporti internazionali: potrebbero aiutarci ad ottenere un risultato che per noi è di massima importanza. Negli ultimi mesi, secondo Matarrese, «c'è stata una carenza nei rapporti internazionali che crea una certa preoccupazione». «Il calcio è stato processato e ha pagato, è stato martoriato e offeso. E' vero che non bisogna dimenticare ma non bisogna nemmeno fare la storia».
La pagina di Calciopoli per Matarrese si chiude qui, nonostante i risvolti relativi alla vicenda delle intercettazioni telefoniche emersi negli ultimi giorni: «Non conosco la situazione, ma so che i presidenti chiamati in causa sono dei galantuomini. Non so cosa ci sia sotto, ma credo che siano gli ultimi casi di un periodo amaro per il calcio italiano. Per me -ha concluso- quel periodo è chiuso».

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