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La curiosità: a Bari l'era Matarrese iniziò contro l'Avellino

di GIANNI ANTONUCCI
Con Bari-Avellino del 18 settembre 1977 si apriva l’era delle partite con al vertice i Matarrese. Con Bari-Avellino del 15 marzo 2014 si apre una nuova era anche se per il momento solo sotto il segno di una curatela fallimentare che evidenzia un clamoroso fatto unico nella lunga storia biancorossa
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La curiosità: a Bari l'era Matarrese iniziò contro l'Avellino
di GIANNI ANTONUCCI

Con Bari-Avellino del 18 settembre 1977 si apriva l’era delle partite con al vertice i Matarrese. Con Bari-Avellino del 15 marzo 2014 si apre una nuova era anche se per il momento solo sotto il segno di una curatela fallimentare che evidenzia un clamoroso fatto unico nella lunga storia biancorossa.

L’ESORDIO - Era la prima partita del dopo De Palo al «Della Vittoria». Arrivava l’Avellino guidato da Carosi. Due giorni prima, il 16 settembre 1977, c’era stata la presentazione del libro «Bari sì, Bari no» alla quale partecipava il giovane onorevole Antonio Matarrese destinato dalla famiglia a diventare il nuovo presidente del Bari. Quella domenica, il trentasettenne presidente, attraversava per la prima volta il campo uscendo dagli spogliatoi per recarsi in tribuna centrale assieme alla vedova De Palo, signora Carla, al ds Carlo Regalia, al sindaco Lamaddalena e all’avv. Walter Di Staso. Sembrava dovesse essere una giornata di festa ed, invece, fu una sconfitta interna amarissima con due gol irpini di Ceccarelli e Gritti e quello finale del barese Paeselli. Era la prima volta che l’Avellino vinceva a Bari dopo un pari e tre sconfitte. Dopo nove anni, nel 1986, altra sfida, la prima ed unica in A, di nuovo perduta con un gol di Diaz che assegnò il successo all’Avellino. Successivamente, altre cinque gare di cui una soltanto pareggiata (0-0) e quattro consecutive vinte dal Bari. In tutto: undici sfide per sette vittorie, due pari e due sconfitte.

40 ANNI FA - Prima dell’era Matarrese, proprio a marzo nel 1974, l’1-0 del Bari contro l’Avellino ma sul neutro del Pescara. Il gol decisivo, dopo 8’, del terzino Generoso poi diventato responsabile (dal 1993 al 2011) del settore giovanile del Bari. «Ricordo quella partita - dice Generoso, 63 anni - per la grande tensione che avevamo dopo aver perso in casa contro l’Atalanta (sospesa per un tentativo di invasione). Subimmo tre giornate di squalifica del campo. Dopo aver giocato con Varese e Catanzaro fuori casa, affrontammo l’Avellino sul neutro di Pescara. Dopo otto minuti dall’inizio, con un mio tiro da lontano, sorpresi il portiere Lamia Caputo che conoscevo perché di Trani. Resistemmo fino alla fine. Spero che possa ripetersi anche stavolta per un futuro migliore di un Bari che mi piange il cuore vederlo caduto così in basso e con un fallimento che cancella tutto quello che abbiamo fatto di valido in tanti anni per la crescita del club».

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