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Il Settebello sfata il tabù Montenegro ma è gioia a metà

BARI - Il 10-9 ai vicecampioni del mondo del Montenegro regala una mezza gioia al Settebello di pallanuoto. I tre punti valgono l’aggancio al primato nella classifica del girone C. Ma, quasi sicuramente, non assicurano il lasciapassare per la superfinal di Dubai (17-22 giugno) con i balcanici di Petrovic favoriti dalla migliore differenza reti e dallo scontro diretto vinto all’andata
Il Settebello sfata il tabù Montenegro ma è gioia a metà
BARI - Il 10-9 ai vicecampioni del mondo del Montenegro regala una mezza gioia al Settebello di pallanuoto. I tre punti valgono l’aggancio al primato nella classifica del girone C. Ma, quasi sicuramente, non assicurano il lasciapassare per la superfinal di Dubai (17-22 giugno) con i balcanici di Petrovic favoriti dalla migliore differenza reti e dallo scontro diretto vinto all’andata.

Il vulcano ribolle nelle acque delle piscine comunali. Bari e le scintille della World League, quinto atto eliminatorio e terza volta in due anni allo Stadio del Nuoto del capoluogo pugliese grazie all’organizzazione Waterpolo, infiammano una sera di metà marzo fuori dall’ordinario. Ancora Bari e la fine di un sortilegio. Il tabù è sfatato: rispetto ai due precedenti, entrambe sconfitte con Ungheria e Croazia, la storia segue un percorso diverso. A suggellare l’opera, l’eruzione degli oltre mille tifosi azzurri assiepati sulle gradinate del primo impianto natatorio di Puglia («Grazie al pubblico barese», il commento finale di mister Campagna). L’eco di una passione «italofila» per tornare a bomba sull’unico argomento: vincere. Così è scritto.

Aicardi, Baraldi, Fondelli e Giorgetti inaugurano la batteria utile ad archiviare con un incoraggiante «più tre» la prima frazione. Al primo affondo, Aicardi rompe il ghiaccio. Il Montengero risponde con Drasko Brguljan. Ma i padroni di casa escono in superiorità: Baraldi e Fondelli spezzano gli equilibri. Con capitano Tempesti in giornata di grazia, i balcanici ripiegano per la quarta volta al bolide siderale di Giorgetti.

Secondo spezzone con Campagna che si affida alle ripartenze di Nora. Il canovaccio non cambia. Baraldi giganteggia a centroboa e apre lo spazio per il solito Giorgetti: micidiale l’inserimento per la cinquina. Janovic accorcia con Figari al margine. Si rivede Fondelli. Ma il Montenegro rinasce. Sull’asse «play»-centroboa, Darko Brguljan assesta il colpo dell’1-2 di metà contesa.

A vasche invertite, nel Settebello paga la soluzione al volo di Aicardi. Sul fronte opposto, pressing asfissiante. Tempesti vola su Draskovic. Resta inerme, invece, sull’assalto di un solitario Radovic con i difensori italiani troppo permissivi. Le marcature si allargano. E Paskovic porta il parziale sul 2-1. Nel cuore del terzo tempo, i rigori di Figlioli e Giorgetti accorciano e ristabiliscono le distanze (3-3) infrante dall’incursione bis firmata Drasko Brguljan. La fase di transizione non porta bene. Ivovic segna il poker del parziale con misure generali ridotte di un punto (8-7).

Ultimo tempo: possesso all’Italia per la quarta volta. Tempesti ci mette più di una pezza. Serve da incoraggiamento per i 7’ conclusivi. L’espulsione di Baraldi consente al fratello Brguljan (Darko) di aggiungere il tassello dell’8-8. Il time-out di Campagna rivela la tensione della panchina azzurra. La forza avversaria, emersa con evidenza nei due tempi centrali, muore sul filo di porta...al poker personale del prolifico Giorgetti. Con Tempesti in vena di miracoli, l’ultima interruzione lascia un residuo di un minuto e mezzo. Il tempo necessario per la vendetta dell’ex barese...Klikovac, autore del campanile del nono centro giallorosso. Zampata velenosa almeno quanto il terzo sigillo di Aicardi. Tripudio dei tifosi per il definitivo, probabilmente inutile, 10-9.

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