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Domenica 22 Ottobre 2017 | 12:11

Calcio/Serie B - Bari Vicenza 0-0

La squadra pugliese è al 6° posto ex aequo della classifica provvisoria. Venerdì 29 settembre sarà in trasferta ad Arezzo • I risultati della 4ª giornata (il Lecce affronta il Treviso fuori casa lunedì 25 settembre) • Il prossimo turno
BARI-VICENZA 0-0
• BARI (4-2-3-1): Gillet 6.5; Milani 6, Gervasoni 6, Pianu 6, Micolucci 6; Bellavista 6, Gazzi 6 (36' st Raicic sv); Tabbiani 6, Di Vicino 5.5 (1' st Scaglia 6.5), Ganci 5; Santoruvo 5 (23' st
Vantaggiato 5)
In panchina: Aldegani, Fusani, Mora, La Vista.
Allenatore: Maran 5.5

• VICENZA (4-2-3-1): Zancopè 6; Martinelli 6.5, Scardina 6.5, Fissore 6.5, Padoin 6; Helguera 6, Rigoni 6; Raimondi 6, Zanini 6 (30' st Crovari sv), Sgrigna 6.5; Cavalli 5.5 (43' st Vailatti sv)
In panchina: Sterchele, Pesoli, Paonessa, Trevisan, Viskovic
Allenatore: Camolese 6

• ARBITRO: Velotto di Grosseto 6.5

• NOTE: Giornata di sole, terreno in buone condizioni. Spettatori: 4.100 abbonati, 2.261 paganti per un incasso totale di 39.074 €. Ammoniti: Bellavista, Zanini, Rigoni, Crovari. Angoli: 4-1 per il
Bari. Recuperi: 1' pt e 2' st.

Calcio Bari - Vincenzo Matarrese e Rolando Maran IL COMMENTO
Maran premia (ma non sarà premiato, visto lo 0-0 finale del Bari contro il Vicenza). Di Vicino, autore della rete decisiva a Pescara, parte titolare. Resta fuori Vantaggiato, che a sua volta aveva sfruttato l'esordio con il gol di Crotone giocando le successive gare. Santoruvo dunque c'è, segno della fiducia che il tecnico ha nel giocatore, nonostante sia ancora a secco in questo campionato (siamo alla quarta partita in due settimane). Evidentemente è ritenuto più adatto a garantire quell'interpretazione (anche tattica) che, a detta dell'allenatore, è fondamentale per gestire le situazioni (si può chiamare strategia?). In effetti, sfanga come al solito, si sobbarca il lavoro sporco, corre molto, gioca di sponda. Se fosse anche un bomber di razza, se abbinasse un più sviluppato fiuto ad una tecnica di un gradino superiore, forse giocherebbe in serie A.
Nella fase offensiva Santoruvo non può essere (non è) il finalizzatore della manovra, che per come è concepita è poco avvolgente, vista la necessità di dover mantenere normalmente bloccati gli esterni difensivi. La presenza dietro la punta più avanzata di una linea a tre (o a due, a seconda della posizione di Tabbiani) dovrebbe, almeno nelle intenzioni, garantire la pericolosità in attacco con inserimenti e tagli. La difficoltà del Bari sta spesso qui. Non sfonda quasi mai (qualcosa di buono si è intravisto a Crotone e col Brescia) né con Ganci (dopo pochi secondi sta per entrare nell'aerea del Vicenza ed è fermato forse fallosamente; l'arbitro Velotto lascia correre) né con Di Vicino (prova all'8' su punizione procurata da Tabbiani e al 12' con un sinistro debole). La soluzione forse arriverà con il rientro di Carrus, capace di fornire assist con i tempi giusti.
Quando tornerà il centrocampista sardo, Maran andrà probabilmente avanti per la strada intrapresa. Anche perché continuano a essere complessivamente positive le risposte della difesa, protetta dalle sentinelle Bellavista e Gazzi. Il rendimento della retroguardia, che ha subito poco (Crotone a parte, a conferma di errori essenzialmente individuali), si conferma più che sufficiente (ma non rassicurante) anche con il Vicenza (nel primo tempo soltanto una volta c'è una disattenzione: Cavalli può tirare, ma la parata di Gillet è facile).
Carrus potrebbe essere l'anello mancante per realizzare il progetto tecnico-tattico, anche se sicuramente in aggiunta ai due interni. I biancorossi, in prospettiva, quasi certamente passeranno al 4-3-3 con Tabbiani pronto a fare la terza punta o il quarto centrocampista, posizione che potrebbe consentire gli sganciamenti anche dalla fascia opposta (Micolucci).
Il suggerimento, poi, potrebbe essere quello di provare a chiedere a Vantaggiato di stazionare più stabilmente nei pressi dell'area di rigore (insomma dovrebbe essere la punta centrale del tridente). Se riuscisse a calarsi nel ruolo potrebbe diventare inarrestabile e costituire una valida alternativa a Santoruvo. Ai lati Ganci e Di Vicino (oltre a Tabbiani e Scaglia) sono ottime carte a disposizione. Insomma, le soluzioni esistono (ci vuole un piccolo sforzo) per poter crescere (e di molto). Per ora, invece, il freno a mano è tirato. La prima parte della gara (chiamatela mediocre o noiosa, se si vuole sintetizzare tutto in una parola) si chiude senza sussulti. I componenti per una macchina dalle buone prestazioni ci sono (in campo o in panchina). Manca l'albero motore, che crei lavoro utilizzabile.
Nella ripresa, Scaglia rileva Di Vicino (un po' in ombra). Ganci affianca Santoruvo. Il nuovo entrato e Tabbiani sono più alti, ma pronti indietreggiare (hanno le caratteristiche per cambiare in corsa il modulo: dal 4-2-3-1 si può passare al 4-4-1-1 con tutte le possibili varianti intermedie, anche il 4-2-2-2). Con questa mossa possono essere gestiti anche gli inserimenti di Micolucci e di Milani (senza esagerazioni però). Di sicuro, il Bari comincia a guadagnare sempre più chiaramente la gestione dell'incontro. Ci sono avvisaglie: al 49' Scaglia prova da lontano, al 54' i biancorossi chiedono un rigore per fallo di mano (che sembra essere di Santoruvo), al 55' Santoruvo colpisce di testa ma aiutandosi con una spinta, al 57' la punizione di Ganci è parata da Zancopè con Gervasoni che anticipa il meglio piazzato Tabbiani.
La pressione si intensifica. Aumentano però anche gli spazi per il Vicenza, che al 60' ha l'opportunità più ghiotta con Sgrigna, servito da Rigoni. La punta prova a giro con il destro, ma è bravo Gillet a distendersi e deviare. Il timore di essere infilati non ferma subito il Bari, che batte a rete per due volte consecutive (Ganci e Bellavista al 61'). Ma la dimostrazione che anche in fase difensiva servirà lavorare ancora arriva al 63', quando un "buco" clamoroso del Bari consente a Cavalli di partire tutto solo da centrocampo. Gillet è strepitoso nel chiudere sul tiro lo specchio della porta. Piace, però, l'insistenza dei biancorossi, che provano in tutti i modi a servire Santoruvo (lo fa Scaglia al 64', poi Tabbiani al 68'). Nulla da fare, tanto che Maran decide di sostituirlo con Vantaggiato (che prova subito su punizione al 70'), contando magari nella cabala: la punta ha segnato l'unica rete al San Nicola della carriera proprio contro i veneti.
Vantaggiato ama essere libero di muoversi, di indietreggiare, di ricevere palla partendo dagli esterni, spostandosi lungo tutta la linea d'attacco. Cosicché Ganci si occupa… di occupare la zona sguarnita. Scambiarsi le posizioni potrebbe essere un'arma in più. Ma per ora non è una scelta, ma una conseguenza del fatto che Vantaggiato si sentirebbe ingabbiato se fosse utilizzato diversamente. Invece, ha tutte le caratteristiche (sotto alcuni aspetti qualcosa in più: è più rapido e più agile) di una vecchia conoscenza, Gionatha Spinesi, capace di svariare, ma con la bussola indirizzata verso gli ultimi sedici metri. La giovane età fa sperare in una evoluzione (quasi impossibile però nel gioco aereo), la stessa che si attende dal Bari, che nell'ultimo quarto d'ora torna alle cadenze del primo tempo. Anche il Vicenza si adegua (può vantare le migliori opportunità dell'incontro, ma preferisce muovere finalmente la classifica piuttosto che andare alla ricerca del colpaccio), per cui il pareggio resta tale fino al termine.

Il prossimo turno
Rimandato l'appuntamento con il primo successo interno, la squadra pugliese nel prossimo turno giocherà in trasferta ad Arezzo nell'anticipo (venerdì 29) valido per la quinta giornata.
G. Flavio Campanella

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