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Domenica 22 Ottobre 2017 | 21:21

Calcio / Serie B - Bari e Lecce ok

A Pescara affermazione dei biancorossi 1-0. In casa, i salentini battono il Mantova 2-0 • I risultati della 3ª giornata
• La classifica
• Il prossimo turno (4ª giornata)
Lecce - Stadio «Via del Mare» LECCE-MANTOVA 2-0

• LECCE (4-3-3): Benussi 6,5; Angelo 6,5, Diamoutene 6,5, Petras 6,
Rullo 6; Giacomazzi 6,5 (46' Camorani 6), Juliano 6, Vives 6 (73'
Herzan s.v.); Babù 5,5 , Osvaldo 6, Valdes 6,5 ( 78' Tulli s.v.).
In panchina: Rosati, Schiavi, Mihoubi, Triarico.
Allenatore: Zeman 6,5

• MANTOVA (4-4-2): Brivio 7; Mazzanotti 5,5, Di Cesare 6, Notari
6,5, Sacchetti 7; Donazzan 5,5 (55' Noselli 5), Doga 6,5, Grauso
6, Tarana 6,5; Caridi 5,5 (65' Sommese 6), Bernacci 6,5 (75'
Graziani s.v.).
In panchina: Bellodi, Altinier, Rizzi, Creati.
Allenatore: Di Carlo 5,5

• ARBITRO: Bergonzi di Genova 5
• RETI: 27' Giacomazzi, 91' Osvaldo
• NOTE: Serata calda. Terreno in ottime condizioni. Al 91' rigore battuto da Osvaldo dapprima respinto da Brivio e poi corretto in rete dallo stesso Osvaldo. Spettatori: 8.237 per un incasso di 79376 euro. Angoli: 10-4 per il Mantova. Ammoniti: Petras, Giacomazzi, Notari, Sacchetti, Sommese. Recupero: 2', 4'.

PESCARA - BARI 0-1
• PESCARA (4-4-2): Spadavecchia 5.5; Zoppetti 5.5, Gonnella 5.5, Delli Carri 5.5, Demartis 6; Antonelli 6.5, Carozza 6.5, Papini 6 (44' st Gautieri sv), Rigoni 5.5 (15' st Aquilanti 5.5); Paponetti 5.5 (25' st Martini 5.5), Ferrante 6.
In panchina: Tardioli, Gimenez, Moscardi, Olivieri.
Allenatore: Ballardini 6.

• BARI (4-2-3-1): Gillet 6; Milani 6, Gervasoni 6, Pianu 6, Micolucci 6; Bellavista 6 (11' st Rajcic 5.5), Gazzi 6; Tabbiani 6, Ganci 5.5 (39' st Scaglia sv), Vantaggiato 5.5 (17' st Di Vicino 6.5); Santoruvo 5.5.
In panchina: Aldegani, La Vista, Fusani, Mora.
Allenatore: Maran 6.

• ARBITRO: Salati di Trento 6.
• RETI: Di Vicino 43' st.
• NOTE: serata estiva, terreno in buone condizioni, spettatori 4.000 circa, con rappresentanza barese in Curva Sud. Ammoniti: Ganci, Gervasoni, Pianu, Antonelli, Santoruvo, Ferrante, Papini, Carozza.
Angoli: 6-5 per il Pescara. Recupero: 1', 4'.

PESCARA-BARI
PESCARA - Prima di tutto c'è il talento (se il livello è basso, è probabile assistere a partite appena sufficienti come Pescara-Bari 0-1). Santoruvo (buon giocatore, per carità) non è Ferrante (per la verità sotto tono anch'egli) e nemmeno Giampaolo o Possanzini (qui ci si limita a considerare le doti tecniche, che, per esempio, l'autore del gol Di Vicino possiede); così come il Pescara non è il Brescia e nemmeno il Crotone, le prime tre avversarie del Bari in questo campionato di serie B. Poi c'è l'organizzazione, che nel calcio si ottiene scegliendo un modulo tattico (di solito quello che meglio si addice ai giocatori che si hanno a disposizione). Quindi c'è la mentalità, che prescinde dagli uomini e dagli schemi. Cosicché Zeman, giusto per parlare di chi è in testa alla classifica, è convinto che i risultati migliori si ottengano con il 4-3-3, senza considerare troppo chi si ha di fronte (e infatti con il Lecce è una corsa a chi fa più gol, anche se i contenuti del 2-0 al Mantova sembrerebbero dire il contrario). Pure Maran le vincerebbe tutte, ma ha un altro credo tattico. Tiene più in conto gli avversari, soprattutto quando c'è da considerare l'ultima componente: la condizione atletica.
Alla vigilia della partita di Pescara, l'allenatore ha due punti di riferimento: l'esperienza di Crotone, dove il Bari si è trovato subito sotto (per errori più individuali che di squadra) e ha dovuto rincorrere per tutta la partita utilizzando alla fine anche un modulo spregiudicato (con un po' di confusione dettata dalla foga, a dire il vero); e il confronto con il Brescia, che i biancorossi hanno affrontato prendendo subito l'iniziativa, ma lasciando sul campo un pieno di energie, aspetto decisivo per spiegare la rimonta dei lombardi. A corto di forze, avrebbero forse dovuto scoprirsi di fronte ad avversari di qualità, spinti peraltro dalla necessità di pareggiare?
La risposta (se non altro nelle intenzioni) è nella formazione mandata in campo allo stadio Adriatico di Pescara. Mora (o altri) al posto di Santoruvo? No, l'attaccante comunque c'è (anche se non è Bojinov…), così come sono presenti anche Ganci e Vantaggiato. Insomma, restano gli stessi uomini di venerdì scorso (tranne Esposito, infortunato e rilevato in difesa da Gervasoni). E' immutato pure il modulo. Si suppone rimanga anche la mentalità (non è che Lippi, rinunciando alle tre punte, abbia inteso impedire all'Italia, poi campione del mondo, di attaccare…). Da verificare poi come reggerà la squadra, alla terza fatica in dieci giorni.
La strategia iniziale (perché, sì, c'è anche una strategia) assomiglia a quella già stabilita nella prima uscita (Coppa Italia a parte: o fa testo?). Insomma, quando il Bari gioca in trasferta preferisce essere più accorto, quanto meno in questa prima parte della stagione. La differenza sta nel fatto che, sebbene al 7' ci sia una disattenzione in difesa, il Pescara, che non è il Crotone (nel senso che è proprio un'altra partita), non riesce ad approfittarne. I biancorossi stavolta non partono ad handicap (cioè sotto di un gol), ma confermano di avere tanta buona volontà, indispensabile per poter crescere durante il torneo. Resta il fatto che, pur avendo qualche giocatore di superiore caratura (vedi il portiere Gillet, che al 29' toglie dalla porta una punizione di Carozza), il gruppo nel complesso è tecnicamente nella media della categoria. Fosse più competitivo, forse non consentirebbe a Ferrante (30') di colpire di testa sugli sviluppi di calcio da fermo (il pallone finisce lontano dallo specchio della porta), opportunità offerta anche a Paponetti in apertura di ripresa (52').
Non che il Pescara sia il Real Madrid. A parte i lampi descritti, fa niente altro per tutto il primo tempo. A partire dalla mezz'ora, il tempo scorre via senza sussulti. Un calcio di punizione di Vantaggiato (alto) dalla lunga distanza (43') anticipa un intervallo che potrebbe anche non esserci (per cosa dovrebbero riposare i ventidue?). Al rientro esce dall'anonimato Paponetti, che al 50' prova un destro (a lato) prima del colpo di testa già descritto. Si vede al tiro anche Antonelli (sinistro fuori al 57'), ma non è una pressione organica e premonitrice. Tanto che Maran può permettersi di far rifiatare Bellavista inserendo Rajcic (56'). Del resto, Ballardini, quando decide di cambiare, toglie Rigoni per Aquilani, un difensore adattato a centrocampo, dove ormai staziona stabilmente il biancorosso Tabbiani, precedentemente visto per alcuni minuti a sinistra.
Nessuno vuol perdere, questo è sicuro. Senza però rinunciare del tutto, per quanto ritenuto possibile, a vincere. Sia nel Bari (Di Vicino per Vantaggiato al 63') sia nel Pescara (Martini per Paponetti al 70') c'è un avvicendamento in attacco. Ganci (a sinistra con Di Vicino a destra) potrebbe spezzare l'equilibrio (65'), ma, entrato in area, sbaglia il controllo decisivo che gli avrebbe permesso di concludere a rete da pochi passi. Non è altrettanto insidioso il tentativo di Carozza (71') dalla distanza. Come si dice in questi casi, soltanto una prodezza individuale potrebbe cambiare il corso della gara. Siccome grandi firme non ce ne sono, Carozza prova a fare scena. Si butta in area a chiede un rigore che non c'è (81'). Quando però stanno per partire i titoli di coda, il Bari colpisce. Su calcio di punizione di Scaglia (entrato all'84' in luogo di Ganci), Di Vicino stacca e di testa batte l'ex Spadavecchia, barese di Molfetta: è l'1-0 definitivo.
Morale: il talento non abbonda, la condizione atletica è da perfezionare, ma quanto meno l'organizzazione è funzionale e la mentalità è quella giusta. Poi c'è la strategia. Ed anche la fortuna…
G. Flavio Campanella

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