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Martedì 26 Settembre 2017 | 16:41

Bari verso il fallimento Nodo «debito sportivo» e valore del marchio Defendi:«Momento difficile ma pensiamo a giocare» Gli ultras incitano la squadra

di NICOLA PEPE
BARI - La settimana prossima forse il deposito in Tribunale dell'istanza di autofallimento deciso dall'A.S. Bari, cui seguirà l'udienza per la sentenza dichiarativa e la nomina del curatore. Potrebbe passare anche un mese, dipende dal giudice. Necessaria perizia per la stima del titolo e del marchio (quest'ultimo quotato 15 miloni), prima di fare l'asta per la vendita. I tempi ristretti. Chi compra si accolla anche il cosiddetto debito sportivo: non è certo cosa ricomprenda esattamente tale voce (ad esempio la grossa pendenza con il Fisco). Tutti i dettagli
Corsa contro il tempo per salvare il titolo
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di NICOLA PEPE

BARI - La strada dell'autofallimento deciso dall'assemblea dei soci come scelta di «salvezza» per il Bari calcio, o meglio per il suo titolo sportivo, apre nuovi scenari che da qui sino a giugno vedrà il calendario come il vero nemico del futuro della squadra biancorossa. Mettendo una patata bollente nelel mani del tribunale ed, eventualmente, di chi sarà il curatore nominato.

Se, come sembra, la prossima settimana l'amministratore unico della società depositerà al palazzo di giustizia l'istanza di «autofallimento», da quel momento scatteranno nuove fasi che comporteranno inevitabilmente determinate tempistiche.

Prima tappa sarà l'udienza che si concluderà con la sentenza dichiarativa. In questo caso, si salterà il passaggio della udienza prefallimentare visto che a depositare la richiesta sarà lo stesso debitore,ovvero la società.

La calendarizzazione della udienza spetta al presidente della sezione fallimentare che assegna il fascicolo alla sezione che a sua volta dispone l'udienza e la comparizione della parte. Questo può accadere in due settimane o in un mese, dipenda da una serie di variabili che una vicenda complessa come questa richiede.

La palla, poi passa al giudice delegato e al curatore, entrambi nominati al termine di una udienza che si svolge in camera di consiglio. E qui entrano in gioco altre procedure, dunque tempi. Uno dei primi atti del curatore (può essere un avvocato o un commercialista) sarà quello di fare ricognizione dei beni della società per decidere quali eventuale mettere a reddito.

In questo caso, tranne i giocatori che non possono essere ceduti, le uniche poste attive utilizzabili sono il titolo sportivo e il marchio. Ma per predisporre l'asta - per la quale va via non meno di un mese o un mese e mezzo - è necessario predisporre una serie di atti necessari: primo fra tutti, una perizia che accerti il valore dei beni della società. Nel caso del titolo sportivo, c'è una stima - agli atti dello stato patrimniale della società  - che attribuisce un valore di 15 milioni. Cuifra che, ovviamente, dovrà essere confermata da una perizia eseguita da un "ctu" che ovviamente richiederà i suoi tempi soprattutto se dovrà attribuire un diverso valore. E poi c'è da quantificare il titolo.

Ma non è tutto. Rispetto ai fallimenti delle società normali, per quelle sportive chi compra si accolla il cosiddetto "debito sportivo". In assenza di una chiara identificazione di tale posta, va da sè che vanno intesi così quei debiti derivanti dall'attività sportiva (tra cui stidpendi giocatori, manager, ecc) mentre non è chiaro se vadano inclusi i debiti con il Fisco che nel caso del Bari rappresenta una grossa cifra. Anche tale partita, è il caso di dire, sarà nelle mani del curatore che nell'avviso di asta dovrà inserire questi particolari.

Una corsa contro il tempo, che dovrà vedere perfezionata la cessione del titolo e il subentro del nuovo proprietario entro la fine del campionato, cioè giugno. Diversamente, in assenza di una iscrizione al nuovo campionato, il titolo del Bari tornerà indietro e si ripartirà dai "dilettanti". Un colpo a cuore della tifoseria e soprattutto diuna città che da 106 anni ha un rapporto con il calcio.

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