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Martedì 26 Settembre 2017 | 04:11

Bari, tifosi in delirio «Un po' di tristezza ora tutti allo stadio» La società: è fallimento

di ANTONELLO RAIMONDO
BARI - È stata una lunghissima mattinata per i tifosi del Bari. L’appuntamento più importante dell’anno era fissato per mezzogiorno, al «San Nicola». Ma già dalla serata di domenica sul web c’era un «calore» niente male. Siti super affollati e poi la grande platea di Facebook, palcoscenici virtuali dove, in alcuni momenti, sembrano essere in vigore le regole della... «giungla». La speranza dell’autofallimento, con conseguente salvaguardia del titolo sportivo e la difesa della categoria nel caso di salvezza sul campo, e il terrore di un’autogestione che avrebbe rappresentato la continuazione di un’insopportabile agonia calcistica
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BARI - È stata una lunghissima mattinata per i tifosi del Bari. L’appuntamento più importante dell’anno era fissato per mezzogiorno, al «San Nicola». Ma già dalla serata di domenica sul web c’era un «calore» niente male. Siti super affollati e poi la grande platea di Facebook, palcoscenici virtuali dove, in alcuni momenti, sembrano essere in vigore le regole della... «giungla». La speranza dell’autofallimento, con conseguente salvaguardia del titolo sportivo e la difesa della categoria nel caso di salvezza sul campo, e il terrore di un’autogestione che avrebbe rappresentato la continuazione di un’insopportabile agonia calcistica.

Il solito tam-tam, indiscrezioni fantasiose come quella che parlava dell’accordo con un imprenditore turco disposto a rilevare i debiti del Bari per una cifra di poco inferiore ai 20 milioni di euro, la voglia matta di ascoltare le fatidiche parole: si va al fallimento, l’era dei Matarrese ai titoli di coda.

Poi quasi un «urlo» liberatorio quando, poco prima delle 16, l’addetto stampa del Bari, Fabio Foglianese, pubblica sul sito il comunicato stampa che racconta dell’autofallimento.

Marco Guarnieri ha il Bari nel sangue. Ieri ha fatto avanti e dietro da casa al «San Nicola», sperando di poter vivere in tempo reale la notizia della attesa svolta societaria. «Sono rimasto deluso, pensavo di trovare più gente - dice - evidentemente i Matarrese ci hanno proprio “ammazzato”... Però quello che conta è che le cose siano andate nel verso che tutti auspicavamo. Ora si torna a sognare. E, fatemelo dire, complimenti a Paparesta: è un grande!».

Franco Spagnuolo ha qualche anno in più rispetto a Marco e anche qualche capello bianco. Ma quando gli parli del Bari... sembra di parlare con un ragazzino alle prime armi col la passione per il pallone. «Da un lato sono dispiaciuto, sul piano romantico la strada del fallimento mi rattrista - spiega - ma non posso che essere allo stesso tempo felice per tutto il resto. Certo, a ben pensarci questa mossa poteva essere anticipata a dicembre. E magari ci sarebbe stato ancora tempo per fare qualcosa sul mercato. Non dimentico, poi, la trattativa con Montemurro: mi sarebbe piaciuto se il Bari fosse finito a lui. Ora, però, è un altro giorno. Speriamo che il Bari finisca in buone mani e che il San Nicola torni a riempirsi. Noi cercheremo di farci sentire anche in settimana agli allenamenti per far capire alla squadra che non è sola».

Michele Triggiani è uno della vecchia guardia. Tanti anni in curva, oggi vive lontano da Bari ma è sempre in prima linea gestendo il sito Pianetabiancorosso.it. «Sono felice - dice - ma questo epilogo dimostra che il Bari non era vendibile e che quindi non credo che tutti gli acquirenti del passato fossero pagliacci. Penso che Paparesta abbia un asso nella manica, io spero nella pista russa. Con una nuova proprietà acquisterò l’abbonamento pur vivendo a 300 km di distanza. Un gesto d’amore per il mio Bari».

di Antonello Raimondo

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