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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 17:18

Orgoglio Bari stende il Pescara e torna a sorridere

di FABRIZIO NITTI
BARI - Pazienza, intelligenza, decisione. Tre ingredienti essenziali nella vittoria, altrettanto essenziale, che il Bari conquista con merito su un Pescara grigio con tendenze al nero. L’esonero del tecnico abruzzese Marino è il tentativo del club adriatico di dare una sterzata alla stagione. Ma a noi del Pescara frega poco, se non per il fatto che da oggi anche la formazione abruzzese può ritenersi coinvolta nel gran ballo della paura. Dove ci ritorna il Modena e ci resta la Ternana
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Orgoglio Bari stende il Pescara e torna a sorridere
di FABRIZIO NITTI

BARI - Pazienza, intelligenza, decisione. Tre ingredienti essenziali nella vittoria, altrettanto essenziale, che il Bari conquista con merito su un Pescara grigio con tendenze al nero. L’esonero del tecnico abruzzese Marino è il tentativo del club adriatico di dare una sterzata alla stagione. Ma a noi del Pescara frega poco, se non per il fatto che da oggi anche la formazione abruzzese può ritenersi coinvolta nel gran ballo della paura. Dove ci ritorna il Modena e ci resta la Ternana. Certo, i punti di vantaggio sul Novara quint’ultimo sono ancora due, ma «sotto» cominciano a staccarsi.

Il Bari vince una partita difficile. Perché tutto ciò che c’è alle spalle di questi novanta minuti, e tutto ciò che c’è davanti a questi novanta minuti, rappresentano comunque un fardello psicologico pesante. Dallo stato di crisi dichiarato dalla «Salvatore Matarrese» alla riunione dei soci in programma domani: un percorso ad ostacoli (alti) ipoteticamente decisivi. La squadra biancorossa ha saputo isolarsi, pensare alla maglia, alla classifica, alla gente che, seppur poca anche ieri, ha sempre e soltanto sostenuto la squadra. Bravi anche i tifosi, ma non avevamo dubbi. Hanno saputo discernere le due realtà, consapevoli di un fatto: senza la salvezza sul campo, tutto il resto sarebbe un contorno quasi inutile. O inutile e basta.

La seconda vittoria interna consecutiva è una boccata d’ossigeno, di aria pura. I quattro gol beccati a Modena avevano un po’ fatto storcere il muso, soprattutto l’inguardabile ripresa. Il Bari ha reagito con orgoglio, forza e anche qualche buona giocata. Partita contratta e non poteva essere diversamente visti i «momentacci» di Bari e Pescara. Bloccata dalla paura e dallo schieramento prudente del Pescara (3-4-3, ma in sostanza un 5-4-1 in fase di attesa), la squadra di Alberti& Zavettieri ha faticato per tutto il primo tempo. Spazi intasati, corridoi centrali ingolfati, difficoltà nell’innesca - re gli esterni. Il tasso di pericolosità dei baresi è stato pari al nulla. Qualche appoggio di troppo sbagliato, scarsa incisività, il Pescara non ha insomma corso rischi. Ma il Bari non si è fatto prendere dalla fretta, proseguendo la paziente ricerca dello spazio giusto.
Alzando il ritmo e comprimendo il Pescara nella proria metà campo, i biancorossi, pur subendo in apertura di ripresa un paio di contropiedi (Ragusa steso da Ceppitelli; Politano sinistro largo), hanno creato una serie di buone occasioni. Maggiore movimento, maggiore velocità e intensità nel far scorrere il pallone, convinzione. E un pizzico di sfortuna quando Defendi due volte e Galano non hanno trovato il tempo giusto per l’impatto con il pallone, o quando Sciaudone ha «raschiato» il palo riprendendo un pallone in area. Il pericolo disinnescato da Guarna al minuto numero 28 (Ragusa in contropiede, parata a terra) ha impresso l’accelerata giusta.

Un ennesimo pallone in verticale di Sciaudone per Galano, il cross da dentro l’area con l’esterno sinistro, la girata di testa di Joao Silva, abile nell’attacare il primo palo come in occasione della rete realizzata al Siena. Mezz’ora di partita e risultato schiodato. Mai in discussione perché il Bari ha saputo controllare palla e avversario, sfiorando il raddoppio ancora sull’asse Galano- Joao Silva. Ostacolo dribblato, la prossima partita non si giocherà sul campo. La prossima partita non avrà avversari. La vittoria di ieri a modo suo potrebbe diventare storica. Potrebbe essere stata l’ultima della trentennale gestione dei Matarrese...

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