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Disabile fuori dal campo è bufera sull'arbitro

TARANTO - Polemiche e sconcerto ad Avetrana sulla decisione di un direttore di gara che in occasione dell’incontro del girone B del torneo di Promozione fra Avetrana e San Vito dei Normanni ha allontanato dalla panchina un ragazzo down. «Segue da anni gli incontri, è la nostra mascotte», dichiarano dal club tarantino
Disabile fuori dal campo è bufera sull'arbitro
TARANTO - «A volte il senso di protagonismo e l’atteggiamento indisponente degli arbitri supera ogni limite. Domenica scorsa, il fischietto dell’incontro fra Avetrana e San Vito dei Normanni ha allontanato dalla panchina un ragazzo down, che segue la nostra squadra e tutte le squadre del nostro paese da anni e la cui gioia è quella di sedersi accanto ai giocatori in panchina».

A lamentarsi dell’atteggiamento dell’arbitro Nicola Campanale, della sezione di Molfetta, è l’Avetrana, formazione che milita nel girone B del torneo di Promozione.

Dopo un nutrito elenco di presunti torti subiti nel corso dei 90 minuti, il sodalizio avetranese indica un paio di decisioni incomprensibili del direttore di gara. «Perché allontanare un ragazzo down, che non ha mai disturbato nessuno, dalla panchina?» si chiede la società avetranese. «Resta inteso che non vogliamo infrangere la regola di non portare in panchina qualcuno al di fuori dalla distinta, ma basterebbe un pò di buon senso per non creare situazioni di questo tipo».

L’Avetrana segnala poi un altro episodio in cui l’arbitro non avrebbe mostrato l’auspicato buon senso. «Addirittura il medico del 118 presente a bordo campo con ambulanza, che stava prestando soccorso ad un calciatore dolorante a terra, veniva allontanato, non dandogli modo di soccorrere l’infortunato. Lo stesso calciatore è stato poi costretto successivamente a lasciare il campo di gioco a causa dell’infortunio».

Dopo aver elencato i torti che avrebbe subito, l’Avetrana chiede rispetto: «Noi siamo diversi da chi scrive di voler abbandonare il campo o di ritirare la squadra dopo aver subìto torti arbitrali o ingiustizie sportive. Noi vogliamo giocare a calcio ed essere giudicati correttamente sempre e soprattutto in questi momenti, in cui anche un solo punto può valere la permanenza. Noi non molliamo e continuiamo a lottare fino alla fine».

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