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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 11:18

Crisi biancorossa Vinella: ecco il piano per salvare il Bari

di FABRIZIO NITTI
BARI - Salvate il soldato Ryan. Cioé il Bari, i suoi 106 anni di storia. Dopo i giorni del silenzio, degli incontri con la proprietà, dell’assorbimento della realtà di essere fuori dal piano di ristrutturazione che i Matarrese intendono attuare per il loro Gruppo, scende in campo Franco Vinella, l’amministratore unico di una società ormai in autogestione conclamata. «Escludo l’autofallimento. Riteniamo che l'autogestione finanziaria del club consentirà di adempiere alle scadenze periodiche e a garantire l’iscrizione al prossimo campionato. Non ci sarà un autofallimento, perchè vogliamo tutelare una storia sportiva di centosei anni»
Crisi biancorossa Vinella: ecco il piano per salvare il Bari
di Fabrizio Nitti

BARI - Salvate il soldato Ryan. Cioé il Bari, i suoi 106 anni di storia. Dopo i giorni del silenzio, degli incontri con la proprietà, dell’assorbimento della realtà di essere fuori dal piano di ristrutturazione che i Matarrese intendono attuare per il loro Gruppo, scende in campo Franco Vinella, l’amministratore unico di una società ormai in autogestione conclamata. Galano ha appena terminato la sua conferenza stampa, dal primo piano del San Nicola (a proposito: vecchie Coppe usate tipo bacinelle a causa dell’acqua che cade dai soffitti...) ecco spuntare il dirigente biancorosso, quello che in effetti è il numero uno del club perché la proprietà, ormai, del Bari non ne vuole più sapere: «È una proprietà formale e basta - dice secco Vinella - visto che il Bari non rientra nel piano di ristrutturazione aziendale della Salvatore Matarrese Spa».

E allora che fine farà la società? Autogestione, autofallimento o cosa?

«Escludo l’autofallimento. Riteniamo che l'autogestione finanziaria del club consentirà di adempiere alle scadenze periodiche e a garantire l’iscrizione al prossimo campionato. Non ci sarà un autofallimento, perchè vogliamo tutelare una storia sportiva di centosei anni».

Ormai sembra una lotteria, ogni giorno un’estrazione di numeri. A quanto ammontano i debiti?

«Sono amareggiato da questo clima di aggressione nei confronti del Bari... Comunque, sono circa trenta milioni di euro, di cui 22-23 di sorte capitale con l’Agenzia delle entrate».

È vero che a causa del mancato pagamento delle rate è saltata la dilazione accordata dall’Erario?

«È decaduta (a inizio 2014, ndr), ma non perché abbiamo versato solo una rata».

Stipendi. Ostacoli per affrontare le prossime scadenze?

«Nessun ostacolo. Rispetteremo le scadenze (lunedì prossimo: gli stipendi sono già stati pagati, ndr) e non solo grazie ai soldi arrivati dalla cessione di Fedato. Avevamo dei crediti in Lega. E siccome oltre metà della B è in condizioni disagiate, la Lega ha deciso di concedere un’altra dilazione. L’Irpef sarà pagata a marzo, il 17».

Senta Vinella, ma come intendete salvare il Bari?

«La strada è quella intrapresa dal Gruppo Matarrese. Non faremo un concordato preventivo. Chiederemo un concordato in continuità (consentirà di bloccare le istanze di fallimento per un certo periodo, ndr). Ovviamente presentando un piano di ristrutturazione industriale, perché siamo un’azienda che produce calcio».

Quali sono i passi da compiere?

«Ridiscuteremo il debito con l’Agenzia delle Entrate, se non sarà sostenibile lasceremo passare a ruolo il tutto. E ce la vedremo con Equitalia. Il decreto del fare, ex Governo Berlusconi, consente una dilazione del debito in dieci anni, senza garanzie. Poi si arriverà al concordato (disegno già prospettato alla Covisoc, commissione che controlla la salute economica dei club, ndr). E la società sarebbe più appetibile anche per un nuovo acquirente. Paparesta, al riguardo, sta svolgendo un ottimo lavoro».

Di quanto tempo ha bisogno?

«In quindici giorni il quadro sarà chiaro».

Poi cosa succederà?

«Convocherò immediatamente l’assemblea degli azionisti per esporre il piano. E le eventuali alternative. Sono convinto al 100 % che sarà accettato».

Lei ha incontrato la proprietà nei giorni scorsi. Ha avuto la sensazione che vogliano percorrere la strada del fallimento “pilotato”?

«No, non ho mai avuto questa sensazione».

Quanti contenziosi ci sono?

«Un numero considerevole, ma monitoriamo tutto secondo legge. Provando a evitare di fare passare qualcosa in giudicato. Contenziosi, ci tengo a precisarlo, che vengono dal passato».

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