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Vela, la sfida del Finn di Simone Ferrarese sulla strada per Rio

di ALESSANDRA MONTEMURRO
Dopo aver vinto la Congressional Cup, la più importante manifestazione di match race al mondo, Simone Ferrarese, 25 anni, ha deciso, anche grazie al sostegno di papà Roberto, mamma Ines Montefusco e del "suo" Circolo della Vela di Bari, di iniziare una nuova sfida: regatare con il Finn. Obiettivo: un posto ai Giochi Olimpici di Rio 2016. Per prepararsi si è trasferito a Valencia, dove si allena con Luca Devoti, unico azzurro medaglia olimpica (argento a Sydney 2000) in questa classe.
Vela, la sfida del Finn di Simone Ferrarese sulla strada per Rio
di ALESSANDRA MONTEMURRO

Dopo aver vinto la Congressional Cup, la più importante manifestazione di match race al mondo, Simone Ferrarese, 25 anni, ha deciso, anche grazie al sostegno di papà Roberto, mamma Ines Montefusco e del "suo" Circolo della Vela di Bari, di iniziare una nuova sfida: regatare con il Finn. Obiettivo: un posto ai Giochi Olimpici di Rio 2016. Per prepararsi si è trasferito a Valencia, dove si allena con Luca Devoti, unico azzurro medaglia olimpica (argento a Sydney 2000) in questa classe. Il suo preparatore atletico, invece, è Javier Mundina, già preparatore della nazionale spagnola di pallacanestro.

Il primo obiettivo da raggiungere per Simone era prendere 10 kg di massa muscolare. Ci è riuscito, nonostante gli allenamenti gli facciano bruciare circa 6mila calorie al giorno. «La mia giornata tipo prevede tre allenamenti - racconta Simone -. Il primo per migliorare le capacità aerobiche con attività cardio; il secondo a mare, subito dopo pranzo; il terzo in palestra, per aumentare la massa muscolare. In effetti mi sento un po' gonfietto. Sono un po' diverso da come ero abituato a vedermi».
Sulla vita a Valencia cosa ci dice? «È una città stupenda, ideale per allenarsi, con un clima mite e sempre ventosa. Ho avuto poi la fortuna di trovarmi in questa squadra, che ha un approccio molto professionale. Avendo tutti lo stesso obiettivo - prosegue - è anche più facile allenarsi. Siamo in 15, di dieci nazionalità diverse. La situazione è divertente. Abbiamo tutti culture diverse ed è bello con frontarsi ogni giorno. Ognuno ha priorità diverse ma per me è molto importante trovare un equilibrio tra preparazione fisica e mentale. In questo mi aiutano sia papà (Roberto, ndr) che mi fa da mental coach, sia la mia psicologa Valentina Torsello, che continua a seguirmi a distanza e mi aiuta a restare concentrato».

«Ho iniziato ad allenare Simone quando me lo ha chiesto. Aveva 18 anni e voleva praticare il match race - racconta papà Roberto -. Anche adesso che si è trasferito siamo in contatto costante. Allenarsi a Valencia - continua - è la scelta più giusta che potesse fare Simone per accelerare la formazione, indispensabile per competere nella prestigiosa classe olimpica Finn».

Sono tante le gare in calendario per Simone nei prossimi mesi. Si comincia con il trofeo Principessa Sofia, vlido come prima tappa del la world cup delle classi olimpiche, in programma dal 31 marzo al 5 aprile a Palma de Mallorca (Spa gna). Una regata che, combinata con l'Europeo in calendario dal 5 al 10 maggio in Francia, a La Rochelle, vale come qualificazione per il mondiale. «Per l'Italia ci sono solo quattro posti a disposizio ne e quattro sono gli atleti davvero forti che ci sono - commenta Simone - quindi mi toccherà battere uno di loro».

A settembre invece ci sarà il mondiale a Sant'Ander (dal l'8 al 20) e a dicembre la world cup a Melbourne. Ma i progetti di Simone non si fermano qui. La nuova avventura in Finn, non gli ha fatto dimenticare il match race. Finito il trofeo Principessa Sofia, infatti, Simone volerà dritto a Longh Beach (California) per difendere il titolo di campione della Congressional Cup. La prima regata è fissata per il 7 aprile .

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