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Calcio/Italia - Riva: «Cassano è cambiato. Ma dice ancora bugie»

Il capo delegazione dell'Italia ha riabbracciato il giovane attaccante del Real Madrid, tornato in azzurro dopo un Europeo brillante e un anno di purgatorio che gli aveva fatto perdere il treno per il Mondiale: «Donadoni gli sta dando una chance, dipende molto da lui. Totti-Cassano? Si può convivere»
FIRENZE - «Ho trovato Antonio Cassano cambiato. Anche se mi ha già detto una bugia, ovvero che aveva cambiato numero di telefonino...». Gigi Riva, capo delegazione dell'Italia dopo il mondiale, ha riabbracciato ieri il giovane attaccante del Real Madrid tornato in azzurro dopo un Europeo brillante e un anno di purgatorio che gli aveva fatto perdere il treno per i mondiali.
«Tutti conosciamo le sue doti tecniche - ha detto Riva, al quale nella veste di team manager era toccato il compito di gestire caratterialmente Cassano alle sue prime apparizioni in azzurro - oggi l'ho ritrovato asciutto, tirato, con una condizione forse più avanzata rispetto agli altri giocatori. Ora Donadoni gli sta dando una chance, dipende molto da lui. Credo che l'anno vissuto tra difficoltà ed esperienza al Real possa averlo fatto crescere come uomo. Se andrà fuori pista vedremo...».
Riva ha parlato anche del ritorno a Coverciano dopo il raduno premondiale e della accoglienza senza clamore per la nazionale campione del mondo. «Date tempo al tempo, quella vittoria non si può dimenticare: oltre a rimanere nei nostri cuori, ci stiamo organizzando per ricordarla anche qui, nella casa dell'Italia. E se qualcuno l'ha dimenticata, faremo noi di tutto perché non se ne scordi: meritiamo rispetto».
«Anche Riva, infine, come Gattuso, è convinto che Materazzi andasse difeso di più dopo la squalifica per due giornate. «Gattuso ha detto che i giocatori dovevano far sentire la loro voce: Rino è intelligente. La Federazione? ci sono i commissari che portano avanti un loro cammino, e c'era in quel momento una situazione particolare: le sentenze, le penalizzazioni, gli scudetti che venivano tolti. In quella situazione c'era bisogno di rispettare le sentenze».
Ma il caso di Totti e Cassano,. la cui convivenza in azzurro sembra resa meno difficile dalle buone parole spese dal romanista per il suo ex compagno, nel faccia a faccia con Donadoni, mostra a Riva l'esempio: «E' il segno che nel calcio si possono dire certe cose e poi ripensarci e convivere. Perché questo è lo sport nel quale in campo si prendono e si danno, si dicono le cose e si risponde. E senza dare testate».

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