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Calcio - Rivera: «I poteri forti esistono ancora»

L'europarlamentare: «Per il mio ritorno ci sono ancora troppe resistenze. Non dipende da me. Tre mesi fa sembrava l'apocalisse. Da uno tsunami siamo passati ad un paio d'onde. Carraro? Già tanto se lo hanno punito con una multa, pensavo che gli chiedessero addirittura scusa»
ROMA - «Per il mio ritorno nel calcio ci sono ancora troppe resistenze». Sono le parole di Gianni Rivera in un'intervista al quotidiano La Stampa. «Rientrare nel pallone? Non dipende da me», dice. «Hanno fatto resistenza e continueranno a farla. Certi poteri forti esistono ancora».
Il calcio italiano ha vissuto un'estate a dir poco turbolenta. «Tre mesi fa sembrava l'apocalisse, adesso c'è solo una leggera tempesta. Da uno tsunami siamo passati ad un paio d'onde». Era lecito, forse, attendersi maggiore pulizia. «Non so come si verifichino certi fatti. C'è stata troppa differenza tra ciò che ha deciso la Caf e le sentenze della Corte federale. Ma considerato che quest'ultima è stata costituita da Carraro, non c'è da stupirsene. E' già tanto se lo hanno punito con una multa, pensavo che gli chiedessero addirittura scusa».
Adesso alla guida della Figc c'è Guido Rossi. «Ci voleva un commissario straordinario per cambiare le cose». Si parla anche di campo e c'è spazio per giudizi strettamente tecnici. L'Inter ha bruciato il Milan nell'acquisto di Zlatan Ibrahimovic. «Caratterialmente non mi piace per niente. Non sopporto come si comporta in campo, si crede di una razza superiore e considero questo suo modo di fare una forma di razzismo. Credo che questo sia un limite grosso che può compromettere anche l'aspetto tecnico».

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