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Il ministro Melandri alla Lega Calcio: «Subito le riforme»

Risposta al neo presidente Matarrese: «Oppure non si esce più dalla crisi del calcio. A un mese dai Mondiali e un altro dall'inizio del campionato, non possiamo permetterci di restare in mezzo al guado. Rispetto profondamente l'autonomia dello sport che non è però autosufficienza»
ROMA - «O le riforme, oppure non si esce più dalla crisi del calcio. A un mese dai Mondiali e un altro dall'inizio del Campionato, non possiamo permetterci di restare in mezzo al guado». Così il ministro dello Sport, Giovanna Melandri, risponde al neo presidente di Lega, Antonio Matarrese, che aveva dichiarato di non essere a conoscenza del disegno di legge delega sul calcio. «Sono un po' stupita - spiega la Melandri in una intervista a La Stampa -, in ogni caso questa mattina gli ho inviato una copia del testo» del disegno di legge delega sul calcio. «Certamente a Matarrese che è un ex navigato parlamentare - il ministro - non sfuggirà che la legge delega rappresenta lo strumento del dialogo, altrimenti saremmo ricorsi al decreto. Spero che sotto la sua presidenza la Lega collabori. Perché noi le riforme le vogliamo fare insieme, ma soprattutto le vogliamo fare. Rispetto profondamente l'autonomia dello sport che non è però autosufficienza. Soprattutto nel caso del calcio, che ha un grande mercato, produce una quantità rilevante di contenuti televisivi, rappresenta un importante fenomeno identitario e in questo momento ha un assoluto bisogno di regole. A Matarrese auguro buon lavoro, sono sinceramente rispettosa delle sue prerogative ma pretendo analogo rispetto per l'azione riformatrice del Governo».
Per quanto riguarda invece l'accusa di essere salita sul carro del vincitore un mese fa a Berlino la Melandri risponde: «Vorrei ricordargli che ben prima che iniziassero i Mondiali ero a Coverciano a prendermi la pioggia, e in quei giorni non pioveva soltanto acqua».

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