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Lunedì 25 Settembre 2017 | 20:40

Calcio - Moratti: «Matarrese potrebbe essere l'uomo giusto»

Qualcuno lo considera l'uomo della rinascita del calcio italiano, per altri è la persona sbagliata al posto giusto. Il patron dell'Inter, una delle società che non ha votato il nuovo presidente delle Lega, preferisce aspettare e valutare il lavoro prima di esprimere giudizi, anche se è ottimista. Cellino sempre critico
• Matarrese ha riconquistato la scena. Ora dipende da lui
ROMA - Qualcuno lo considera l'uomo della rinascita del calcio italiano, per altri è la persona sbagliata al posto giusto. Qualcuno lo vorrebbe già destituire. Non è certo il caso dei vertici dello sport nazionale. Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, e il commissario straordinario della Federcalcio, Guido Rossi, in un comunicato congiunto, hanno «rinnovato il loro invito a un lavoro in sintonia delle componenti del calcio, per la realizzazione di un programma di rinnovamento». Ma non solo: hanno sottolineato come «la progressiva definizione di ruoli, interlocutori e incarichi all'interno del mondo del calcio, metta le diverse componenti al programma di profonde riforme già peraltro in atto».
Antonio Matarrese, dal canto suo, ha vissuto serenamente la prima giornata di nuovo capo del governo del calcio. Dal suo ufficio della Lega prof, a Milano, ha cercato di riprendere in mano concretamente i complicati e delicati meccanismi che regolano il mondo del pallone. La sua elezione al vertice della Confindustria del calcio ha acceso il dibattito fra gli elettori eccellenti. Il più polemico, nei riguardi dell'elezione di Matarrese, come era nelle previsioni, è stato il presidente del Cagliari.
Massimo Cellino ha sottolineato come il governo del calcio si trovi adesso, «dopo un mese e mezzo di lavoro», senza «regole e con un presidente eletto per... stanchezza». Non sono mancate le frecciate a Maurizio Zamparini, presidente del Palermo e suo eterno rivale. «Non ho mai litigato con lui - ha precisato Cellino - ma ha un difetto: quando vede un microfono non capisce più nulla. Non rispetta le istituzioni. Matarrese è una persona per bene, ma io non condivido la sua elezione. Tra un mese mi chiamerà, perché non riuscirà a governare gli stessi che lo hanno votato - avverte il presidente del Cagliari -. Perché sono proprio loro quelli che non vogliono essere governati». L'imprenditore sardo avrebbe preferito il commissariamento o, al limite, un Matarrese post-riforma. «Tonino è una persona perbene, alla quale voglio bene: lo avrei anche votato, ma in una battuta successiva, dopo cioè che fosse stato approvato un regolamento equo per tutti. Allora avrebbe potuto far valere la sua esperienza e il suo carisma. Il commissariamento per noi era l'unica salvezza. Scopriremo presto che frutto di compromesso è la sua elezione. Ora le regole non può riscriverle più nessuno, mentre Rossi era la salvezza del calcio italiano. Dovremmo fargli una statua, per quello che ha cercato di fare».
Di parere opposto, invece, Gino Corioni. Il presidente del Brescia è fiero del ritorno del Matarrese. «Considero la sua elezione una garanzia di maggiore equità - ha detto - Quando lasciò il calcio, in Italia c'era ancora il campionato più bello del mondo, adesso siamo invece al decimo posto. Con Matarrese riscriveremo le regole, questo è certo».
Per Moratti, il neopresidente della Lega è una «persona intelligente e dotata di tanta esperienza». «Se veramente capirà come sono cambiate le cose - ha aggiunto il presidente dell'Inter - e quanto potrebbe essere pericoloso tornare indietro, anche nelle abitudini e nei comportamenti, lavorerà come uno che deve pensare al futuro. Ecco perché, dunque, potrebbe essere l'uomo della rinascita».
«L'elezione di Matarrese - è stato, invece, il commento del coordinatore nazionale di Italia dei Valori, Felice Belisario - va rispettata, perché frutto di una decisione democratica. E poi, non sempre il nuovo a tutti i costi paga: a volte esperienza, passione, assieme alla capacità di mediazione, possono contribuire a far ripartire il calcio».

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