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Atletica/Europei - Howe, è italiano il nuovo figlio del vento

Nella rassegna continentale di Goteborg, l'azzurro ha coperto la distanza di 8,20 metri. L'italo-americano ha centrato il bersaglio grosso mantenendo le promesse della vigilia. Ha vinto l'oro dominando la gara sin dall'inizio, ma non ha battuto il record italiano di Evangelisti
GOTEBORG - La storia dell'atletica per Andrew Howe era lontana solo 8,20 metri. Questa è la distanza che l'azzurro ha dovuto coprire per diventare campione europeo nel salto in lungo a Goteborg. L'italo-americano ha centrato il bersaglio grosso mantenendo le promesse della vigilia. Howe ha dominato la gara sin dall'inizio, ma non ha battuto il record italiano di Giovanni Evangelisti. E' la prima medaglia italiana nella rassegna continentale svedese e il trentesimo oro tricolore in una manifestazione continentale. La finale del lungo non si è svolta sotto i migliori auspici. Una pioggia fastidiosa ha reso la gara più difficile. Ma Howe ha mostrato subito agli avversari di che pasta è fatto. Alla prima prova ha saltato subito 8,12. Gli avversari hanno cercato di rispondere. Ma l'azzurro ha saputo piazzare un 8,20 al secondo salto che poi si è rivelato vincente. L'inglese Greg Rutheford e l'ucraino Lukashevych gli sono arrivati rispettivamente a sette ed otto centimetri. Troppo poco per insidiare il nuovo re del salto in lungo. E alla fine la gioia da condividere con la mamma-allenatrice Reneè Felton è esplosa: «Sono contentissimo, non mi aspettavo gli avversari così tignosi nei miei confronti - ha dichiarato il giovane atleta - ha pagato la scelta di concentrarsi solo su questa specialità». Ma si può essere delusi anche quando si è saliti sul tetto d'Europa: «Sono una persona molto competitiva - ha spiegato Howe - speravo di ottenere qui il record italiano. Purtroppo non ce l'ho fatta, ma per me la stagione non è ancora finita. So di poter battere l'8,43 di Evangelisti». Il successo per il 21enne atleta italo-americano, già campione iridato juniores nei 200 e nel lungo, è la ciliegina sulla torta di un anno veramente eccezionale. I miglioramenti continui nel lungo (8,41 il suo personale realizzato al Golden Gala) e il bronzo ai Mondiali indoor di Mosca sono stati i precedenti tasselli. Logico che ora Howe, arrivato a Rieti quando aveva cinque anni, punti ancora più in alto: «Spero di vincere un altro oro l'anno prossimo ai Mondiali in Giappone - ha ammesso con candore - ma il primato italiano voglio ottenerlo prima».
La seconda giornata degli Europei di Goteborg ha riservato all'Italia anche delle delusioni. Su tutte l'ultimo posto di Ivano Brugnetti nella 20 chilometri di marcia. L'azzurro, nella disciplina in cui è campione olimpico in carica, non è stato mai in gara. Meglio il giovane Giorgio Rubino, all'esordio in una rassegna internazionale, giunto ottavo. Male nel salto triplo le azzurre Magdelin Martinez e Simona La Mantia che non si sono qualificate per la finale. Non è mancato qualche, comunque, discreto risultato. In particolare il settimo posto di Clarissa Claretti (69.78) nella finale del martello, vinta dalla russa Lysenko (76,67), e il decimo posto nei 10mila metri di Daniele Meucci (28'48"30), che hanno assegnato l'oro al tedesco Fitschen (28'10"94). Ottima anche le qualificazioni nel salto in alto di Elena Meuti e Antonietta di Martino. Non c'erano, invece, italiani nella finale dei 100 metri che oggi ha proclamato il nuovo re della velocità europea. E' il portoghese Francis Obikwelu capace di concludere la gara in 9"99, nuovo record dei campionati europei.
Domani altre speranze di medaglia per l'Italia. Nel salto in alto i fratelli Ciotti e Bettinelli potranno giocarsi un posto sul podio. Sono possibili sorprese nei 1500 con l'azzurro Neunhauserer e nei 400 metri dove Andrea Barberi si è qualificato per la finale arrivando a soli quattro centesimi dal record italiano (45"30). E chissà mai che Elisa Rigaudo nei 20 chilometri di marcia non ripaghi la delusione di Brugnetti. Il successo di Howe ha ormai aperto la strada.

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