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Brindisi, cercasi «Palaeventi» ...disperatamente Firma la petizione

di FRANCO GIULIANO
Tremila o forse 4mila spettatori che applaudono sugli spalti di un palazzetto (ormai incapace di contenere la passione della città e persino della intera regione) strapieno fino all’inverosimile. Una emozione riservata - però - solo a quei pochi fortunati che riescono a trovare ogni due domeniche un biglietto per un posto nella storia del basket. «Mentre la domanda sarebbe addirittura di 20mila spettatori, tanti infatti sarebbero state le prenotazioni per la partita di domenica». Ed ecco allora questa inchiesta che parte da una domanda: perchè a Brindisi è difficile realizzare i sogni?
Brindisi, cercasi «Palaeventi» ...disperatamente Firma la petizione
di FRANCO GIULIANO

Tremila o forse 4mila spettatori che applaudono sugli spalti di un palazzetto (ormai incapace di contenere la passione della città e persino della intera regione) strapieno fino all’inverosimile. Una emozione riservata - però - solo a quei pochi fortunati che riescono a trovare ogni due domeniche un biglietto per un posto nella storia del basket. «Mentre la domanda sarebbe addirittura di 20mila spettatori, tanti infatti sarebbero state le prenotazioni per la partita di domenica». Ed ecco allora questa inchiesta che parte da una domanda: perchè a Brindisi è difficile realizzare i sogni?

La nostra domanda muove dalla «provocazione» di molti spettatori che ieri, partecipando alla nostra battaglia per «i treni più veloci al Sud», ci hanno chiesto: «Perchè la prossima battaglia della Gazzetta non la fate per una nuova struttura dedicata allo sport indoor e ai grandi eventi)»? La storia di questo «sogno negato » ce la siamo fatta raccontare da un fruitore di eventi, autorevole e super partes: il presidente della Stp di Brindisi, Rosario Almiento. Avvocato perchè Brindisi, ricca città industriale non possiede una struttura degna della sua storia? Oggi, ci fa capire il presidente- tifoso del basket («ma non solo») non ci sarebbero le condizioni economiche per realizzare questo sogno nel cassetto da almeno cinque, forse dieci anni.

«Oggi - dice Almiento - le ipotesi sono due: la prima è quella di riprendere un progetto varato dalla precedente amministrazione guidata dal sindaco Mennitti che prevedeva la costruzione in contrada Masseriola di un nuovo palasport, il cosiddetto “Palaeventi” che facesse da scenario non solo per eventi sportivi ma anche culturali e congressuali, su un’area con diversi terreni da espropriare e che prevedeva anche tutta una serie di opere di urbanizzazione e di collegamento tra tre quartieri della città (S. Elia, La Rosa e Bozzano che attualmente sono agglomerati urbani anche mal collegati». Quell’idea non è stata realizzata perchè i fondi, stanziati all’epoca dalla vecchia amministrazione non sono stati utilizzati dal commissario prefettizio e quelle risorse destinate ad altro. Dunque oggi non ci sono fondi.

«L’ipotesi due - aggiunge il presidente - è quella che si è affacciata ultimamente attraverso una lettera aperta dell’attuale sindaco indirizzata ai vertici di Enel Spa con cui si chiede di verificare che Enel costruisca un nuovo Palasport. Di quella lettera si attende risposta».
Infine: la terza ipotesi: «Quella di ristrutturare l’attuale palazzetto, ingrandendolo. In verità questa sembrerebbe una ipotesi difficile da realizzare per la vetustà dell’immobile».

Dunque la situazione torna all’origine. Cioè a cinque anni fa quando ci si rese conto che la nuova società e il nuovo corso della pallacanestro Brindisi ci avrebbe portato ad altissimi livelli e che avrebbe comportato il problema di dare un degno palcoscenico ad un campionato alla massima serie che vede proprio Brindisi essere al vertice. «Serve - dice il presidente di Federalberghi-Brindisi, Pie - rangelo Argentieri - una azione comune da parte di tutti i soggetti interessati, che siano istituzioni, enti e società private che operano sul territorio». «Serve - aggiunge - innanzitutto capire in che modo questa idea di una nuova infrastruttura sia espressione della società civile. Serve capire in che modo si voglia portare avanti questa proposta e dunque il ruolo che deve avere in futuro il basket». Argentieri propone allora di costituire «una fondazione aperta a tutti. A tutti coloro interessati a questa idea».
«La cosa più importante però - interviene il presidente del Coni-Puglia, Elio Sannicandro - è fare la verifica sulla possibile gestione futura della struttura che si va a realizzare. Serve da subito fare un piano gestionale di questa infrastruttura e vedere chi gestisce poi quell’immobile. Non solo per un singolo campionato, o una stazione di eventi, ma per 360 giorni l’anno, altrimenti accade quello che è accaduto a Bari con lo stadio San Nicola: che ci hanno fatto un regalo realizzandolo e poi è rimasto vuoto con costi enormi di gestione».

«Un’altra modalità sarebbe una operazione di di marketing territoriale. Visto che c’è l’Enel bisognerebbe verificare se questa importante società ha intenzione di realizzare un PalaEnel, come esiste il PalaTrussardi a Milano. Ecco, una grossa azienda potrebbe realizzare questo contenitore polifunzionale che sarebbe la casa del basket, ma potrebbe ospitare anche altre attività, sperimentando per esempio il risparmio energetico».
Dunque? «Io come presidente del Coni posso intervenire e farei questa proposta. Io sono pronto a discutere su questo fronte».
L’idea di costituire una fondazione che verifica questa ipotesi può essere positiva, ma tutti devono mettere dei soldi. A Rimini il centro congressi è stato costituito da un consorzio del quale facevano parte gli albergatori, ma lì parliamo delle Romagna, la banca locale e altri soggetti. Tutto deve partire da un quadro economico che abbia delle capacità e una strategia di marketing, altrimenti non regge il piano finanziario». --------- [1- Continua.]

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