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Lunedì 25 Settembre 2017 | 22:37

Calcio - La Reggina deferita per illecito sportivo

I calabresi nello scandalo del pallone. Il procuratore Stefano Palazzi ha deciso il rinvio a giudizio nell'inchiesta Calciopoli bis (le accude: violazione dell'articolo 6, ma anche slealtà sportiva per responsabilità diretta). Saranno giudicati anche il presidente Foti e i due arbitri Pieri e Dondarini
ROMA - La Reggina finisce ufficialmente nello scandalo del pallone. Illecito sportivo: così scrive il procuratore Stefano Palazzi nelle 24 pagine del primo blocchetto di deferimenti per calciopoli bis e che vedono alla sbarra anche il presidente del club calabrese, Lillo Foti e i due arbitri Pieri e Dondarini. Violazione dell'articolo 6, ma anche slealtà sportiva entrambi per responsabilità diretta visto il coinvolgimento del patron (anche per lui art. 1 e 6.) i reati contestati alla società: e sono sette le partite finite sotto la lente di ingrandimento degli 007 federali guidati da Francesco Saverio Borrelli, quelle delle telefonate precedenti le partite che vedono coinvolto il patron e gli ex vertici arbitrali, ma solo tre quelle che vengono contestate ai reggini. Si tratta di Sampdoria-Reggina, Palermo-Reggina e Atalanta-Reggina.
La posizione dei calabresi, a quanto si legge nell'atto di deferimento, sarebbe piuttosto pesante: la società viene infatti accusata di aver commesso l'illecito per procurarsi un vantaggio in classifica, e questo con una serie di condotte sleali, reiterate indirizzate soprattutto a condizionare gli arbitri. Di fatto la stessa contestazione mossa alla Juve. Un quadro che mette nei guai la Reggina, che rischia a questo punto anche la retrocessione in Serie B se pure verranno comminate pene come quelle date a Lazio e Fiorentina, che sono rimaste in A, ma con i trenta punti di penalizzazione sullo scorso campionato, la Reggina va dritta tra i cadetti.
Il processo dovrebbe partire il prossimo 14 agosto: e sarà ancora a Roma, con la stessa formula di quello che ha già portato alle condanne eccellenti. Prima la Caf e poi la Corte federale: questo, oltre che per uniformità di giudizio rispetto a un procedimento che ha già portato a sentenze, perchè sono coinvolti degli arbitri le cui figure Palazzi ha assimilato a quelle dei dirigenti federali. Niente Disciplinare dunque, tutto a Roma a partire dalla vigilia di Ferragosto.
La Reggina aspetta di leggere tutta la documentazione, ma il collegio difensivo è già al lavoro da stasera non appena ha ricevuto la comunicazione del deferimento. «Non vogliamo che questa società diventi il capro espiatorio» ha detto uno dei tre avvocati del club calabrese. Quanto ai due arbitri, subiranno il procedimento per omessa denuncia: ancora in ballo Paolo Dondarini (ha diretto Samp-reggina nel 2004-05, l'anno incriminato) che dopo la condanna in primo grado nel processo a Luciano Moggi, si era salvato con l'assoluzione in appello. Ora torna alla sbarra. Ma i due, in ritiro a Sportilia con gli altri fischietti, vanno ora incontro alla sospensione e rischiano di dover lasciare il raduno.
Ma il secondo filone dell'inchiesta potrebbe avere qualche altra coda tra domani e mercoledì: all'appello, tra gli altri finiti nella relazione di Borrelli, mancano almeno l'Arezzo, il guardalinee Titomanlio coinvolto per la telefonata con Leonardo Meani relativa alla gara tra i toscani e la Salernitana. Palazzi potrebbe aver deciso di differenziare le posizioni a far scattare gli altri deferimenti nelle prossime ore. Dentro, sempre per omessa denuncia, potrebbe esserci anche Pierluigi Collina. Lo scandalo del pallone va avanti: l'estate è ancora lunga. Tornano al lavoro anche le toghe sportive per il processo bis. Tutti di nuovo a Roma, ma stavolta senza scomodare l'Olimpico. Basteranno gli uffici della federazione per ospitare il tribunale sportivo in una Capitale deserta per l'esodo ferragostano.

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