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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 13:05

Calcio - Cassano: «Vivrò a Roma»

Si definisce «l'uomo più felice del mondo» perché ha ritrovato papà Capello, nuovo tecnico del Real Madrid. Ma a Bari sono delusi dopo le dichiarazioni di Antonio
Calcio - Esordio con gol per Antonio Cassano nel Real MadridSi definisce «l'uomo più felice del mondo» perché ha ritrovato papà Capello, nuovo allenatore del Real Madrid. Antonio Cassano, dice don Fabio, «sta tornando a essere un atleta e di conseguenza diventa un giocatore. Sta meglio, scherza, sta tornando lui». A Bari, invece, sono delusi. Chi lo ha cresciuto tra i vicoli del borgo antico è amareggiato. Si sentono traditi da "Tonino", il quale ha affermato in una intervista rilasciata a Sky: «Mi dispiace moltissimo per i tifosi della Roma. Qualcuno ha voluto ricamarci su. Ma la città mi è rimasta nel cuore. Quando tornerò in Italia vivrò nella Capitale».
Nel capoluogo pugliese ci si sarebbe aspettato maggiore rispetto. C'è chi non trova giustificazioni: Antonio avrebbe dimenticato il luogo dove è nato (e dove comunque ritorna di tanto in tanto), mentre altri ritengono che la motivazione stia nel rapporto conflittuale che l'uomo ha avuto negli anni dell'infanzia e dell'adolescenza. È come se Cassano voglia dimenticare, rimuovere il passato, i ricordi peggiori.
Roma, invece, da città adottiva, lo ha conquistato. Nonostante gli screzi e i fischi che hanno preceduto il divorzio dalla società di Sensi. Si è sentito ugualmente protetto. E si sa che in questi casi Cassano dà il meglio di sé. Anche quando si tratta di calciare un pallone. «Non perché è arrivato Capello a Madrid devo per forza giocare. Sono contento perché è una persona che mi tiene molto in considerazione mi stimola molto, quello che mi è mancato in questi ultimi due anni. Mi sto impegnando per far bene».
Nella prima fase della preparazione del Real Madrid, sta smaltendo i chili di troppo. Carlos Latre, l'imitatore iberico che lo ha preso in giro rappresentandolo impegnato a ingurgitare ciambelle al cioccolato, non potrà riproporre le gag. Nella prossima stagione, tra Liga e Champions League, Antonio ha intenzione di smettere i panni de "il gordo" (il grasso) e riconquistare gli spagnoli. Un modo per cercare anche di tornare in Nazionale. «Il club ha preso ottimi giocatori (Cannavaro, Emerson). In quanto all'Italia, non mi interessa quello che sta accadendo. È giusto che chi ha sbagliato paghi».
Quando il discorso si sposta sull'Italia, l'atteggiamento cambia. Non lo fa vedere. Ma non essere andato ai Mondiali di Germania gli pesa, soprattutto dopo il trionfo. «Mi è dispiaciuto, ma non è che mi cambia la vita. Ho tifato per gli azzurri. Sono nazionalista».
Chissà se avrà tifato anche per Totti. Donadoni dovrà risolvere proprio il problema relativo alla coesistenza dei due ex amici. Forse gli darà una mano il capitano della Roma, che avrebbe intenzione di rinunciare (anche perché non accetterebbe di ritrovarsi con Cassano in ritiro).
Si vedrà. Antonio di Lippi ha una buona considerazione («ha fatto bene. È stato chiaro. Mi ha spiegato che non poteva convocarmi perché non giocavo»). Di Donadoni non si sa. È certo, però, che uno dei motivi che hanno impedito Gentile, ex tecnico dell'Under 21, di arrivare alla Nazionale maggiore, è stato proprio l'aver avuto un rapporto conflittuale con il barese. Non se ne crucci, è in buona compagnia. Anche a Bari qualcuno avrebbe voglia di mandare Cassano a quel paese. Dove? A Roma, ovvio.
G. Flavio Campanella

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