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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 06:08

Calciopoli - Ora la Reggina nel mirino: da Napoli otto avvisi di garanzia

Nelle intercettazioni della Procura della Repubblica campana le telefonate ed i "veleni"
Calcio Reggina NAPOLI - Otto avvisi di garanzia sono stati emessi dai Pm di Napoli Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, nell'ambito della nuova tranche dell'inchiesta sugli illeciti del mondo del calcio nel quale è coinvolta la Reggina. Destinatari dei provvedimenti, nei quali si ipotizza il reato di concorso in frode sportiva sono il presidente della società calabrese Lillo Foti, l'ex designatore arbitrale Paolo Bergamo, gli arbitri Massimo De Santis, An.d.r.ea De Marco, Tiziano Pieri e gli assistenti Giorgio Nicolai, Stefano Papi e San.d.r.o Rossomando.

Telefonate e "veleni"
Massimo De Santis viene chiamato ad arbitrare Reggina-Cagliari del 12 dicembre 2004 , la partita finisce 3-2 tra le polemiche. Intorno a quel match - sia prima sia dopo l'incontro - e alla direzione di gara è tutto un rincorrersi di telefonate, dove emergono allusioni, dubbi, perplessità, e infine tanta rabbia da parte degli sconfitti. Quelle telefonate per i magistrati della Procura di Napoli offrono un quadro eloquente sul sistema di condizionamento che gravava sul calcio.
Dunque l'11 dicembre il presidente della Reggina Lillo Foti telefona al designatore Paolo Bergamo il quale lo informa che l'arbitro Rosetti per problemi familiari non potrà dirigere la gara che sarà affidata al fischietto di Massimo De Santis, indicato come prima riserva. Foti si mostra perplesso ma viene immediatamente rassicurato da Bergamo: «No, stai tranquillo… è qui con me». E Foti: «… eh infatti se è qui con te vedi un attimo quello che ti deve... designà...».
Lo stesso giorno il segretario della Federcalcio Francesco Ghirelli viene chiamato dal presidente del Cagliari Massimo Cellino che si lamenta per la designazione di De Santis: «…proprio De Santis cazzo!». Un minuto dopo Ghirelli chiama Bergamo per chiedergli spiegazioni, come richiestogli da Cellino. «M'ha telefonato preoccupato de..Cellino...» dice Ghirelli e accompagna la frase con una risata. Bergamo lo tranquillizza - sottolineano i pm - e si offre di chiamare Cellino tanto che il suo interlocutore gli fornisce l'utenza.
Il 12 dicembre dopo la partita. Ghirelli viene chiamato da Cellino, mentre il telefono squilla si capta la voce di Cellino che parla con una persona che gli è accanto: «sempre protetto, cazzo! Luciano Moggi alla festa con gli arbitri ci fa l'occhiolino a tutti! a tutti!». Ghirelli viene aggredito verbalmente da Cellino: «Sono arrivato a Cagliari adesso, me ne sono andato dallo stadio di Reggio Calabria col mio aereo subito sennò all'arbitro gli metto le mani addosso! Un bastardo tra i peggiori del mondo!». Poi, dopo aver raccontato l'andamento della gara e i torti arbitrali che avrebbe subito la squadra sarda, aggiunge: «Poi ho visto De Santis! Dai che voglio dire di più! Lasciamo perdere! Reggina, sappiamo benissimo di che colore è! Ha rotto i coglioni! Ed io ste cose, guarda, io agli arbitri stringo la mano e gli sorrido non gli faccio l'occhiolino come qualcun altro dei...di qualche altra squadra, Francesco, dai...». Poco oltre dice alludendo a una vicinanza di Foti con Moggi e la Gea: «Ora i giornalisti mi hanno chiamato tutti pensando che io gli dicessi che è un ladro l'arbitro, chè e Gea o non Gea, ho detto semplicemente che l'arbitro non era in forma!». E poi alludendo alla «combriccola romana» degli arbitri, appartenenti alla sezione arbitrale Roma1: « che vada ad arbitrare la Juve fisso e non ci rompa i coglioni! Gli faccia vincere il campionato e non ci rompa il cazzo De Santis. Ehm...Sai quali sono le due squadre che hanno il più folto numero della Gea in Italia? Messina e Reggina! Ecco! Roma 1, tutta quella zona lì, è tutta bella, tifosa della Juventus! Ciao ciao...e vaffanculo a tutti!». In un'altra telefonata del 16 dicembre Cellino dice a Ghirelli «aho, non mandatemi De Santis nè col Messina nè con la Juve, eh» ricevendo alcuna risposta - spiegano i pm - dal suo interlocutore che si limita a ridere.
Altre telefonate che coinvolgono la Reggina sono sempre tra Foti e Bergamo. 4 gennaio 2005, giorno dei sorteggi. È in programma Reggina-Palermo 1-0. Bergamo afferma: «Io mi ritengo anche fortunato perché noi avevamo preparato innanzitutto essendo la partita che tu sai molto delicata, l'avevamo messa dove c'era un gruppo molto nutrito di amici e penso che sia andata bene, dai, penso che è andata bene, perché in quella griglia c'era insomma tutti ragazzi, c'era Nucini, c'era coso Banti no Banti non poteva farlo c'era a parte Pieri (che arbitrerà l'incontro, n.d.r.) a parte Preschern a parte Dattilo (precluso per Reggina-Palermo, n.d.r.) che non può farla poi c'era Cassarà (precluso, n.d.r.) che non poteva farla, quindi le mire erano precise, c'era un altro giovane che è finito a Cagliari. ma che è un ragazzo qui di Firenze, molto bravo, e quindi son soddisfatto».
C'è poi la telefonata del 21 gennaio, giorno di sorteggi, in attesa di Udinese-Reggina. Foti è preoccupato perché ritiene l'arbitro designato, De Marco, «casalingo». A tal punto il designatore, pur esternando perplessità sull'arbitro - scrivono i pm - legate alla giovane età, tranquillizza l'interlocutore spiegando che sarà affiancato da due assistenti «Papi e Rossomando che sono due ragazzi di fiducia mia». «Eh, però, però - aggiunge - è bravo, stai tranquillo che farà una buona partita, io ci parlo, non c'ho voluto parlare oggi per non tirargli troppo la corda, domami mattina ci faccio una bella chiacchierata», ricevendo l'assenso di Foti il quale aggiunge: «parlaci un poco per bene.

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