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Bari, contatti coi russi nel segno di S. Nicola

BARI - Non si può parlare ancora di una trattativa vera e propria. Ma gli incontri con la cordata di imprenditori russi interessati all’acquisto dell’As Bari continuano. Anche in questi giorni con la festa del San Nicola ortodosso. Strette di mano, pacche sulle spalle e riunioni riservate, lontano dai clamori mediatici, per preparare la strada alla svolta che potrebbe cambiare il destino e sollevare le sorti della società. Nel ruolo di Richelieu biancorosso, Gianluca Paparesta, club generale del sodalizio. I contatti li ha gestiti in prima persona e sempre lui continua ad incontrare i russi con una specie di delega in bianco dei Matarrese
Bari, contatti coi russi nel segno di S. Nicola
BARI - Non si può parlare ancora di una trattativa vera e propria. Ma gli incontri con la cordata di imprenditori russi interessati all’acquisto dell’As Bari continuano. Anche in questi giorni con la festa del San Nicola ortodosso. Strette di mano, pacche sulle spalle e riunioni riservate, lontano dai clamori mediatici, per preparare la strada alla svolta che potrebbe cambiare il destino e sollevare le sorti della società.

Nel ruolo di Richelieu biancorosso, Gianluca Paparesta, club generale del sodalizio. I contatti li ha gestiti in prima persona e sempre lui continua ad incontrare i russi con una specie di delega in bianco dei Matarrese. Perché si vuole evitare il bis della Montemurro Story, con la pressioni dei tifosi, la città divisa, le illusioni e le delusioni. I Matarrese, questa volta, faranno capolino solo a cose fatte.

Così Paparesta - che ha da poco superato a pieni voti l’esame da direttore sportivo - continua a tessere la tela. Con pazienza e senza fretta, forte anche di una serie di conoscenza acquisite quando aveva dal Comune la delega dei rapporti internazionali e del marketing territoriale. L’ex arbitro organizza appuntamenti, ospitando la delegazione russa in una serie di manifestazioni (compresa Italia-Ungheria di pallanuoto qualche mese fa), lanciando la trovata della maglia con l’effigie di San Nicola in caratteri cirillici fatta arrivare a Putin. Insomma, nulla è lasciato al caso. Anche l’ultima regata, quella tutta di imprenditori russi con partenza e arrivo a Bari ha giocato un ruolo per così dire esplorativo.

Due le opzioni sul tavolino. Una semplice, economicamente meno impegnativa, prevede l’acquisto del pacchetto di maggioranza della società con una gestione diretta della squadra. L’altra, più complessa, punta a rilevare la società e lo stadio San Nicola, compresi i 50 ettari intorno all’astronave di Renzo Piano, dove sarà possibile costruire cinema, alberghi, ristoranti, impianti sportivi. L’incontro dell’altro giorno è arrivato con una incredibile puntualità, cioè in concomitanza con l’approvazione della cosiddetta legge sugli stadi. Insomma un intreccio tra pallone e mattone che potrebbe riservare piacevoli sorprese.

Va detto anche che il Bari - proprio in prospettiva di una vendita della società - sta studiando con estrema attenzione anche il progetto stadi della Lega di Serie B, che ha fatto elaborare un progetto-tipo calibrato sulle necessità del secondo campionato e sulle dimensioni delle società che vi aderiscono. Un progetto giudicato tra i più moderni e funzionali, elaborato espressamente per il calcio, pluripremiato per modernità e duttilità in mezzo mondo e tra l’altro realizzabile con costi assolutamente contenuti. Se il make-up del San Nicola sfiorerà i 50 milioni di euro, e lo stadio dovrà per forza mantenere l’anello superiore alla siderale distanza dal campo alla quale i tifosi del Bari sono purtroppo assuefatti, il nuovo progetto consentirebbe di realizzare in un lasso di tempo contenuto un impianto da 20/25 mila posti, più che sufficiente per Bari, con soli 20/25 milioni di euro. Eventuali acquirenti potrebbero farci più di un pensierino. Con tanti saluti a Renzo Piano.

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