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«Calcioscommesse» Amici di Masiello Mai saputo di minacce

BARI – «Mai saputo di pressioni da parte dei tifosi per perdere le partite. Masiello era il loro idolo e non lo avrebbero mai minacciato». A parlare così sono Fabio Giacobbe e Gianni Carella, «ex amici», come loro stessi si sono definiti, dell’ex difensore del Bari Andrea Masiello. I due hanno testimoniato oggi nel processo dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Bari Anna Perrelli nei confronti dei tre ex capi ultrà del Bari Alberto Savarese, Roberto Sblendorio e Raffaele Loiacono, imputati di violenza privata aggravata
«Calcioscommesse» Amici di Masiello Mai saputo di minacce
BARI – «Mai saputo di pressioni da parte dei tifosi per perdere le partite. Masiello era il loro idolo e non lo avrebbero mai minacciato». A parlare così sono Fabio Giacobbe e Gianni Carella, «ex amici», come loro stessi si sono definiti, dell’ex difensore del Bari Andrea Masiello. I due hanno testimoniato oggi nel processo dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Bari Anna Perrelli nei confronti dei tre ex capi ultrà del Bari Alberto Savarese, Roberto Sblendorio e Raffaele Loiacono, imputati di violenza privata aggravata.

Secondo la Procura di Bari gli imputati avrebbero preteso che i loro beniamini biancorossi perdessero due partite (Cesena-Bari del 17 aprile 2011 e Bari-Sampdoria del 24 aprile 2011, tutte e due terminate con la sconfitta dei pugliesi) per fare soldi con le scommesse. Caso contrario, sarebbero stati pronti a scatenare la guerra contro gli ultrà del Foggia, avrebbero covato propositi ritorsivi nei confronti di due giornalisti che avevano osato criticarli e meditato un’azione punitiva nei confronti dell’ex portiere del Bari Gillet. Il primo a testimoniare dinanzi al giudice è stato Fabio Giacobbe. «Non ricordo» è stata la sua risposta a molte delle domande poste dal pubblico ministero Giuseppe Dentamaro. «Dopo un evento così traumatico nella vita di una persona normale – ha spiegato Giacobbe – molte cose vengono rimosse. Mi fa male anche solo rileggere quelle cose».

Il riferimento è alle dichiarazioni rese in carcere il 6 aprile 2012. Il 32enne ha ricordato però di non aver mai saputo da Masiello di minacce da parte dei tifosi. Riferendosi alla partita Bari-Sampdoria, Giacobbe ha ricordato di aver saputo dal suo ex amico calciatore di pressioni ricevute da giocatori della squadra avversaria, ma non dai tifosi. E proprio su quella partita Giacobbe e Carella scommisero e persero 1.000 euro perchè avevano puntato sulla vittoria del Bari. «L'ennesima dritta storta – hanno detto entrambi – data da Masiello sull'esito di una partita».

Quanto ai rapporti tra i giocatori del Bari e la tifoseria, Carella ha ricordato di aver saputo da Masiello «che alcuni tifosi, senza fare nomi, erano andati al campo durante l'allenamento e uno aveva schiaffeggiato un calciatore». Nella sua memoria nitido anche il ricordo di un incontro tra Masiello e Antonio Bellavista (ex biancorosso) in cui il secondo aveva consegnato al primo 20mila euro in contanti.
«Credo per Cesena-Bari – ha riferito al giudice Carella – ma all’epoca sapevo solo che si trattava di un regalo, Masiello non ci ha mai riferito di combine». Nell’udienza del prossimo 5 febbraio testimonieranno due ex calciatori del Bari, Marco Rossi e Alessandro Parisi, coinvolti nei procedimenti baresi sulle partite truccate.

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