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Domenica 22 Ottobre 2017 | 14:06

Dalla Puglia alla F1 l'ingegnere della Toro non ama la celebrità

BARI - Nel mondiale che si è appena concluso c’è un pezzo di Puglia che si è fatta onore: è la presenza dell’ingegner Gianvito Amico (nella foto), tecnico progettista e sviluppo della Toro Rosso che in questa stagione ha lavorato con Daniel Ricciardo, il prossimo compagno di squadra di Vettel alla Red Bull. Ingegnere di Ceglie Messapica, si è laureato al politecnico di Torino nel 94, ha subito cominciato a lavorare con la Conrero nel mondiale Turismo e poi nel 98 è passato alla Minardi, poi alla Toyota e alla Toro Rosso
Dalla Puglia alla F1 l'ingegnere della Toro non ama la celebrità
BARI - Nel mondiale che si è appena concluso c’è un pezzo di Puglia che si è fatta onore: è la presenza dell’ingegner Gianvito Amico, tecnico progettista e sviluppo della Toro Rosso che in questa stagione ha lavorato con Daniel Ricciardo, il prossimo compagno di squadra di Vettel alla Red Bull.

Al momento attuale chi è davvero il più forte fra Vettel e Alonso?

«Difficile dirlo, dovrebbero avere la stessa macchina per giudicare, di sicuro ho la sensazione che questa serie di vittorie a ripetizione sia più utile a Vettel che si è ricaricato in maniera incredibile, ha dalla sua quella forza mentale e interiore che secondo me in questo momento ne fa il pilota più forte del mondiale».

Ingegnere, lei si è laureato al politecnico di Torino nel 94, ha subito cominciato a lavorare con la Conrero nel mondiale Turismo e poi nel 98 è passato alla Minardi, poi alla Toyota, Toro Rosso, insomma ha girato. Per uno che arriva da Ceglie Messapica, provincia di Brindisi, quanto è lontana la F.1 dalla vita di paese?

«Pensavo fosse lontanissima quando da ragazzino seguivo le corse in TV (Gianvito Amico è nato l’8 gennaio 1970, ndr) ma poi mi sono ritrovato a fare le corse e a vivere di corse. Una soddisfazione immensa».

Al punto che il Rotary Club Ceglie lo scorso 8 novembre lo ha premiato per i meriti.

Ingegnere, quando torna a casa la fermano in piazza?

«Veramente mi nascondo - dice arrossendo - non sono abituato alla popolarità, sono uno normale e farmi trattare da star non mi piace, sono uno semplice che fa questo mestiere senza pensare di far cose eccezionali».

A Ceglie Messapica ha in vicino di casa illustre: Cesare Fiorio.

«Sembra quasi che la zona attiri chi lavora in F.1 o ci ha lavorato. Ma si mangia bene, si vive bene, mancano le corse, ma quelle le ho trovate in giro per il mondo».

Il momento più bello della sua carriera?

«Quando con la Toro Rosso abbiamo vinto a Monza con Vettel il GP. È stato davvero unico e mi sono emozionato, non avrei mai pensato di vivere una esperienza simile. Ma la cosa più bella avvenne ai test della settimana seguente a quella vittoria, vennero i meccanici e i responsabili della Toyota a festeggiarmi portando una torta».

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