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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 04:09

Dramma in casa Juventus, Pessotto precipita dal tetto

Neodirigente della Società calcistica, è rovinato sull'automobile di Bettega, stringendo in mano un rosario. È questo un indizio del possibile tentativo di suicidio. Non era indagato né implicato nello scandalo delle partite "manovrate",ma testimone nell'inchiesta della Procura sul doping • Era in cura per depressione • Una carriera lunga 20 anni
Calcio - Gianluca Pessotto TORINO - L'ex giocatore e ora dirigente della Juventus Gianluca Pessotto è precipitato dall'abbaino del tetto della sede della Juventus, a Torino. È stato trasportato in gravi condizioni all'ospedale Molinette ed è in gravi condizioni per fratture multiple.
Stringeva in mano un rosario ed una delle ipotesi è che abbia tentato il suicidio, anche se al momento non sono stati trovati messaggi o altri elementi a favore di questa tesi

L'allarme è scattato alle 11, mentre nella sede della Juventus c'era il vicepresidente dimissionario Roberto Bettega. Ed è proprio sulla Alfa 147 di quest'ultimo che Pessotto è precipitato. Un urto provvidenziale che ha attutito l'impatto violento della caduta ed evitato lesioni ancora peggiori. Nella sede della Juventus è giunto anche Giovanni Cobolli Gigli, il presidente designato dalla famiglia Agnelli e che sarà nominato dall assemblea di giovedì prossimo. Si trovava nella vicina sede dell'Ifil (la finanziaria degli Agnelli che controlla la Juventus) e stava partecipando a una riunione. All'ospedale Molinette è accorsa la moglie che era accompagnata da un amico.

Sul posto si sono recati il questore Rodolfo Poli e il sostituto procuratore Andrera Calice.

«Non ho idea di che cosa possa essere successo, sono sconvolto», ha commentato il direttore marketing della Juventus, Romy Gai, richiamato in sede. «Non sappiamo ancora come siano andate le cose, vedremo - ha detto Marco Girotto, capo ufficio stampa della Juventus che si è recato all'ospedale Molinette - Gianluca ha riportato fratture multiple, ma la sua vita non è in pericolo».

Il nome di Pessotto non è mai comparso nelle inchieste di "Calciopoli" e nemmeno fra i deferiti alla Commissione d'appello federale che dovrà giudicare dei reati sportivi. Era però finito come testimone nell'inchiesta sul doping condotta dal pubblico ministero Raffaele Guariniello ed era stato interrogato durante il processo.

Pessotto, il 27 maggio scorso era stato nominato team manager della Juventus, al posto di Alessio Secco, nominato direttore sportivo. Aveva accettato le offerte del nuovo amministratore delegato pro tempore, Carlo Sant'Albano, e lasciato l'attività agonistica nonostante l'anno di contratto che ancora lo legava alla Juventus come calciatore. A chi gli aveva chiesto del nuovo incarico si era dichiarato «felice di questa esperienza». «Mi permette - aveva aggiunto - ancora di restare a contatto con la squadra e assorbire meglio il distacco dal campo».

Uno degli obiettivi dell'inchiesta della Procura di Torino, che è condotta da due pm, sulla caduta di Gianluca Pessotto è verificare se l'ex calciatore avesse qualche malattia. Pessotto non è mai stato coinvolto in indagini sul doping. Il suo nome, però, è stato ripetuto più volte nel processo per la somministrazione di farmaci ai giocatori della Juventus: in particolare era stato l'andamento dei suoi valori sanguigni ad incuriosire gli inquirenti, alla ricerca di possibili casi di somministrazione «blanda» di eritropoietina. Era anche stato interrogato durante il processo.

Fabio Cannavaro ha appreso dell'incidente di Gianluca Pessotto mentre era in conferenza stampa a Duisburg. Il capitano azzurro ha subito interrotto l'incontro con i giornalisti. «Sono sconvolto, Pessottino è l'uomo più buono di questo mondo».

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