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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 11:25

Calciopoli - Deferite Fiorentina, Juve, Lazio e Milan

I 4 club nel mirino del Procuratore federale Stefano Palazzi con altri 26 soggetti (fra manager sportivi ed arbitri) implicati nello scandalo delle partite di serie A probabilmente "inquinate" da interventi non leciti sui giudici di gara. Niente nomi, per la "privacy". Galliani si dimette da presidente della Lega
ROMA - Trenta deferimenti in totale per l'inchiesta di calciopoli. Il commissario straordinario della Figc Guido Rossi ha reso noto, con un comunicato, che il Procuratore federale Stefano Palazzi «ha notificato a 30 soggetti incolpati tra cui le società Fiorentina, Juventus, Lazio e Milan i provvedimenti di deferimento alla commissione d'appello federale per violazioni dell'art. 1 e/o 6 del codice di giustizia sportiva. Gli incolpati potranno ritirare gli atti relativi ai deferimenti a partire dal 23 giugno presso la segreteria della commissione d'appello federale della Figc».
Il procuratore federale Stefano Palazzi ha deciso di non rendere noti i nomi dei deferiti e il tipo di «reato» sportivo contestato (in pratica, illecito - sanzionato dall'articolo 6 del codice di giustizia sportiva - o violazione dei «principi di lealtà, correttezza e probità», articolo 1) per non incorrere in violazione della normativa sulla privacy.
È quanto si apprende da ambienti della Federcalcio.

• Queste le tappe, in sintesi, del "calciogate", sfociato nei deferimenti resi noti oggi.
- 2 MAGGIO: la Federcalcio annuncia l'apertura di un'inchiesta legata ad intercettazioni in cui sono coinvolti personaggi di primo piano del calcio.
- 4 MAGGIO: comincia la pubblicazione di ampi brani delle intercettazioni. Emergono i nomi del dg della Juventus Luciano Moggi, dell'amministratore delegato dello stesso club Antonio Giraudo e del vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini.
- 6 MAGGIO: a Napoli Luciano Moggi, il figlio Alessandro e l'intero Cda della Gea World vengono iscritti nel registro degli indagati. L'accusa è associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.
- 8 MAGGIO: si dimette il presidente della Figc, Franco Carraro. Gli subentra temporaneamente il vice, Giancarlo Abete.
- 10 MAGGIO: emergono nuovi sviluppi. Si parla di nove squadre di serie A e B coinvolte, con oltre 50 indagati. Mazzini si dimette, l'Ufficio indagini sente, come testimoni, gli arbitri Bertini, Cassarà e Dattilo.
- 11 MAGGIO: si apprende che gli inquirenti sarebbero in grado di dimostrare come il 'sistema Moggì influenzava gli arbitri affinchè distribuissero ammonizioni ed espulsioni a favore della Juventus. Indagato Massimo De Santis, arbitro designato per i Mondiali. Scoppia anche lo scandalo scommesse, l'inchiesta viene aperta dalla Procura di Parma: indagati Buffon, Chimenti, Iuliano e Maresca.
- 12 MAGGIO: la procura di Napoli invita a comparire Franco Carraro, gli ex designatori arbitrali Pierluigi Pairetto e Paolo Bergamo, oltre al presidente dell'Associazione italiana arbitri Tullio Lanese. I carabinieri perquisiscono gli uffici di Federcalcio ed Aia. Gli indagati sono 41, 19 le partite di A ed una di B, quattro club di A (Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio) coinvolti. La tesi accusatoria è che «predeterminando gli esiti delle gare del campionato 2004-'05 venivano realizzati profitti economici illeciti». Moggi e Giraudo indagati anche per concorso in sequestro di persona. L'accusa si riferisce a un episodio avvenuto al termine della partita Reggina-Juventus del 6 novembre 2004, conclusasi 2-1 per, quando i due dirigenti avrebbero chiuso a chiave negli spogliatoi l'arbitro Paparesta.
- 13 MAGGIO: la Figc ritira l'accredito mondiale a De Santis, ai guardalinee Ivaldi e Griselli ed agli ex designatori Bergamo e Piretto. A Roma vengono interrogati Paparesta e gli assistenti Copelli e Di Mauro.
- 14 MAGGIO: la Juve conquista il 29/o scudetto. Moggi compare in tv e, tra le lacrime, annuncia: «Lascio il calcio, ora devo pensare solo a difendermi». Si autosospende il presidente dell'Aia Lanese.
- 15 MAGGIO: Moggi, ascoltato per sei ore a Roma, smentisce l'esistenza di una 'cupolà. Lippi dirama le convocazioni per la Germania, tra i 23 c'è anche il portiere della Juve Buffon.
- 16 MAGGIO: Guido Rossi è nominato Commissario della Figc. A Roma, intanto, prosegue la sfilata di testi eccellenti: il presidente della Lega Galliani, gli allenatori Ancelotti e mancini, l'ad della Roma Rosella Sensi, l'ex arbitro Collina.
- 18 MAGGIO: perquisizioni della Guardia di Finanza nella sede della Juventus, nelle abitazioni di Luciano ed Alessandro Moggi, Cannavaro, Ibrahimovic. Si sospettano pagamenti di denaro in nero. L'Aia sospende nove arbitri e 10 guardalinee indagati.
- 19 MAGGIO: si dimette Italo Pappa, capo dell'Ufficio indagini della Figc. Il tecnico Zeman è sentito dalla procura di Napoli.
- 23 MAGGIO: Rossi nomina Francesco Saverio Borelli, ex procuratore di Milano, nuovo responsabile dell'Ufficio indagini.
- 25 MAGGIO: dura otto ore e 20 minuti l'interrogatorio di Bergamo nella procura di Napoli.
- 27 MAGGIO: gli atti delle inchieste passano a Borrelli che promette indagini in tempi brevi.
- 5 GIUGNO: partono ufficialmente gli interrogatori in Federcalcio, ma già il giorno prima Borrelli convoca come teste l'ex direttore di gara Riccardo Pirrone, che aveva parlato di palline che si aprivano durante i sorteggi arbitrali. Nelle due settimane successive decine di persone passano sotto la lente d'ingrandimento del magistrato. Nell'inchiesta entra a sorpresa anche la Sampdoria, ma in maniera marginale.
- 14 GIUGNO: Rossi nomina Luigi Agnolin Commissario dell'Aia.
- 19 GIUGNO: Borrelli conclude la prima parte dell'indagine su 'calciopolì. Il suo lavoro è racchiuso nella relazione di 190 pagine consegnate al procuratore federale Stefano Palazzi.

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