Mercoledì 15 Agosto 2018 | 22:47

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Ruperto nuovo presidente della Commissione d'Appello Federale

Nominato dal commissario della Figc, l'ex presidente della Corte Costituzionale, ora in pensione, prende il posto di Martellino, che è sotto inchiesta. La decisione arriva in concomitanza con quella del Csm: revoca entro la prossima settimana degli incarichi sportivi in corso per i magistrati
ROMA - Cesare Ruperto è il nuovo presidente della Caf, la Commissione di appello federale. Lo ha nominato oggi il commissario straordinario della Figc Guido Rossi. Ruperto, presidente emerito della Corte Costituzionale, prende il posto Cesare Martellino.

Mai più magistrati ad occuparsi di giustizia sportiva. Sull onda dello scandalo del calcio il plenum del Csm ha scelto la linea dura, stabilendo il divieto assoluto per i magistrati di ricoprire incarichi sportivi e revocando entro la prossima settimana tutti quelli in corso, non solo quelli relativi al mondo del calcio. La decisione è passata all' unanimità.

A favore della delibera ha votato anche il vice presidente del Csm Virginio Rognoni e che ha poi espresso la sua «soddisfazione per il risultato unitario raggiunto».
A spingere il Csm sulla strada dell'intransigenza - spiega il documento approvato - sono state le «gravi vicende emerse nel settore del calcio"; fatti che hanno posto «l'esigenza di evitare pericoli di appannamento dell'immagine dei valori di indipendenza e imparzialità, sia con riferimento ai singoli magistrati beneficiari di incarichi sportivi, sia, più in generale, con riferimento all'ordine giudiziario nel suo complesso».
Gli incarichi sportivi in corso sono 55: 26 sono presso la Figc, di cui 15 alla Caf. Le loro revoche avverranno entro il 22 giugno. E sono state decise sia per «evitare ulteriori pregiudizi al prestigio della magistratura», sia per ragioni di «opportunità», tenuto conto della «concreta sovrapposizione tra attività della giustizia sportiva e della giustizia ordinaria» che in questo momento sta svolgendo indagini «per gravi ipotesi di reato».
Il Csm esclude che la propria iniziativa possa pregiudicare «la celere definizione dei procedimenti di giustizia sportiva: presso gli organi di primo grado delle diverse federazioni - fa notare il plenum - operano numerosi giudici sportivi, la gran parte dei quali non magistrati ordinari, che potranno sostituire questi ultimi in tempi brevissimi, in considerazione della procedura di nomina estremamente agile prevista dagli statuti e dai relativi codici di giustizia sportiva».
CALCIO: CSM, DA OGGI TOGHE FUORI DA GIUSTIZIA SPORTIVA (2)
(ANSA) - ROMA, 15 giu - A favore della delibera ha votato anche il vice presidente del Csm Virginio Rognoni e che ha poi espresso la sua «soddisfazione per il risultato unitario raggiunto».
A spingere il Csm sulla strada dell'intransigenza - spiega il documento approvato - sono state le «gravi vicende emerse nel settore del calcio"; fatti che hanno posto «l'esigenza di evitare pericoli di appannamento dell'immagine dei valori di indipendenza e imparzialità, sia con riferimento ai singoli magistrati beneficiari di incarichi sportivi, sia, più in generale, con riferimento all'ordine giudiziario nel suo complesso».
Gli incarichi sportivi in corso sono 55: 26 sono presso la Figc, di cui 15 alla Caf. Le loro revoche avverranno entro il 22 giugno. E sono state decise sia per «evitare ulteriori pregiudizi al prestigio della magistratura», sia per ragioni di «opportunità», tenuto conto della «concreta sovrapposizione tra attività della giustizia sportiva e della giustizia ordinaria» che in questo momento sta svolgendo indagini «per gravi ipotesi di reato».
Il Csm esclude che la propria iniziativa possa pregiudicare «la celere definizione dei procedimenti di giustizia sportiva: presso gli organi di primo grado delle diverse federazioni - fa notare il plenum - operano numerosi giudici sportivi, la gran parte dei quali non magistrati ordinari, che potranno sostituire questi ultimi in tempi brevissimi, in considerazione della procedura di nomina estremamente agile prevista dagli statuti e dai relativi codici di giustizia sportiva».

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