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Calcio/Inchieste - Rossi: «Corte Federale ultimo grado di giudizio»

Il commissario della Figc sul maxiprocesso su Calciopoli: «Non c'è alcuna possibilità che si vada oltre. Sono deciso a far valere l'autonomia della giustizia sportiva». Escluso così che si possa accedere alla Cca del Coni. Petrucci: «Contrario all'amnistia». Agnolin: «No agli arbitri stranieri»
ROMA - Solo due gradi di giudizio con Caf e Corte federale. Così sarà articolato il maxiprocesso su Calciopoli: lo ha annunciato il commissario della Figc Guido Rossi. «Non c'è alcuna possibilità che si vada oltre la Corte federale - ha detto Rossi - sono deciso a far valere l'autonomia della giustizia sportiva». Rossi ha escluso così che si possa accedere dopo l'appello alla Camera di Conciliazione e Arbitrato del Coni.
La relazione dell'ufficio indagini dovrebbe essere pronta tra il 18 e il 19 giugno e tra il 20 e il 21 sono attesi i deferimenti del procuratore federale. A questo punto ci sarà il dibattimento, che si concluderà tra il 27 e il 28 di questo mese, mentre tra il 7 e il 9 luglio ci sarà la prima sentenza, quella della Caf. Entro il 20 luglio, infine, ci sarà la pronuncia della corte federale sugli eventuali ricorsi. Dunque, come già annunciato nei giorni scorsi, sul piano sportivo ci saranno soltanto due gradi di giudizio.

«Io sono contrario all'amnistia. Adesso devono essere fatti i processi». Così il presidente del Coni, Gianni Petrucci, si è detto assolutamente contrario all'eventualità che lo scandalo del calcio finisca senza le giuste punizioni: il numero uno del Coni, al termine della giunta esecutiva, ha fatto capire chiaramente che l'amnistia non avrebbe alcun senso.
«Ma quale amnistia - ha detto Petrucci -. Sono discorsi sbagliati e insensati». Quanto alla nomina di Luigi Agnolin a commissario dell'Aia, Petrucci si è detto assolutamente favorevole: «E' la persona giusta, è quella ideale, ha la giusta personalità». Petrucci ha anche ribadito la stima al commissario della Federcalcio Rossi: «Siamo convinti di aver scelto la persona ideale. Si sta muovendo con acume e tempestività. Anche Blatter ha condiviso i primi interventi del commissario».

«Ci saranno arbitri italiani per il campionato italiano. Escludo quelli stranieri». E' uno dei primi punti da cui parte la nuova sfida di Luigi Agnolin: il neo commissario dell'Aia nel giorno della sua presentazione ufficiale ha detto che sia affiderà a direttori di gara italiani e che si continuerà la strada della designazione, già intrapresa con Maurizio Mazzei.

«Con Gentiloni stiamo lavorando per avere vendita dei diritti televisivi in modo collettivo e non più individuale...». Con questo lapidario commento il Ministro dello sport e delle politiche giovanili Giovanna Melandri ha fatto capire che si sta studiando un disegno di legge con il MInistro per le Comunicazioni Paolo Gentiloni. «Allo stato delle cose - ha aggiunto la Melandri - la vendita dei diritti televisivi a livello individuale ha prodotto effetti collaterali indesiderati. Proprio per questo si sta lavorando per risolvere il problema».

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