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Vinci più Pennetta missione Fed Cup Russia da battere

di ALESSANDRO SALVATORE
TARANTO - A Roberta Vinci (nella foto) non interessa aver perso la possibilità di battersi per un montepremi di 270mila dollari e soprattutto di giocarsi la chance di chiudere la stagione nella top ten mondiale del tennis, che diventerebbe il suo record personale. Per la trentenne tarantina la maglia azzurra vale più dei soldi e della vanità. Roby, il prossimo fine settimana sarà a Cagliari con Pennetta, nella finale di Fed Cup dal pronostico annunciato. Tra l’Italia del cittì Barazzutti e la quarta «insalatiera» femminile della storia c’è di mezzo una Russia di basso profilo
Vinci più Pennetta missione Fed Cup Russia da battere
di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - A Roberta Vinci non interessa aver perso la possibilità di battersi per un montepremi di 270mila dollari e soprattutto di giocarsi la chance di chiudere la stagione nella top ten mondiale del tennis, che diventerebbe il suo record personale. Per la trentenne tarantina la maglia azzurra vale più dei soldi e della vanità. Roby, il prossimo fine settimana sarà a Cagliari, nella finale di Fed Cup dal pronostico annunciato.

Tra l’Italia del cittì Barazzutti e la quarta «insalatiera» femminile della storia c’è di mezzo una Russia di basso profilo. Dopo la rinuncia di aprile della «star» Sharapova, hanno seguito la stessa via le altre, piazzate tra le prime 26 posizioni del ranking: Kuznetsova, Kirilenko, Vesnina e Pavlyuchenkova. Queste ultime, al contrario della Vinci, marcheranno il prezioso cartellino al Master B di Sofia, dedicato alle atlete che nella stagione hanno vinto almeno un torneo e che non hanno partecipato al Master A in corso ad Istanbul, dove la pugliese si gioca oggi l’assalto alla finale mondiale di doppio con Sara Errani.

Una ipotetica vittoria in Bulgaria, calcolatrice alla mano, avrebbe permesso alla Vinci di scavalcare sul traguardo stagionale la Wozniacki, 10 del mondo. Ma la tennista jonica ama la nazionale italiana, con la quale detiene il record di 18 vittorie consecutive a zero nel doppio della Fed Cup.

Marchiato tre volte sull’«insalatiera» c’è anche nome e cognome di Flavia Pennetta. L’altra racchetta Doc pugliese è attualmente a Barcellona dove si allena col coach Salvador Navarro. Dopo la rinascita successiva all’ennesimo infortunio (al polso destro), segnata dal volo all’attuale 31° gradino mondiale, la Fla lavora pensando a Cagliari. Sulla terra, in un impianto da 5mila spettatori, l’Italia punta a sgambettare la «Russia-B», nella quale la prima giocatrice è la appena 138 del globo Alexandra Panova. Ben più in alto la Vinci, numero 13, che sarà seguita in tribuna dai genitori. Stesso tifo garantito alla conterranea Pennetta.

Due figlie della Puglia tosta: Pennetta e Vinci. Erano adolescenti quando lasciarono casa per raggiungere il centro federale di Roma. La brindisina, un anno più piccola (32), ha toccato il suo cielo (tennistico) nel 2009 con il n.10 mondiale. Una posizione dietro è l’attuale record della tarantina, firmato nel giugno scorso. Inutili i loro sms inviati alla compagna Francesca Schiavone. La leonessa di Parigi 2010 ha smesso di ruggire per l’Italia. In probabile attrito con la Federazione, ha rinunciato all’assalto alla quarta Fed Cup, perché non gradirebbe l’attuale ruolo di comprimaria.

«Nello sport gli assenti perdono sempre» dichiara il presidente Fit Angelo Binaghi. Per fortuna che a sudare in campo ci sarà gente come Errani, Pennetta e Vinci. Tenniste guerriere, che in cima ai valori non mettono individualismo e soldi.

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