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Calcio/Italia - Mondiale in vista. Lippi sogna

Germania-Costa Rica (venerdì, ore 18) aprirà il campionato del mondo, che si svolgerà in Germania fino al 9 luglio. L'Italia esordirà il 12 giugno a Hannover contro il Ghana. • Fuori causa Zambrotta e Gattuso, il commissario tecnico degli azzurri conta di recuperare Nesta e Totti • Il calendario
ItaliaSpagna '82 condiziona ancora. La squadra di Bearzot, che avrebbe dovuto uscire al primo turno (passò come seconda per il maggior numero dei gol fatti rispetto al Camerun…) e poi essere massacrata dall'Argentina e dal Brasile, diventò campione. Da 24 anni, la vigilia del Mondiale è influenzata dal passato, dagli attacchi della stampa e della stessa Federcalcio al gruppo di Bearzot, che si chiuse in se stesso rifiutando il dialogo con i giornalisti, si compattò e seppe reagire, riuscendo ad alzare la coppa nella cornice dello stadio Bernabeu di Madrid.
Lippi vorrebbe lo stesso finale, ma non pensa al silenzio. Ha avuto un moto («non è vero che vogliano isolarci, non scherziamo») dopo la polemica per il mancato saluto ai tifosi che hanno accolto la Nazionale giunta a Duisburg, atteggiamento visto dall'esterno come un voler prendere le distanze. Il ricordo dell'Italia contro tutti della spedizione spagnola, ancora nitido nella memoria di chi fu testimone di quell'avventura, è uno spauracchio per i giornalisti che lavorano e i tifosi che vogliono ascoltare i protagonisti.
Sotto sotto, però, c'è sempre la tentazione (da parte di tutti) di ricreare quella vincente strategia della tensione che ebbe il culmine tra Vigo e Barcellona. Tanto più che in questa occasione gli elementi di disturbo possono davvero condizionare. Le mediocri esibizioni nelle amichevoli contro la Svizzera e, soprattutto, l'Ucraina, sono state quasi dimenticate, non sono nemmeno prese in considerazione (del resto, durante la preparazione, non pareggiò contro gli elvetici anche la scialba squadra di Paolo Rossi?).
Anche allora c'era di mezzo una scandalo (che si limitava, per così dire, alle scommesse). Ma ne restavano gli effetti residui. In questo caso, si indaga su più fronti e le partite si giocano in contemporanea (fuori dal campo: giustizia sportiva e giustizia ordinaria contro presunti illeciti sportivi e ipotesi di reato penali; in campo: Italia contro Ghana, Usa, Repubblica Ceca e poi chissà).
Il commissario straordinario, Guido Rossi, confermando la guida tecnica, ha chiesto di non infierire, di lasciare in pace chi ci rappresenterà in Germania. Lippi stesso ha rischiato l'incidente diplomatico con un giornalista. Dopo una gara, il cronista gli ha chiesto in diretta per l'ennesima volta se lo scandalo avesse condizionato il rendimento della squadra. Domanda forse insensata, ma legittima. La risposta è stata stizzita. L'impressione è che la tregua possa reggere soltanto in caso di un avvio convincente.
Le ore che precedono la gara contro il Ghana aggiungono preoccupazioni. Durante il Mondiale l'aspetto fisico-atletico è decisivo. Lippi parte con Zambrotta e Gattuso indisponibili, Nesta in dubbio, Del Piero poco brillante e Totti ancora in recupero. Data per scontata la piena riabilitazione degli infortunati nella seconda parte del torneo, potrebbe paradossalmente anche essere un vantaggio («meglio prima che dopo» ha detto il ct).
I precedenti, però, insegnano che raramente l'Italia ha superato senza affanni il primo turno, innanzitutto per una questione di preparazione, impostata, nell'arco di un mese, sul medio e lungo periodo. Gli avversari, invece, puntano tutto sulle prime tre partite perché per loro la qualificazione agli ottavi è l'obiettivo massimo. Lo è anche per il Ghana, che cercherà sicuramente di far valere il fattore atletico.
Il commissario tecnico italiano, in vista della partita di Hannover del 12 giugno, tentenna soltanto perché gli è venuto a mancare Gattuso. Altrimenti, con Grosso e Oddo esterni difensivi e Pirlo a dettare il gioco, avrebbe di sicuro scelto un centrocampo più muscolare mandando in campo l'altro milanista, De Rossi e Camoranesi. Ora è di fronte a una scelta: affidarsi a Del Piero, lanciare Totti o dare spazio a Perrotta? La sensazione è che potrebbe dipendere dagli africani.
Avere un atteggiamento d'offesa, aggredire gli avversari (come avvenuto in Olanda e contro la Germania) è il credo del commissario tecnico. Un Mondiale si vince pure di psicologia, lanciando messaggi trasversali alle altre pretendenti. «Non abbiamo paura di alcuno. Rispettiamo tutti» è la parola d'ordine di Lippi sin dall'avvio del mandato. Preso alla lettera, sarebbe probabile una staffetta Del Piero-Totti.
Il rispetto, però, significa appunto tenere conto attentamente chi si ha di fronte (senza per questo passare per difensivisti). Quindi sarà decisiva la valutazione delle potenzialità del Ghana, che ha nel reparto mediano (Essien, Appiah e Muntari) il punto di forza. Non è dunque da escludere che Perrotta (uno che sa contenere e attaccare gli spazi) parta da titolare. Colpire gli africani utilizzando prevalentemente le fasce potrebbe essere la priorità, con il romanista e Camoranesi pronti al doppio lavoro: dare manforte a De Rossi e supportare le avanzate di Oddo e Grosso.
Nella seconda partita (17 giugno) meriteranno attenzione pure gli Usa, che lavorano da mesi (anzi da anni) con l'obiettivo di qualificarsi, mentre la Repubblica Ceca sarà probabilmente più docile del previsto (certo, è meglio che il 22 giugno si arrivi con il passaggio del turno già in tasca…). Presto, comunque, per fare previsioni. C'è tutto il tempo anche per conoscere le condizioni delle altre favorite. Inizia subito la Germania, poi sarà la volta di Inghilterra, Argentina, Olanda e Francia. Dopo la prima fatica dell'Italia, toccherà al Brasile (il 13 giugno). Ronaldinho, Ronaldo, Kakà e Adriano danno le preoccupazioni maggiori. Scandali a parte.
G. Flavio Campanella

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