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Calcio/Inchieste - Cannavaro e Trezeguet ascoltati dai pm

I giocatori della Juventus nella sede della procura di Roma. Entrambi sono stati sentiti come persone informate sui fatti riguardo le indagini sulla Gea. Si sono intrattenuti per circa due ore. Secretati i verbali degli interrogatori. Il capitano della Nazionale ha parlato del passaggio dall'Inter alla Juve nel 2004
ROMA - Un altro pezzo di Juventus in procura, a Roma, per parlare di Gea, dell'affidamento di procure e di trasferimenti. Oggi è stata la volta di Fabio Cannavaro e di David Trezeguet. Complice uno degli ultimi giorni di libertà prima di tuffarsi nella kermesse mondiale, i due bianconeri hanno risposto alla convocazione dei pm Maria Cristina Palaia e Luca Palamara, titolari dell'inchiesta sulle presunte irregolarità legate all'influenza esercitata dalla Gea nel mondo del football.
Entrambi sono stati sentiti come persone informate sui fatti e si sono intrattenuti per circa due ore nell'ufficio dei pm. Ed anche i loro verbali, come già avvenuto per altri testi, sono stati secretati. Il capitano della nazionale azzurra, proveniente da Losanna dopo lo scialbo pareggio con l'Ucraina, è stato il primo ad essere ascoltato. Pantaloni e maglietta casual, entrambi di colore nero, ne è uscito sorridente.
Durante l'audizione di Cannavaro, il cui nome è inserito nell'informativa dei carabinieri di Roma sui calciatori controllati dalla Gea, si è parlato del suo passaggio dall'Inter alla Juventus nel 2004. A Cannavaro è stato probabilmente chiesto se abbia subito qualche pressione da Luciano Moggi per sollecitare il sodalizio guidato da Massimo Moratti ad accettare il cambio alla pari con il portiere Fabian Carini. Ovviamente massimo riserbo a piazzale Clodio sulle risposte date dal difensore juventino. Così come nulla è trapelato a proposito del suo disappunto, manifestato dall'ex procuratore Enrico Fedele a Luciano Moggi per l'esclusione dalla Nazionale scesa in campo il 13 ottobre 2004 contro la Bielorussia a Parma (4-3 per gli azzurri). Moggi rispose a Fedele: «Ma chi se ne fotte, ma tanto chi glielo leva il posto da titolare in Nazionale, fino a che c'è il fiato nostro non ci sono problemi».
Non sarebbero mancati, infine, riferimenti a possibili pagamenti in «nero», filone di indagine, quest'ultimo, sul quale sono da tempo impegnati i pm, ma questo è un argomento dove è più difficile trovare protagonisti disponibili, nel caso di un loro eventuale coinvolgimento, a delle ammissioni. «Alla fine i magistrati erano soddisfatti, ho risposto a tutto e mi hanno detto che non mi chiameranno per ascoltarmi ancora - ha detto Cannavaro - ho chiarito ogni dubbio dei pm, loro mi hanno raccomandato solo una cosa, di non parlare degli argomenti affrontati oggi». «Ora - ha aggiunto il calciatore - chiudo il telefonino e me ne vado al mare con la famiglia. Ne ho proprio voglia».
Nessuna voglia di parlare dell'audizione anche da parte di Trezeguet, arrivato nella capitale con un volo partito in mattinata da Parigi. Certamente il francese è stato chiamato a dare la sua versione sui motivi che lo indussero, in sede di rinnovo di contratto con la Juve, a mollare Antonio Caliendo e ad affidarsi al padre. «Ho spiegato tutto ai magistrati - ha dichiarato - sono contento di essere stato ascoltato. I miei rapporti con Caliendo sono rimasti buoni». «Il mio futuro? - ha poi aggiunto parlando di calcio mercato - è presto per parlarne, aspettiamo l'esito delle inchieste». Sull'ipotesi che possa essere ceduto in prestito (qualcuno ha parlato della Roma), l'attaccante bianconero si è limitato ad un «Vediamo».

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