Cerca

Venerdì 20 Ottobre 2017 | 00:00

Calcio/Italia - Pari in Svizzera. Come 24 anni fa

Gli azzurri pareggiano 1-1 nella gara amichevole disputata a Ginevra. Vantaggio di Gilardino, pari di Gygax. Lo stesso risultato venne ottenuto dalla squadra di Bearzot nel 1982 prima di andare in Spagna e vincere il Mondiale. Totti ha giocato tutta la partita. Venerdì Italia-Ucraina a Losanna
SVIZZERA-ITALIA 1-1 (1-1 già nel primo tempo)

SVIZZERA (4-4-2): Zuberbuehler 6 (1' st Coltorti 5.5), Degen P. 5.5, Djourou 6, Senderos 6 (25' st Grichting sv), Magnin 6 (1' st Spycher 6), Barnetta 6, Cabanas 5.5 (1' st Margairaz 5.5), Vogel 6.5, Wicky 6 (16' st Yakin 6), Gygax 6.5 (45' st Degen D. sv), Frei 5.5 (12 Benaglio, 5 Margairaz, 15 Dzemaili, 17 Spycher, 18 Lustrinelli). All.: Kuhn 6.
ITALIA (4-2-3-1): Buffon 5.5, Zaccardo 5.5, Materazzi 6 (1' st Oddo 6), Cannavaro 6, Grosso 6.5 (15' st Bonera sv), Gattuso 6, Pirlo 6 (30' st Perrotta sv), Camoranesi 6 (1' st De Rossi 6), Totti 6, Del Piero 5 (1' st Iaquinta 6), Gilardino 6.5 (1' st Toni 5.5) (12 Peruzzi, 6 Barzagli, 13 Nesta, 17 Barone, 20 Perrotta, 26 Semioli, 27 Marchionni, 18 Inzaghi, 14 Amelia, 24 De Sanctis). All.: Lippi 6.
Arbitro: Sippel (Ger) 6.
Reti: nel pt 10' Gilardino, 32' Gygax.
Recupero: 0 e 2'.
Angoli: 4 a 0 per la Svizzera.
Note: ammoniti Zaccardo, Gattuso, De Rossi e Coltorti per gioco falloso. Spettatori 30.000.

*** I GOL ***

10' pt: Materazzi apre a sinistra per Grosso, il terzino scende da solo, si accentra, mette a centro area rasoterra: lì Gilardino aggira il suo marcatore e di destro mette dentro da pochi metri.
32' pt: Gygax lanciato in profondità sfrutta la superiorità numerica allargandosi: Materazzi non lo chiude fino all'ultimo, e lo svizzero sfrutta il momento giusto per un destro tagliente dopo 20 metri in velocità. Buffon è battuto sul secondo palo.

GINEVRA - Anche stavolta sono stati decisivi gli italiani all'estero. La loro sentenza è arrivata subito: «Cercasi calcio pulito», hanno scritto su uno striscione, ma poi con cori ed applausi hanno chiarito che la nazionale non si tocca. Per gli azzurri del ct Lippi, dopo le chiamate dalle procure e gli insulti di Firenze, l'amichevole di Ginevra con la Svizzera è diventata così un piacevole revival. Calcio giocato e non intercettato, quello in cui i personaggi dell'Italia del pallone tutto sommato se la cavano meglio. Ne è sortito un buon test premondiale, persino troppo duro considerando che tra pochi giorni è Germania 2006. In questo clima di calci, gomitate e faccia a faccia, il protagonista più atteso, Francesco Totti, è riuscito a giocare tutta la gara. Ed anzi a far seguire ad un primo tempo di latitanza una ripresa in chiaro crescendo. Non è ancora pronto al cento per cento, ma potrebbe davvero esserlo il 12 giugno, data della gara di esordio degli azzurri contro il Ghana. Quanto al resto, oltre al fatto che si allunga la serie positiva degli azzurri (non perdono da 17 gare), non c'è molto di significativo davvero. Perchè il doppio impegno ravvicinato (venerdì l'Italia replica a Losanna contro l'Ucraina) ha imposto a Lippi un turn over intenso sulla formazione titolare. Ed anche perchè il periodo di preparazione a Coverciano pesa nelle gambe molto di più di quanto sarà in Germania. L'entusiasmo degli emigrati italiani che occupavano tutta una curva dello stadio di Ginevra aveva trovato subito un premio ad inizio partita. Dieci minuti di noia, poi un'improvvisa ripartenza azzurra, innescata da Materazzi e portata avanti da Grosso sulla sinistra, veniva conclusa dall'esterno con un cross rasoterra: a centroarea Gilardino, solo, non aveva difficoltà a mettere in rete. Il torto degli azzurri, il cui modulo era un 4-2-3-1 con Del Piero, Totti e Camoranesi sulla stessa linea a sostegno di Gilardino, era quello di non insistere, dando così modo agli avversari di riorganizzarsi. Quanto agli svizzeri, quando affrontano l'Italia non accettano il concetto di amichevole: così i contrasti si incattivivano, la gara diventava nervosa. Totti veniva a lungo saltato da compagni ed avversari, Del Piero s'incartava in giocate velleitarie. Ed a centrocampo fatalmente l'Italia soffriva. Ne approfittava Gygax che al 32' partiva dalla trequarti, fingeva l'appoggio ad un compagno costringendo i difensori azzurri, in inferiorità numerica sull'avanzata avversaria, a riposizionarsi: ed invece di passare la palla calciava forte di destro mandando in rete sotto l'incrocio. In chiusura di tempo era poi Magnim di testa a sfiorare la rete, sottolineando la difficoltà azzurra nella prima metà gara.
Nella ripresa Lippi mandava in campo subito Oddo (per Materazzi, con Zaccardo passato a fare il centrale), De Rossi, Iaquinta e l'attesissimo Toni (al posto di Camoranesi, Del Piero e Gilardino). Totti si mostrava subito più tonico ed entrava nel vivo della gara. L'Italia cresceva: al 9' un pasticcio della difesa elvetica metteva in condizione Toni di calciare a rete da pochi passi, ma il capocannoniere del campionato italiano tirava fiacco. Usciva anche Grosso, infortunato e sostituito da Bonera, non cambiava l'atteggiamento tattico degli azzurri che se non altro nel possesso di palla superavano gli avversari. Al 18' toccava al portiere elvetico Coltorti sbrogliare in due riprese su Toni e Iaquinta. Poi l'attaccante dell'Udinese calciava male dal limite e sprecava una buona opportunità. Totti addirittura cominciava ad incidere: un lancio dei suoi al 22' metteva Iaquinta solo in velocità davanti a Coltorti, che a gamba tesa fermava l'attaccante rimediando un'ammonizione. Poi un paio di tentativi di testa di Toni, qualche calcione ed una botta da lontano di De Rossi (fuori di un paio di metri) e la gara si chiudeva. Con un grande sospiro di sollievo di Lippi: un po' per Totti, certo. Molto per l'atteggiamento dei tifosi, che sono italiani all'estero: proprio come quelli in Germania.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione