Cerca

Bari-Joao Silva «lavori in corso»

di ANTONELLO RAIMONDO
BARI - Quando Joao Silva varca la porta della sala stampa del «San Nicola» ha un’espressione tra il timoroso e... il «rassegnato». Il portoghese sa bene quale sarà il tenore delle domande dei giornalisti. Soprattutto sa bene che si parlerà dei problemi dell’attacco biancorosso e della sua astinenza
Bari-Joao Silva «lavori in corso»
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI. Quando Joao Silva varca la porta della sala stampa del «San Nicola» ha un’espressione tra il timoroso e... il «rassegnato». Il portoghese sa bene quale sarà il tenore delle domande dei giornalisti. Soprattutto sa bene che si parlerà dei problemi dell’attacco biancorosso e della sua astinenza.
Joao, come va? «Sono contento di questa mia esperienza barese. Certo, mi bruciano ancora le due sconfitte rimediate a Lanciano e Avellino. Quando la squadra non fa risultato è difficile sentirsi sereni».
Come ha trovato il calcio italiano? E quanto è stato difficile l’impatto? «È un altro mondo, ma me l’aspettavo. Qui i difensori marcano in modo diverso, molto più aggressivo. Il più buono... ti tiene per la maglia. Ma non ci sono problemi, sto cercando di adattarmi il più in fretta possibile. In fondo sono qui da appena un mese... » .

I tifosi chiedono i gol agli attaccanti. E Joao Silva è ancora a quota zero. «Ci sta, i tifosi amano la propria squadra. Finora ho giocato solo tre partite da titolare ma la questione del gol non va ingigantita. Ci sono momenti diversi, magari ne segni uno e poi ne arrivano altri. Segnare dipende da tante cose, anche da un pizzico di fortuna».

Il Bari ha segnato solo sei gol. «Non sono preoccupato. Io guardo alla squadra nel suo complesso e qui ho trovato tanta qualità. Stiamo lavorando per risolvere il problema, qui ci sono tanti attaccanti bravi e vedrete che presto non se ne parlerà più».

È un dato di fatto che nelle ultime due partite il Bari ha tirato meno in porta. «Ogni partita ha una sua storia. La realtà è che sia Lanciano che Avellino ci hanno affrontato puntando quasi esclusivamente sulla difesa. Squadre molto fisiche e compatte. Eppure il Bari le sue buone occasioni le ha create».

Joao Pinto, nell’occasione assistito da Serena della Master Grup nelle veste di interprete, scappa via. L’allenamento sta per cominciare. E allora ai giornalisti non resta che proseguire il discorso con Guido Angelozzi, presente alla conferenza stampa del portoghese.
«Capisco le critiche, ci stanno - spiega il diesse biancorosso - ma credo che a Joao vada concesso del tempo. È giovane, viene da un mondo diverso, ha saltato completamente la preparazione e, non dimentichiamolo, è qui da un mese. Il calcio italiano è diverso, molto più duro. E la fase di adattamento non è una passeggiata. Mi risulta che un campione come Llorente debba ancora capire il nuovo modo di giocare. Allora dico, un po’ di pazienza è ciò che ci vorrebbe. Joao non è un fenomeno e nemmeno un bomber di razza. Ma può darci una mano visto che ha caratteristiche diverse da tutti gli altri e sono convinto che alla fine possa segnare 8-10 gol. Un obiettivo alla portata di tutti i nostri attaccanti. Alonso? Ame, ad Avellino, è piaciuto tantissimo. Ha fatto un gran lavoro per la squadra».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400