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Lecce, crisi continua  a Perugia il quinto ko

di MASSIMO BARBANO
PERUGIA - La musica non cambia. Il solito Lecce (0-2 a Perugia) senza spina dorsale in balìa dell'avversario. Passino tutte le attenuanti del caso, una pletora di assenti, un'espulsione che non ci stava (ma comunque si sarebbe andati sul due a zero), una partita nata in salita con una rete subìta appena entrati in campo, ma lo score consegna un quadro indifendibile: nell'arco dei 90 minuti un solo indirizzato nello specchio della porta
Lecce, crisi continua  a Perugia il quinto ko
di MASSIMO BARBANO

PERUGIA - La musica non cambia. Il solito Lecce senza spina dorsale in balìa dell'avversario. Passino tutte le attenuanti del caso, una pletora di assenti, un'espulsione che non ci stava (ma comunque si sarebbe andati sul due a zero), una partita nata in salita con una rete subìta appena entrati in campo, ma lo score consegna un quadro indifendibile: nell'arco dei 90 minuti un solo indirizzato nello specchio della porta, anzi mezzo, visto che non si trattava di una conclusione, ma di un traversone su calcio piazzato che è stato poi respinto dal portiere dei padroni di casa.

Decisamente troppo poco per una squadra chiamata a risollevarsi da una crisi profonda che imponeva una chiara inversione di tendenza. L'inversione non c'è stata affatto, anzi, il Lecce non ha mostrato alcuna capacità reattiva neanche fin quando ha mantenuto la superiorità numerica. Scarsa forza di reazione, imprecisione nei passaggi, manovre approssimative a folate, qualche rara ripartenza che però non trovava finalizzazione una volta arrivati davanti ai sedici metri dell'area avversaria. Poi, dopo l'uscita di Melara (discutibile la valutazione da fallo da ultimo uomo, in quanto non è sembrata una chiara occasione da gol), la squadra giallorossa si è praticamente consegnata all'avversario che tagliava a proprio piacimento le linee arretrate e si concedeva anche il lusso di fraseggi a centrocampo o preziosismi in palleggio.

Nel secondo tempo poi, con il terreno di gioco ridotto ad un pantano da un violento nubifragio, sono saltate tutte le geometrie ed è più difficile l'analisi della partita, anche se, pure in questa fase, chi ha mantenuto la maggiore autorità in campo, è stata la formazione umbra che ha tenuto il pallone rischiando poco o niente.

Insomma, Lerda ha ancora molto da rivedere in questa squadra che non sembra avere gli anticorpi per uscire da questa crisi. Ora le sconfitte consecutive sono cinque, una situazione paradossale in questa categoria per una squadra accreditata dagli addetti ai lavori alla vittoria finale. È più che evidente che qualcosa non stia girando: al di là del recupero dei numerosi infortunati, occorrono immediati correttivi.

La cronaca. Appena due giri di lancette e i padroni di casa vanno in vantaggio: Vitofrancesco porta il pallone sulla sinistra, lo taglia al centro in rasoterra per Nicco che trova l'angolo alla destra di Perucchini. Al 17' Insigne si libera del marcatore in dribbling e indirizza un diagonale ad effetto che lambisce il palo della porta difesa da Perucchini. Al 34' Melara costretto al fallo da ultimo uomo su Fabinho, rigore ed espulsione: dal dischetto Eusepi infila nell'angolo alla sinistra di Perucchini. Ancora Eusepi al 42' può colpire di testa indisturbato davanti all'area piccola con palla di poco alta; 44' traversone su punizione di Bellazzini respinto a pugni da Koprivec.

Nel secondo tempo, al 5' botta di Bellazzini fuori su punizione dal limite. Al 19' Vitofancesco batte in porta, Perucchini si salva a pugni in calcio d'angolo. Poi, fino al termine della partita, più che un incontro di calcio diventa una scivolata nell'acquitrino. E per la cinquantina di tifosi giallorossi al seguito è il caso di dire che piove sul bagnato.

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