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Calcio - Cannavaro precisa: «Chi ha sbagliato deve pagare»

Dopo aver letto la difesa del capitano dell'Italia nei confronti dei due anni Juve e di Moggi, il commissario straordinario della Federcalcio è trasecolato. Inevitabile l'ammissione di errore da partedel napoletano con tanto di dichiarazione di rettifica
FIRENZE - Chi ha sbagliato deve pagare. Il detto più in voga nel calcio italiano di queste settimane, in attesa di capire chi sia chi, ha trovato per ora un primo colpevole. Per carità, quella di Fabio Cannavaro sarà apparso anche agli occhi del commissario straordinario peccato veniale, a fronte dei vizi capitali del pallone intercettato. Ma dall'incalcolabile effetto di immagine. Così quando stamattina Guido Rossi ha aperto i giornali e ha letto la difesa di Cannavaro nei confronti dei due anni Juve e di Moggi, è trasecolato. Il risultato, è stata l'ammissione di errore da parte del capitano della nazionale, all'ora di pranzo a Coverciano, con tanto di dichiarazione di rettifica.
Che poi le parole pronunciate (e trascritte in una nota ufficiale) da Cannavaro abbiano solo precisato il senso del suo pensiero senza smentire nessuna delle cose dette, è un'altra questione. Di fatto, Rossi oggi ha telefonato al capodelegazione azzurro ai Mondiali Abete e al portavoce Figc Valentini, per manifestare la sua sorpresa davanti a quel 'tutti facevano cosi": una tesi assolutoria già ascoltata altre volte, da mani pulite allo scandalo attuale e assolutamente opposta all' operazione trasparenza che il commissario vuol portare avanti. Nel primo giorno di raduno mondiale, era stato Rossi in persona a offrire il proprio sostegno a Lippi e alla nazionale con parole chiare: non siete voi ad avere bisogno di me, ma io bisogno di voi. La richiesta era dunque: comportatevi in maniera impeccabile, solo voi potete ridare credibilità al calcio italiano, in campo e fuori. D'altra parte, le frasi di Cannavaro avevano lasciato di stucco anche molti dei protagonisti azzurri, in primo luogo i milanisti che in queste ore avevano fatto gara di fair play nei confronti dei colleghi e rivali juventini: metterei la mano sul fuoco per i giocatori bianconeri, le parole di Gattuso, e anche Nesta parlando di anni da 'azzerarè era stato ben attento a non ferire chi quegli scudetti li aveva vinti sul campo. Invece le rivendicazioni di Cannavaro, ieri, sono state avvertite quasi come uno strascico della sensazione di onnipotenza, evidentemente segno di quella Juve lì.
«Sentiamo l' esigenza che Fabio Cannavaro chiarisca quello che voleva dire con le dichiarazioni fatte ieri - aveva preannunciato Abete, dal raduno di Coverciano - Speriamo che questo chiarimento aiuti a trovare maggiore serenità; per come è intervenuto Cannavaro ha determinato una forte scossa. Lui ora deve dare un chiarimento, anche per la responsabilità che ha in nazionale. Il professor Rossi da una parte deve dare garanzie che la spedizione azzurra si prepari con serenità e determinazione, dall' altra ha come obiettivo portare dei cambiamenti alla situazione emersa». Così Cannavaro ha parlato in mattinata con Abete, Valentini e lo stesso Lippi: si è reso conto dell'effetto delle sue dichiarazioni. E ha accettato di cambiar rotta. Nessuno però ha mai messo in dubbio il suo ruolo di capitano, ipotesi che avrebbe voluto dire una delegittimazione completa. «Dai giornali mi sono reso conto di non esser riuscito evidentemente a spiegare il senso del mio pensiero e me ne rammarico per me e per il ruolo che ho in nazionale», la formula diplomatica concordata col capitano azzurro ("nessuna imposizione», ha assicurato Abete). «Confermo: chi ha sbagliato in tutta questa vicenda è giusto che paghi. Vogliamo un calcio pulito e che torni ai suoi valori più sani. Al di là delle responsabilità individuali, serve una riflessione su tutto il mondo del calcio. Ho piena fiducia nella magistratura ordinaria, nella giustizia sportiva, nel lavoro del commissario Rossi. Fare chiarezza e darsi nuove regole è la strada per ridare credibilità al calcio italiano». E poi via con la missione non solo sportiva della nazionale ai Mondiali. Dei quali Cannavaro non vede l'ora che arrivino.

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