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Bari vince contro il Palermo: terzo successo stagionale

BARI - Il terzo successo stagionale di fila del Bari al San Nicola contro il Palermo conferma il buon momento dei 'ragazzi terribilì di Alberti mentre rende rovente la panchina di Gattuso. I pugliesi hanno legittimato la vittoria con una prova ordinata e particolarmente concreta sia nel possesso palla che nel contenimento delle folate offensive rosanero. Il Bari è passato in vantaggio al 31' con un sinistro nel sette di Sciaudone e ha raddoppiato nella ripresa con un colpo di testa di Ceppitelli al 27' st (angolo di Galano); il Palermo ha accorciato le distanze al 34' con Lafferty su cross di Belotti.
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BARI - Una notte che più bella non si può. La terza vittoria consecutiva ha il sapore del trionfo. Perché il Bari dà scacco alla corazzata Palermo e, soprattutto, perché al «San Nicola» c’è di nuovo un’aria elettrica. Nove mila paganti, più di diecimila presenze. E un entusiasmo che, a un certo punto, profumava quasi di serie A.Dai novecento paganti di Bari-Modena a ieri, il passo è lunghissimo. Sembra poter cambiare tutto, a patto che nella testa dei calciatori non cambi nulla. Non può essere la partita della svolta, più semplicemente una tappa fondamentale nel percorso di crescita di un gruppo che, poco più di un mese fa, ha dovuto ricominciare da zero dopo le dimissioni di Gautieri. I progressi sono come i gol, alleggeriscono le pressioni e colorano le pareti. Ogni partita un passo in avanti. Il progetto tattico, le nuove certezze, l’autostima che cresce, la voglia matta di stupire, il feeling con la tifoseria. Tutto sembra funzionare a meraviglia. Ma settembre non è mai stato il mese dei sogni. Al limite il tempo della semina.

Partita maschia, tatticamente perfetta. Vittoria limpida, tra slanci e concretezza. Da Pescara al Palermo. Prestazioni diverse, ma spirito identico. Il Bari ha voglia di fare gioco, è umile ma propositivo. Squadra «corta», giocatori polivalenti, la fase difensiva comincia nella trequarti avversaria col lavoro degli attaccanti. Uno di questi, Alonso, è senza dubbio la sorpresa più bella della serata. L’uruguaiano è un bel «torello», uno che non mette mai davanti gli interessi personali a quelli di squadra. Si appoggia spesso ai compagni, li cerca trovandoli spesso. È lui il centravanti, con Beltrame in panchina e Defendi esterno nel tridente. Mentre a centrocampo tocca di nuovo a Lugo, dopo il balbettante esordio a Siena. Il paraguaiano ci mette l’anima ma è frenato da una condizione imperfetta.

Il Palermo ha voglia di fare la partita e comincia col piglio giusto. In avvio è un Bari abbastanza scolastico, che si guarda principalmente le spalle. C’è grande attenzione nell’occupazione degli spazi, il mutuo soccorso diventa valore aggiunto. Ma è questione di tempo perché, col passare dei minuti, la squadra pugliese comincia a trovare le coordinate del gioco. Grande facilità nella fase di attacco degli spazi, Galano è una scheggia, Sciaudone la solita mina vagante. Ora il Bari gioca bene e va spesso al tiro. Col Palermo che sembra più propenso a sfruttare l’abilità delle sue «star» che la qualità della manovra. Hernandez, Lafferty, Dybala e Di Gennaro sono calciatori sprecati per la B. Eppure incidono poco. Ceppitelli e Polenta restano su livelli di eccellenza, lì dietro non si regala un centimetro.

Ecco che ci scappa l’attimo fuggente. E a coglierlo ci pensa l’uomo migliore di questo Bari, Daniele Sciaudone. La difesa del Palermo cincischia e il centrocampista si regala una magia mandando il pallone all’incrocio dei pali con un piattone mancino con i giri contati (31’). Vantaggio meritato, partita che prende una direzione ben precisa. Sabelli salva su Dybala, un brivido che non incrina le certezze baresi.

Il secondo tempo acuisce la fragile psicologia del Palermo. Gattuso è all’ultima spiaggia, la squadra poco tranquilla. Bari mai realmente in affanno. Difesa attenta, centrocampo aggressivo, attacco con pochi punti di riferimento. Ceppitelli segna un altro gol pesante (27’), su angolo di Galano. E l’ingresso di Beltrame (fuori Lugo, Defendi a centrocampo) regala ulteriore imprevedibilità in fase di ripartenza.

Il gol di Lafferty, l’unica vera disattenzione della serata, è solo un grosso spavento. Bari tosto, tonico, elettrico. Il «San Nicola» trema come ai bei tempi. La notte dei sogni e dei sorrisi, del cuore e dell’orgoglio. Quasi surreale. I gol sono emozioni, la maglia prima di tutto. Nel giorno dei novemila paganti... un pensiero ai novecento di due sabati fa. Il Bari di oggi è soprattutto loro. Il piccolo, incosciente, irriverente, intrigante Bari.

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