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Calcio/Serie C2 - «Il Melfi non giocherà a Taranto»

Domenica 28 è in programma la semifinale di ritorno dei playoff promozione. Ma la dirigenza dei lucani ha preso la decisione di rinunciarvi dopo gli incidenti della gara di andata (tra i cinque tifosi arrestati c'è un avvocato). Si è dimesso il cda: «Non è questo il calcio in cui ci riconosciamo»
POTENZA - Hanno precedenti penali quattro dei cinque uomini (il quinto è un avvocato) arrestati la notte scorsa a Taranto dalla Polizia quali responsabili dell'aggressione alle forze dell'ordine avvenuta domenica scorsa durante la partita di calcio Melfi-Taranto (3-1), valida per i play-off per la promozione in serie C1.
Stamani la società lucana ha annunciato con un comunicato che non andrà a giocare la gara di ritorno in programma per domenica prossima allo stadio Jacovone di Taranto. Il consiglio d'amministrazione del Melfi si è dimesso in segno di protesta nei confronti delle decisioni prese dal giudice sportivo, considerate «inadeguate».
I tifosi arrestati sono Nicola Festinante di 28 anni, Francesco Cardellicchio (30), Cataldo Marsili (24), Giuseppe Rochira (29) e l' avvocato Fabio Dinoi (34).
La Polizia sta indagando per scoprire la vera causa dell'aggressione, «immotivata e irragionevole» come l'ha definita oggi il questore di Potenza, Vincenzo Mauro, e che ha provocato la sospensione della partita per una decina di minuti, nella parte finale del primo tempo, quando la formazione lucana era in vantaggio per 2-1.
Il questore, insieme ad altri dirigenti della questura potentina, ha mostrato ai giornalisti le immagini girate allo stadio da alcune delle cinque telecamere (quattro della Polizia e una dei Carbinieri) impiegate per riprendere l'aggressione dei supporter tarantini contro gli agenti in servizio allo stadio.
Il questore ha spiegato che «i tifosi del Taranto hanno aggredito i poliziotti che si stavano spostando all' interno del settore riservato alla tifoseria pugliese. Dalle immagini si evince chiaramente che i poliziotti non erano in posizione per "caricare" e che sono stati i tifosi tarantini ad aggredire gli agenti del reparto mobile. Fino a quel momento non era successo nulla che lasciasse presagire l'aggressione».
L' avvocato Dinoi è stato arrestato perché ha danneggiato un fuoristrada della Polizia con una porta divelta dai servizi igienici dello stadio di Melfi. In precedenza, lo stesso avvocato era stato trovato in macchina con un altro tifoso del Taranto, che era stato denunciato nella mattinata di domenica, perché trovato in possesso di un coltello di genere vietato.
Il questore Mauro ha inoltre spiegato che «la Polizia sta visionando anche altri filmati che riprendono la rissa avvenuta tra giocatori e dirigenti delle due società a fine partita nei pressi dei pullman delle due squadre. Sono in corso altri indagini, che sicuramente porteranno alla denuncia di altri tifosi tarantini».
Il Melfi ha motivato la decisione di non giocare a Taranto il match di ritorno delle semifinali di play-off, affermando che «in questo momento non ci sono garanzie e tutele di ogni genere per i tesserati e i tifosi melfitani». Inoltre, sempre stamani si è dimesso l' intero consiglio di amministrazione della società lucana, che ha ritenuto «inadeguate le decisioni prese dal Giudice sportivo (ammenda di 30 mila euro al Taranto) in merito alla gara di domenica scorsa».
I dirgenti melfitani hanno aggiunto che «la decisione di non recarsi a Taranto, nonostante una palese posizione di vantaggio maturata sul campo, non è esclusivamente legata a questa partita, ma mette in discussione l'intera partecipazione del Melfi ad eventuali prossimi campionati, perché non è questo il calcio in cui ci riconosciamo».

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