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Calcio/Italia - Lippi riceve la fiducia da Rossi

Il commissario straordinario è arrivato al raduno premondiale degli azzurri a Coverciano (pochi minuti dopo, è giunto anche il presidente del Coni): «Sono venuto per assicurare, insieme a Petrucci, fiducia totale e assoluta nella Nazionale». Il ct: «Su di me c'è stato un massacro. Scatteranno le querele»
ROMA - Il commissario straordinario della Figc Guido Rossi, abito bianco e cravatta, è arrivato al raduno premondiale degli azzurri a Coverciano poco dopo le 12.10 accompagnato dal capo ufficio stampa della Federcalcio Antonello Valentini. Pochi minuti dopo l'arrivo del commissario Guidi Rossi al raduno di Coverciano, è giunto anche il presidente del Coni Gianni Petrucci.
«Sono venuto per assicurare, insieme al presidente del Coni Petrucci, fiducia totale e assoluta nella nazionale di Marcello Lippi in vista del mondiale». Così Rossi ha fornito il suo appoggio al ctg azzurro, in una conferenza in aula magna a Coverciano. «Non ho mai avuto alcun dubbio sulla sua posizione, non sono un giustizialista ma un garantista. sarebbe stata una follia totale individuare in Lippi il colpevole, evitando di colpire i veri responsabili di questa situazione».
«Rispondo a chi va dicendo che le regole c'erano: era proprio quella persona che doveva farle rispettare, quelle le norme... Quando si dice che le leggi c'erano, si dice una sciocchezza, perché mancava la regola per applicare le regole...», ha concluso il commissario straordinario.

Lippi, incassata la fiducia di Rossi, afferma: «Chiarisco un'altra volta, l'ultima. Non ho mai avuto un procuratore in vita mia, mai avuto rapporti con la Gea. Mio figlio non è mai stato il mio procuratore, ho avuto con Moggi e con altri rappresentanti del calcio rapporti, ma non ho mai ricevuto pressioni». «Ci credete a quello che dico? Spero di sì - continua Lippi - anche perché queste cose, in questa sede, le riaffermo per l'ultima volta. Da oggi pomeriggio penso solo alla squadra e al mondiale. Sui giornali ho letto tante cose in malafede. Tra poco, scatteranno le querele. Dimissioni? Le da chi si sente scoperto, oppure chi avendo la coscienza a posto decide di mandare tutti a quel paese. Ma se hai la fiducia delle persone con cui lavori, vai anche contro un tir con rimorchio».

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