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Lecce perde in casa Ora Moriero è in bilico

di MASSIMO BARBANO
LECCE - Lecce allo sbando, perde anche col Catanzaro (1-2) e resta solo all'ultimo posto in classifica. Ore contate per l'allenatore Francesco Moriero, la proprietà sta valutando la possibilità di esonerarlo. Oggi il presidente Savino Tesoro, anche lui finito ieri nel mirino della contestazione, prenderà una decisione. Se Moriero dovesse saltare, i nomi che circolano sono quelli di Cristiano Lucarelli e Fabio Brini. Ma non è escluso che si lasci all'allenatore leccese un'altra possibilità legata al risultato di domenica prossima a Perugia. Partita nervosa e senza spina dorsale
Lecce perde in casa Ora Moriero è in bilico
di MASSIMO BARBANO

LECCE - Quattro su quattro. E per effetto del successo della Paganese, da ieri sera il Lecce è addirittura la «cenerentola» del campionato. Una situazione paradossale, perchè non si parla della serie A dove quel ruolo poteva rientrare nella logica, ma di una categoria, per l’appunto la Lega pro, dove il club pugliese partiva come favorito per la vittoria finale.Nè il film della partita di ieri lascia molti margini interpretativi: il Lecce è allo sbando e l’ennesimo tracollo non è maturato da contingenze di gioco avverse, ma dalla totale assenza di ragionamento in campo aggravata da una condizione fisica dei singoli ancora molto approssimativa e da una serie impressionante di grossolani errori individuali.

Le uniche attenuanti che possono fare da contrappeso sono le numerose indisponibilità cui ancora una volta Moriero ha dovuto far fronte per assemblare la squadra da mandare in campo. Problemi che sono lontani dal risolversi, anzi è prevedibile che si acuiscano nei prossimi giorni a causa dell’infortunio dell’uomo più rappresentativo, Fabrizio Miccoli, per il quale si prevede uno stop di diverse settimane.

Insomma, piove sul bagnato, senza contare le assenze che deriveranno dalle squalifiche. Perché quando le cose vanno storte, si rischia anche di perdere la testa come ha fatto il lecce ieri che ha terminato la partita in nove. Prima l’espulsione di Ferrero costretto a falciare l’avversario lanciato a rete per una falla difensiva al 16’ del secondo tempo dopo un evitabile cartellino giallo subìto qualche minuto prima. Ancora più grave il «rosso» a D’Ambrosio, buttato fuori al 33’ del secondo tempo per una ancora più inutile frase di troppo rivolta all’arbitro che lo aveva ammonito. E con il risultato già in svantaggio recuperare è stato impossibile.

Ma non è che precedentemente le cose fossero andate meglio. Partita subito in salita con un clamoroso buco difensivo che consente dopo sette minuti a Marchi di insaccare di testa un indisturbato cross a rientrare dalla sinistra di Martignago. La reazione del Lecce è ben poca cosa, anzi sono gli ospiti ad avere la palla del raddoppio all’11’ con Fioretti smarcato da un assist in verticale di Martignago, l’attaccante si infila fra due difensori del Lecce ma spara fuori. Ed è ancora Fioretti al 22’ ad impegnare il portiere Bleve (preferito da Moriero al titolare Perucchini) con un rasoterra angolato.

Per trovare una conclusione del Lecce bisogna attendere il 35’: Bellazzini sfugge in contropiede e scaglia un diagonale respinto in angolo da Bindi; al 44’ ancora Bellazzini impegna il portiere ospite con una punizione dal limite alzata sulla traversa.

Secondo tempo, se possibile, peggiore del primo, anche se il pareggio di D’Ambrosio al 2’ (bel tiro al volo dopo un corner scodellato da Bellazzini e corretto di testa da Melara) illude che la musica possa cambiare. Ma al 16’ il Lecce resta in dieci e subisce il gol dopo quattro minuti: il lancio dalle retrovie per Fioretti taglia l’intera difesa e l’attaccante piazza un diagonale alle spalle di Bleve. Dopo l’uscita di D’Ambrosio, il Lecce in nove è alla mercè dell’avversario, solo un timido tentativo di Melara (testa al 44’ deviata in angolo da Bindi), quindi fischi e delusione.

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