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Calcio/Italia - Gli azzurri si radunano lunedì in pieno caos

La Nazionale si accinge a cominciare la preparazione per il Mondiale tra le inchieste per le intercettazioni telefoniche che hanno già provocato l'azzeramento dei vertici federali. Lo stesso Lippi è ora al centro dei dubbi: gli si addebita di essere «vicino» agli attuali imputati dello scandalo
MILANO - Il raduno della Nazionale che si accinge a prepararsi per il Mondiale cade in mezzo al caos delle inchieste per le intercettazioni telefoniche che ci hanno fatto «capire» tante cose e che hanno già provocato l'azzeramento dei vertici federali. Lo stesso Lippi è ora al centro dei dubbi: gli si addebita di essere «vicino» agli attuali imputati dello scandalo (il figlio lo è certamente) e s'invoca la sua sostituzione con Gentile (Under 21), Ancelotti (Milan) oppure con quello Zoff che portò la Nazionale a pochi secondi dal titolo europeo nel 2000.
A tal riguardo è sorto un vero e proprio movimento di opinione. A nostro avviso cambiare è rischioso sul piano tecnico, ma se si deve fare piazza pulita non si può guardare in faccia a nessuno. E mentre ci siamo: come comportarsi con alcuni azzurri (Buffon, Nesta, Cannavaro, Iaquinta) che sono stati chiamati in causa a vario titolo in questi tristi giorni nelle conversazioni captate dagli inquirenti? La lista ufficiale dei giocatori è stata comunicata alla Fifa: chiedere di poter cambiare? Non si può dire che sia un bel momento per il nostro calcio. Blatter - che tradizionalmente non è nostro amico - ha già stigmatizzato i fattacci italiani e ha detto che nemmeno in Africa accadono certe cose.
Beckenbauer (organizzatore dei Mondiali) ha parlato dello scandalo più grave di tutti i tempi e ha aggiunto che l'Italia pagherà psicologicamente. Solo psicologicamente? Voleva dire: che ci venite a fare? Vi aspettiamo con i forconi! La vicenda procurerà moltissimi danni all'onorabilità e al lavoro dell'indotto del calcio: giornali, televisioni, turismo, scommesse, investitori, club, organizzazione in senso più lato. Per l'impoverimento dell'azienda calcistica si dovranno ringraziare i formidabili inventori di questa rete di sporche connivenze e i controllori inadempienti. Certo, il modello di vita che ci è stato proposto dalla società, con l'arricchimento illecito come esempio da perseguire per avere successo, ultimamente ha influito nei comportamenti di tutti.
Ma crediamo che il giorno in cui gli investigatori arriveranno alla radice del problema, i diritti televisivi, che hanno costituito il fulcro delle lotte per la conquista del potere sportivo ed economico nel mondo del calcio, si aprirà il vaso di pandora e verranno fuori i veri serpenti. Basterà guardare a una elementare equazione: più vittorie, più visibilità, più soldi. Null'altro. Un'altra riflessione riguarda ciò che succederà fra qualche mese quando presumibilmente le sentenze saranno state già pronunciate e il meccanismo forse potrà rimettersi in moto.
Se lo tsunami che si abbatterà sul mondo del pallone e i club implicati nello scandalo verranno puniti con la retrocessione in B o addirittura in C, potrebbe capitare, per esempio, che le neopromosse in A si ritroveranno in un campionato dimezzato, senza alcune delle «grandi» i cui nomi sono sulla bocca di tutti. E che invece chi rimarrà in B magari dovrà misurarsi con avversari molto più potenti.
Quale sarà la vera serie A, sul piano tecnico? E lo sciacallaggio che verrà operato ai danni di squadre che non potranno tenere più i loro maggiori campioni, come e quanto colpirà le finanze e la qualità tecnica del nostro calcio? La Juventus, già devastata dallo scandalo, dovrà adattarsi a lasciare andare via Capello, Buffon, Zambrotta, Emerson, Camoranesi, Trezeguet, Ibrahimovic e tutti gli altri che non accetteranno il declassamento, come si è letto in questi giorni di tempesta? E le televisioni a pagamento che hanno dei contratti in atto, si rivarranno sui clubs coinvolti nella vicenda?
Qualcuno ha ipotizzato che il campionato potrebbe non partire, o prendere il via in ritardo, dopo che tutte le posizioni verranno chiarite. Infine, se è vero che molto spesso le posizioni dominanti sono state ottenute grazie a dei «crimini» sportivi e con la continua elusione delle leggi, è anche vero che si possono punire, codice alla mano, tutti coloro che hanno creato discredito e hanno contribuito allo scollamento etico della società d'oggi per sguazzare nelle irregolarità.
Le figure di questi signori molto spesso coincidono con quelle di coloro che nel calcio, sino a qualche giorno fa, erano le più ossequiate e riverite. Quindi, «foeura di ball» (fuori dalle scatole) come dicono a Milano. Non possiamo pretendere tanti San Francesco d'Assisi, ma neanche continuare a inchinarci davanti a chi ha vinto barando, o peggio.

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