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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 18:29

Scandalo - calcio / I Pm interrogano Lippi e Zeman

Il commissario tecnico della Nazionale smentisce di essere stato "controllato" dal figlio Davide - procuratore della società "Gea" - e dichiara: «Ora penso solo al campionato del mondo in Germania». L'ex allenatore del Lecce grande accusatore della Juventus, che ha confermato Fabio Capello alla guida della squadra. Il consiglio di amministrazione ha quindi nominato proprio presidente Sant'Albano come successore di Giraudo
Zdenek Zeman Gli interrogatori degli allenatori Lippi e Zeman, le dimissioni di Pappa e soprattutto il Consiglio di amministrazione della Juventus che ha nominato Carlo Sant'Albano nuovo amministratore delegato. Sono questi gli eventi che hanno segnato l'ennesima intensa giornata della calciopoli italiana, uno scandalo che sembra ancora ben lontano da una soluzione.
Gli occhi di tutti, ovviamente, erano puntati sulla Procura di Roma, dove il ct della Nazionale Marcello Lippi è stato ascoltato come persona informata sui fatti dai Pm Palamara e Palaia nell'ambito dell'inchiesta sulla "Gea World", indagata per illecita concorrenza con minacce e violenza. Un interrogatorio durato quasi tre ore e mezza e che ha lasciato soddisfatti i due magistrati.
Il selezionatore è stato chiamato a rispondere sui rapporti con il figlio Davide (dal quale il ct ha detto di non essere assistito), procuratore Gea, e sulle presunte pressioni ricevute da Luciano Moggi per le convocazioni di giocatori che orbitavano nell'universo Gea, emerse dalle intercettazioni dei Pm di Torino.
Uscito dalla Procura della Repubblica, Lippi non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione e si è recato subito in Figc da dove, qualche ora più tardi, è uscita una nota con le dichiarazioni del ct. «Da questo momento penso solo esclusivamente alla Nazionale - ha dichiarato l'ex tecnico della Juventus -. Sono stato ascoltato come testimone e ho risposto alle domande che mi hanno fatto i Pubblici Ministeri Palaia e Palamara».
Secondo i carabinieri il ct azzurro era della scuderia Gea, gestito direttamente dal figlio Davide. «Mai avuto un procuratore», la replica del ct, tra riso di stupore e serenità.

Nonostante l'incontro sembra aver avuto un esito positivo, il ct dovrebbe essere risentito dopo i Mondiali. Anche perché le novità nell'inchiesta Gea non mancano mai.
Le ultime indiscrezioni parlano anche di presidenti e dirigenti controllati dalle lunghe mani della società guidata da Alessandro Moggi. Si parla del presidente del Siena De Luca, di quello del Livorno Spinelli, del numero uno della Reggina Foti ma anche del ds giallorosso Pradè e di quello viola Lucchesi. Persone che, secondo gli inquirenti, aiutavano la Gea ad esercitare una posizione dominante nel calciomercato italiano. «Nella mia vita manipolazioni non ne ho mai subite», è stata la replica di Foti. Da parte della società di procuratori, intanto, è arrivata la smentita sui legami con istituti di credito di Città del Vaticano, mentre i legali di Chiara Geronzi hanno ribadito la «totale estraneità» della propria assistita alla gestione operativa della "Gea World".

Giornata convulsa anche a Napoli. La Procura partenopea, che nel frattempo ha trasmesso a quella romana gli atti relativi alle indagini effettuate per conto proprio sulla Gea, ha sentito Zdenek Zeman e Aniello Aliberti. L'attuale tecnico del Brescia ed ex del Lecce, da tempo ormai nei panni di grande accusatore nei confronti della Juventus, è stato convocato dai pm Narducci e Beatrice come persona informata dei fatti. «Abbiamo parlato un po' del calcio attuale - ha dichiarato Zeman -. Poi dalle intercettazioni si capisce di cosa si tratta, penso che faranno loro le conclusioni. Questo non è calcio, spero che si cambi e che si colga questa opportunità per fare il calcio in maniera diversa».

Si è invece presentato spontaneamente l'ex presidente della Salernitana Aliberti. «Ritengo che la vicenda della mia società dell'estate scorsa vada approfondita e chiarita - sono state le sue parole -. Sono stato danneggiato oltremisura, chi ha sbagliato deve pagare».
E in serata spuntano nuove intercettazioni che coinvolgono ancora Lotito, Giraudo, Mazzini e Pairetto, ma anche il presidente dell'Inter Facchetti, che con l'ex designatore parla degli arbitri scelti per le partite di Champions.
Non stanno certo a guardare le altre Procure. A Udine l'inchiesta sulle scommesse clandestine che vede coinvolti diversi giocatori di serie A (Di Michele, Jankulovksi, Kalac tra i tanti) sembra che stia per concludersi, mentre a Torino, tra i documenti prelevati ieri nella sede della Juventus, ce ne sarebbero alcuni relativi alle attività mediche.

Rimanendo in casa bianconera, oggi si è tenuto il consiglio d'amministrazione che ha nominato Sant'Albano come successore di Giraudo.
Il nuovo ad, che ha confermato Capello anche per la prossima stagione e che presto potrebbe annunciare la nomina di Franco Baldini a direttore sportivo, rimarrà in carica fino al 29 giugno e in questo periodo provvederà anche alla «definizione di un codice etico che, attraverso la determinazione di specifici criteri di comportamento e di un adeguato sistema sanzionatorio costituisca il punto di riferimento per chiunque intrattenga relazioni con la società». Una direzione confermata anche dall'intervista in uscita domani su "La Stampa" a John Elkann, che sottolinea come la proprietà si sia assunta pienamente le proprie responsabilità, «ma - avverte - non staremo a subire passivamente il polverone».

Continua, infine, il terremoto in Federcalcio. Il capo dell'Ufficio indagini della Figc Italo Pappa ha rassegnato le dimissioni dal proprio incarico. Pappa, stanco degli attacchi subiti in questi giorni, ha presentato le dimissioni al presidente del Coni Gianni Petrucci, pur garantendo il servizio relativamente alle ultime giornate dei campionati in corso. Ma il caos continua.

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