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La società torinese crolla in Borsa

Al centro del più grosso scandalo della storia del calcio, i mercati hanno punito la Juventus, che ha chiuso in calo del 14,26% a 1,73 euro. Il titolo, dopo pochi minuti di contrattazione, è stato sospeso per ecceso di ribasso a -21,03%. Non basta l'aver messo in carniere il ventinovesimo scudetto
MILANO - La Juventus, sospesa per gran parte della seduta per eccesso di ribasso, chiude in Borsa in calo del 14,26% a 1,73 euro. La vittoria dello scudetto non ha frenato il crollo in Borsa della società, che è stata sospesa per ecceso di ribasso a -21,03% dopo pochi minuti di contrattazione. Per frenare il tracollo delle azioni del club bianconero, travolto dalla bufera giudiziaria che rischia di mandarlo in serie B (se non in C1), la Borsa Italiana ha ridotto i parametri di negoziazione. In sostanza, ha fissato lo scostamento del valore del titolo rispetto al prezzo di apertura (già in calo di oltre il 10% sul riferimento di venerdì scorso) al 5% invece del consueto 10%.
Lo scopo è stato quello di creare una sorta di paracadute per accompagnare l'adeguamento del titolo ai nuovi prezzi contenendo il più possibile la caduta. Sia la società di gestione del mercato, sia la Consob hanno voluto d'altra parte evitare di ricorrere alla misura più drastica della sospensione a tempo indeterminato delle azioni Juventus che avrebbe impedito tra l'altro, a chi voleva disinvestire, di farlo.
Da domani - rende noto la società di gestione del mercato di Piazza Affari - e fino a nuovo provvedimento sarà vietata l'immissione di proposte di negoziazione sul titolo senza limite di prezzo.

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