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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 13:49

Calcio/Serie A - Il Lecce si congeda con orgoglio

Va a vincere 3-1 (Delvecchio, doppietta di Konan e Flachi) sul campo della Samp (contestata dai tifosi). Al contrario dei padroni di casa, i salentini hanno onorato l'impegno, hanno divertito e si sono divertiti mostrando buone trame di gioco, concentrazione e voglia di fare. Ora si spera nel ripescaggio
Sampdoria LecceSAMPDORIA-LECCE 1-3 (0-1 alla fine del primo tempo)

Sampdoria (4-4-2): Castellazzi L. 6, Castellini 6, Pavan 5, Sala 4,5, Pisano 5,5, Zenoni 5 (33' pt Kutuzov 5), Volpi 6 (17' st Marchesetti 6), Palombo 6,5, Tonetto 6, Foti 6 (1' st Dalla Bona 6), Flachi 6 (21 Antonioli, 87 Bastrini, 29 Mingozzi, 23 Castellazzi P.). All. Novellino 5.
Lecce (4-3-2-1): Benussi 6, Diamoutene 6, Pecorari 5,5 (28' pt Cichero 6), Stovini 6,5, Camisa 6, Giacomazzi 6,5, Ledesma 6, Delvecchio 7, Konan 6, Camorani 6,5, Vucinic 6,5 (22' st Billy 5) (1 Sicignano, 6 Saidi, 10 Negro, 17 Giorgino, 8 Pinardi). All. Paleari-Rizzo 6.
Arbitro: Squillace di Catanzaro 6.
Reti: 25' pt Delvecchio, 7' e 40' st Konan, 47' st Flachi.
Angoli: 8 a 5 per la Sampdoria Recupero: 1' e 3' Ammoniti: Flachi per comportamento non regolamentare, Stovini, Pavan e Castellini per gioco scorretto Spettatori: 22000 circa, di cui 1951 paganti.

+++ I GOL +++

25' pt: Vucinic affonda in posizione centrale e tenta un diagonale che Castellazzi riesce a deviare. La palla rimane però al centro dell'area; Delvecchio è il più lesto ad intervenire e tocca in rete a porta vuota.
7' st: pasticcio colossale della difesa sampdoriana che si impappina e lascia spazio a Cichero sulla sinistra per crossare in tranquillità. Castellazzi si allunga ma non riesce ad intervenire e Konan, solissimo a due metri dalla porta, devia in rete.
40' st: il Lecce fa quello che vuole in attacco e manovra con tranquillità sulla destra dove Billy ha tutto il tempo per crossare. Konan salta di testa anticipando Sala e gira nell'angolo opposto dove Castellazzi non arriva.
47' st: Flachi riceve palla sulla trequarti, controlla e dopo un paio di finte lascia partire dai 18 metri un destro che si infila nell'angolino alto alla destra dell'immobile Benussi.

GENOVA - Le spalle rivolte al campo, le braccia al cielo ed il cuore verso il futuro. Così i tifosi della Sampdoria hanno scelto di contestare la squadra, la società, il campionato che per i colori blucerchiati si è chiuso con una sconfitta contro il già retrocesso Lecce. Amara soprattutto per le modalità con cui la debacle si è consumata, con i giocatori incapaci persino di fare le cose più semplici, annichiliti nella testa e nei muscoli. A calmare la rabbia che lentamente stava salendo nella gradinata sud ha pensato il presidente Riccardo Garrone che al fischio di chiusura della gara è sceso sul terreno di gioco ed ha innalzato davanti ai tifosi una sciarpa blucerchiata.
Il Lecce, al contrario dei padroni di casa, ha onorato alla grande l'impegno, ha divertito e si è divertito, ha mostrato buone trame di gioco, concentrazione, voglia di fare bene. Ed il successo, già largo, avrebbe potuto essere larghissimo se non ci fossero state almeno un paio di ottime parate del portiere Castellazzi.
Con questa sonora sconfitta (il gol della bandiera per i genovesi è arrivato solo nel recupero), la Samp ottiene il primato assoluto di sconfitte interne (sette) in una singola stagione nei campionati di serie A su girone unico, chiudendo così nel modo peggiore un girone di ritorno disastroso, con 13 domeniche senza vittorie (cinque sconfitte e otto pareggi).
La partita è stata brillante solo per i colori giallorossi. Gli uomini di Paleari hanno giostrato come hanno voluto, a volte quasi irridendo gli inebetiti avversari, con passaggi di prima, tocchi di tacco, dribbling, effetti da giocoliere e tanta buona volontà. Di fronte si sono trovati una squadra molle, confusa, deconcentrata ed assolutamente incapace di imbastire gioco.
Naturale, quindi, che il confronto si mettesse subito a favore degli ospiti, protagonisti per ben tre volte già nei primi 10' con Vucinic e Delvecchio ai quali si è opposto alla grande il giovane Castellazzi. La scarsa vena blucerchiata si è espressa al massimo al 20', quando Flachi, dopo aver scartato un paio di giocatori ed il portiere, ha calciato a lato a porta vuota. Simbolo e sintomo di una assoluta mancanza di concretezza che neppure i cambi decisi da Novellino (fuori Zenoni schierato sulla fascia per Kutuzov; fuori il diciottenne Foti per Dalla Bona) sono riusciti a neutralizzare.
I giallorossi pugliesi, pur dovendo fare a meno in corsa degli infortunati Pecorari e Vucinic, hanno invece offerto una prova di carattere, mostrando organizzazione, entusiasmo, passione. Sotto la regia di un ottimo Delvecchio, con un Vucinic sempre pericoloso, Konan e Camorani spesso ispirati, un centrocampo di peso ed una difesa sempre attenta, il Lecce, privo delle implicazioni psicologiche che hanno attanagliato i genovesi, ha potuto manovrare in scioltezza, come in una semplice partita d'allenamento.

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