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Venerdì 22 Settembre 2017 | 03:05

Calcio/Serie A - Aria da funerale nella Juventus

L'ultimo allenamento prima della partenza per Bari, dove domani si giocherà Reggina-Juventus, ultimo atto del campionato, si consuma tra l'indifferenza dei tifosi nel solito centro Sisport a porte chiuse. L'effetto scandalo impedirà il tutto esaurito al San Nicola. C'è chi ancora appoggia Moggi e Giraudo
TORINO - Aria da funerale alla Juventus. L'ultimo allenamento prima della partenza per Bari, dove domani si giocherà Reggina-Juventus, ultimo atto del campionato, si consuma tra l'indifferenza dei tifosi nel solito centro Sisport a porte chiuse. Attorno al campo, oscurato da una doppia recinzione di plastica verde, non c'è che qualche giornalista a tentare di sbirciare cosa fanno i giocatori in campo, chi c'è e chi manca, fuori dai cancelli una decina di fans aspettano stancamente sotto il sole l'uscita dei giocatori. Non c'è un cartello, né un scritta sui cancelli e sui muri riempiti di graffiti ormai datati.
In campo, Fabio Capello dirige un allenamento blando che dura un'oretta, poi tutti sotto la doccia e a casa, prima di ritrovarsi al raduno, fissato alle 16 e 30. L'unico dirigente è il vicepresidente Roberto Bettega, non c'è traccia nè di Moggi, nè di Giraudo, che poi hanno raggiunto l'aereo per Bari.
Il volo charter dei bianconeri decollerà da Caselle alle 17,30 per arrivare attorno alle 19 all'aeroporto di Bari Palese. Partirà anche Gianluigi Buffon, oggi interrogato negli uffici della Procura di Torino per il suo coinvolgimento nell'inchiesta sulle scommesse sportive. Il portiere non si è allenato, oggi, ma probabilmente partirà con il resto della squadra, anche se al San Nicola di Bari è quasi scontato che al suo posto giocherà Abbiati.
C'è tanta voglia di scappare lontano dal campionato, da Torino e i bianconeri hanno gran fretta di lasciare il campo d'allenamento. Gli uomini della sicurezza aprono e richiudono i cancelli marroni della Sisport per fare passare le auto di giocatori e tecnici: il primo a lasciare il campo è Kovac, poi Chiellini, Trezeguet e via via gli altri.
Gli unici a fermarsi a firmare autografi sono Nedved e Ibrahimovic, poi l'ex torinista Balzaretti che accosta la sua Musa al marciapiede e accontenta i giovani tifosi. L'ultimo a lasciare la 'Sisport' è Capello: lo sguardo è fisso sulla strada.
E' finita, i pochi tifosi se ne vanno. Domani dovrebbe esserci la festa programmata, a Torino, se la Juventus vincerà lo scudetto. Ma pochi hanno voglia di fare festa. E lo scudetto, né questo, né quello precedente, sono più sicuri.
L'effetto scandalo delle inchieste sul calcio e gli avvisi di garanzia hanno stravolto, nel giro di poche ore, la preannunciata festa bianconera di domani al San Nicola. Il prevedibile clima da torcida (sulle tribune ci saranno almeno 45mila tifosi juventini, affamati di grande calcio anche perché la squadra locale, il Bari, naviga nelle zone basse della B da almeno un lustro) risentirà della forte amarezza che permea i tifosi più sinceri della squadra torinese.
Sulle balconate della tribuna Est un gruppo di tifosi baresi esporrà uno striscione che più di altri descrive il clima surreale con il quale si attende la fine di questo discusso campionato: "Bobby gol + Alex Del Piero, ultime bandiere del calcio vero".
I tifosi pugliesi che aderiscono ai gruppi del tifo più acceso della curva bianconera (Drughi e Fighters), sulla linea dello striscione esposto al Delle Alpi nell'ultima partita interna, fanno quadrato intorno alla dirigenza: «Appoggiamo la società in questo momento difficile - sostiene un portavoce barese del gruppo - abbiamo vissuto anni davvero indimenticabili. Le intercettazioni? Attendiamo il corso dei processi».
«Lo stato d'animo dei tifosi della Juve in questi giorni? Un misto di tristezza - afferma l'imprenditore juventino Ermanno De Giosa - e una incredibile nostalgia per l'avvocato Agnelli ed il suo stile inconfondibile. Stile di cui non c'è traccia in quello che i giornali stanno pubblicando nelle ultime ore».

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