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L'Italia con Pennetta in semifinale Us Open

 ROMA – L'anno scorso Sara Errani, quest’anno Flavia Pennetta. Flushing Meadows si tinge ancora una volta in azzurro-rosa. L’Italia è ancora una volta in semifinale agli Us Open, ma l’impresa ha un sapore speciale per la Pennetta che a 31 anni, e a un anno esatto dall’operazione al polso destro, quando qualcuno magari la dava già sul viale del tramonto, si toglie la soddisfazione di raggiungere la sua prima semifinale di un torneo dello Slam. Finora non era andata oltre i quarti: tre volte a Wimbledon, due al Roland Garros, una in Australia.
L'Italia con Pennetta in semifinale Us Open
 ROMA – L'anno scorso Sara Errani, quest’anno Flavia Pennetta. Flushing Meadows si tinge ancora una volta in azzurro-rosa. L’Italia è ancora una volta in semifinale agli Us Open, ma l’impresa ha un sapore speciale per la Pennetta che a 31 anni, e a un anno esatto dall’operazione al polso destro, quando qualcuno magari la dava già sul viale del tramonto, si toglie la soddisfazione di raggiungere la sua prima semifinale di un torneo dello Slam. Finora non era andata oltre i quarti: tre volte a Wimbledon, due al Roland Garros, una in Australia.

Quattro anni fa era la n.1 italiana ed era nella top ten mondiale (adesso è n. 58 ma lunedi" farà un bel balzo in avanti), poi sono arrivate la Schiavone poi la Errani e la Vinci. Sembrava ormai "superata" la bella brindisina. Quest’anno però ha fatto in tempo a prendersi la sua rivincita. "E' una gioia indescrivibile" dice a caldo dopo il derby vinto facile (6-4 6-1) con Roberta Vinci. Una sfida in realtà a senso unico, dove non c'è mai stata storia. L’unico momento in cui il match avrebbe potuto girare alla fine del primo set, quando la Vinci ha fallito la palla del 5-5. Poi per la Pennetta non c'è stata più partita, conclusa in appena un’ora e cinque minuti. "Roberta ha sentito un pò la pressione – spiega Flavia – Lei ha un tennis difficile". In semifinale l’aspetta la vincente tra la slovacca Daniela Hantuchova e la bielorussa Victoria Azarenka, n.2 del torneo.

Quarti ancora maledetti per la Vinci: lo scorso anno fu il Louis Armstrong a fare da palcoscenico alla sua sfida con Sara Errani, questa volta è stato l’Arthur Ashe. Prima di Sara Errani, semifinalista lo scorso anno, per trovare un azzurro così avanti nel torneo bisognava tornare a Corrado Barazzutti (ma allora si giocava ancora a Forest Hills) nel 1977, quando l'attuale capitano azzurro di Davis e Fed Cup fu battuto da Jimmy Connors. Per trovare una tennista italiana in semifinale agli Us Open bisognava risalire addirittura fino al 1930, quando Maud Levi Rosenbaum Blumenthal si arrese all’americana Anna Harper. Ora le imprese stanno arrivando con più frequenza. Nei ultimi sei anni (2008-2013) il tennis italiano ha sempre avuto almeno una giocatrice nei quarti a New York. L’anno scorso e quest’anno sono state addirittura due: per la Vinci è il secondo, mentre per la Pennetta sarà il quarto (2008, 2009 e 2011). Nel 2010 era stata Francesca Schiavone a centrare i quarti, eguagliando la sua prestazione del 2003.

E' stato uno Slam al femminile tinto d’azzurro fin dal principio: si è cominciato al secondo turno con la sfida tra la Pennetta e Sara Errani, quarta testa di serie, vinta dalla brindisina. Poi era toccato alla Vinci, numero 10 del seeding, battere al terzo turno Karin Knapp e negli ottavi Camila Giorgi, protagonista quest’ultima due giorni prima dell’eliminazione sull'Arthur Ashe Stadium della ex numero uno del mondo e finalista a Flushing Meadows nel 2009.

A completare la bella giornata anche il nuovo exploit dello junior Gianluigi Quinzi, che dopo la vittoria di Wimbledon si è qualificato al terzo turno del torneo americano battendo 6-3 6-4 lo statunitense Noah Rubin.

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