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Sabato 23 Settembre 2017 | 22:12

Moggi e Giraudo indagati per sequestro di persona

Tale accusa si riferisce a un episodio avvenuto al termine della partita Reggina-Juventus del 6 novembre 2004, conclusasi 2-1 per i calabresi, ovvero quando i due dirigenti avrebbero chiuso a chiave negli spogliatoi l'arbitro Paparesta di Bari ed i suoi collaboratori Cristiano Copelli e Aniello Di Mauro
NAPOLI - Il direttore generale della Juventus Luciano Moggi e l'amministratore delegato Antonio Giraudo sono indagati anche per concorso in sequestro di persona nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura di Napoli. Tale accusa si riferisce a un episodio avvenuto al termine della partita Reggina-Juventus del 6 novembre 2004, conclusasi 2-1 per i calabresi, ovvero quando i due dirigenti avrebbero chiuso a chiave negli spogliatoi l'arbitro Paparesta ed i suoi collaboratori Cristiano Copelli e Aniello Di Mauro.
Tale comportamento sarebbe scaturito dal fatto che la terna arbitrale non avrebbe assicurato «un esito favorevole della gara della Juventus». L'arbitro e guardalinee «privati della libertà personale» sarebbero stati minacciati con «plurime espressioni verbali», come è scritto nell'avviso emesso dai magistrati. Il fatto è accaduto al Granillo di Reggio Calabria il 6 novembre 2004.
La circostanza emerge da alcune telefonate intercettate. La prima tra Pietro Ingargiola, osservatore dell'Aia, e Tullio Lanese, presidente dello stesso organismo.
Ingargiola: «Cumpà, quello che ho visto io in vita mia non l'ho mai vista una cosa del genere, cioè entrano Moggi e Giraudo...Moggi lo minaccia col dito, col dito agli occhi... Tu sei scandaloso, come è scandaloso il rigore che non hai dato. A Paparesta gli ha detto: con te non abbiamo fortuna, almeno tu sei quello di sempre...io gli ho detto a lui (riferendosi evidentemente a Paparesta): ma tu di queste cose...Dice: acqua in bocca, mi fa, acqua in bocca per tutti...ripeto a me nun me ne frega niente. Io non ho visto e non ho sentito, sono cose vostre...».
Lanese: «...problemi vostri sono, è logico, io non c'ero, io non c'ero...
Ingargiola: «...Io non ho visto e non ho fatto niente, io mi sono andato...quando questi sono andati a minacciare, io sono andato dentro il bagno...» Lanese: «bravo, bravo, bravo».
In un'altra telefonata, la stessa giornata, Moggi parla con una donna.
Moggi: «Ho chiuso l'arbitro nello spogliatoio e mi sono portato le chiavi in aeroporto...ora li apriranno! Butteranno giù la porta..».
Successivamente Moggi al telefono commenta con il giornalista Damascelli. «...Sono entrato nello spogliatoio, li ho fatti neri tutti quanti! Poi li ho chiusi a chiave e volevo portare via le chiavi, me le hanno levate, se no le portavo via».
Infine quattro giorni dopo Moggi parla a telefono con Lanese: Lanese: «lo so, non mi dire, cioè io so tutto perchè l'osservatore è un mio amico e m'ha detto che t'ha visto entrare, cosa gli hai detto, dice io che devo fare? Tu, gli ho detto, non c'ero e ti fai i c... tuoi. Eh, eh, giusto?».

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