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Calcio - Moggi sarebbe in procinto di dimettersi

Il dg della Juve è seriamente coinvolto nello scandalo delle intercettazioni telefoniche. Anticiperebbe di qualche ora quelle che potrebbero essere le decisioni del Consiglio di amministrazione della società bianconera, che giovedì alle 16,30 si riunirà per decidere le sorti anche di Giraudo
TORINO - Dalle prime ore di questa mattina, a Torino circola una voce secondo cui Luciano Moggi, direttore generale della Juventus, sarebbe in procinto di presentare le proprie dimissioni. Il dirigente toscano starebbe vagliando questa ipotesi per lasciar tranquilla la Juve in un momento così delicato della stagione e per far fronte alle indagini delle Procure di Roma e Napoli che da giorni sono sulle tracce dell'ex ferroviere senese per lo scandalo delle intercettazioni telefoniche e per il suo presunto coinvolgimento negli affari della Gea World, la società di intermediazione di cui il figlio Alessandro è presidente.
Se così fosse, il dirigente bianconero anticiperebbe di qualche ora quelle che potrebbero essere le decisioni prese dal CdA della Juventus che domani pomeriggio, alle 16,30, si riunirà nella sede di Corso Galileo Ferraris per decidere le sorti del club bianconero e dei suoi dirigenti di punta.
L'ipotesi è quella di un ribaltone, di una rivoluzione che rilanci l'immagine della Juventus, negli ultimi tempi troppe volte macchiata da strani giochi di palazzo. I tradizionalisti, quelli legati allo stile juve, non credono che questa rivoluzione avverrà domani, perchè sarebbe un comportamento inusuale per una società «regale» come la Juve. D'altro canto, è anche vero che condividere le gioie di uno scudetto con figure come quelle di Moggi e Giraudo, sarebbe controproducente per la società più titolata d'Italia, per di più se si considera che in questo momento il nostro campionato è quello che attira le attenzioni di tutta Europa visto che è l'unico ancora aperto.
Far salire la Triade sul carro dei vincitori sarebbe come accertare e condividere il loro comportamento, ed è per questo motivo che la famiglia Agnelli e i loro «alleati», in un periodo di rinnovamento come quello che sta vivendo la Fiat, stanno cercando di liberarsi di queste presenze scomode visto che proprio la Juventus, il giocattolo tanto amato dal compianto Avvocato, potrebbe essere uno strumento fondamentale per rilanciare la casa automobilistica torinese. Il taglio con il recente passato, non dovrebbe essere netto ma, avverrà gradualmente. Moggi e Bettega lasceranno subito la loro poltrona mentre Giraudo vestirà i panni del traghettatore in vista che la Ifil prenda pieno possesso del club e di tutte le sue carte. Tutto è comunque rimandato a domani pomeriggio.
Intanto un'altra tegola starebbe per finire sulla testa dei dirigenti «incriminati». La Procura di Torino potrebbe far ripartire l'inchiesta sui presunti favori arbitrali archiviata nello scorso autunno, a causa di una fuga di notizie: fra le intercettazioni effettuate ci sarebbero alcune telefonate fra personaggi legati alla Juve e un funzionario della stessa Procura. Tali conversazioni sarebbero avvenute durante l'inchiesta sul doping che vedeva imputati Riccardo Agricola, il medico sociale della Juventus, e lo stesso Antonio Giraudo, amministratore delegato del club. Insomma, questo susseguirsi di notizie è una telenovela che si sta ingarbugliando ora dopo ora e che rischia di far finire nella rete tanti altri pesci, anche perché la battuta di pesca è appena cominciata.

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