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Calcio/Italia - Lippi: «Niente alibi. Faremo un grande Mondiale»

Serenità, compattezza, fiducia. Sono le armi del commissario tecnico contro lo scandalo che sta travolgendo il calcio italiano, oltre alla convinzione che «la Nazionale è un'altra cosa». Dovrà fare a meno di Vieri e Diana. Il 15 le convocazioni: «Ho le idee assolutamente chiare sulla lista»
MILANO - Serenità, compattezza, fiducia. Sono le armi di Marcello Lippi contro lo scandalo che sta travolgendo il calcio italiano, oltre alla convinzione che «la Nazionale è un'altra cosa». E' quindi sereno il ct azzurro perché è convinto che la sua squadra non verrà indebolita da dimissioni e avvisi di garanzia perché «ha tutto quello che le serve per fare un grande mondiale».
Soprattutto, Lippi non vuole sentir parlare di alibi. L'eventuale fallimento della spedizione azzurra non dipenderà dalle dimissioni di Franco Carraro né dalle intercettazioni che vengono quotidianamente pubblicate dai giornali, anche perché di fallimento Lippi non vuole neanche sentir parlare. «Non cominciamo a dire che manca qualcosa - spiega - perché abbiamo tutto quello che ci serve per fare bene e quindi c'è grande convinzione di fare un grande mondiale».
A Milano per diventare ambasciatore di un'iniziativa benefica della Fifa con Sos Italia per costruire villaggi per bambini in difficoltà, Lippi ammette che l'intera vicenda delle intercettazioni telefoniche è «certamente non positiva per quello che riguarda l'immagine del calcio italiano, ma la nazionale è un' altra cosa: è un gruppo - aggiunge - che ha già dimostrato grande compattezza, serenità, voglia di lavorare insieme e fiducia e non credo che subirà assolutamente alcuna influenza negativa da tutto questo. Anzi, ci sarà qualcosa in più».
Ieri Franco Carraro lo ha chiamato per comunicargli la sua intenzione di dimettersi («un gesto estremamente significativo in un momento particolarmente importante», dice Lippi) ma «bisogna evitare che quanto sta succedendo venga considerato un alibi»: «E' chiaro ed evidente - spiega - che tutto questo, se non fosse successo, sarebbe stato meglio. Ma siccome è successo, facciamo in maniera che non incida assolutamente per niente sulla nazionale e sono sicuro che sarà così».
Nessun commento sulla Gea, società per cui lavora il figlio Davide, Lippi rimane sereno anche quando gli viene ricordato il coinvolgimento di Luciano Moggi nello scandalo intercettazioni ed esprime «profonda stima e affetto» non solo verso il dg bianconero ma nei confronti di tutta la Juventus: «Dalla famiglia Agnelli all'ultimo degli uscieri io provo stima ed affetto grandissimo per tutte le persone con cui ho lavorato alla Juventus per otto anni».
C'è tempo anche per parlare del lato tecnico della spedizione azzurra, giusto per confermare la rinuncia a Christian Vieri e annunciare il forfait di Aimo Diana: «Ho le idee assolutamente chiare sulla lista dei convocati e alcuni infortuni hanno contribuito a chiarirmele. Vieri verrà operato al ginocchio, volevo che ci provasse fino all'ultimo ma con l'operazione non è più disponibile. Diana ha una pubalgia importante che non accenna a migliorare e molto onestamente mi ha detto che non potrà essere convocato».
Ci sarà invece Francesco Totti e Lippi si aspetta che il capitano giallorosso giochi «un po' giovedì e poi anche domenica» e quindi possa arrivare al Mondiale con una partita vera nelle gambe. Per quanto riguarda tutti gli altri, c'è ancora maggiore serenità: «Dopo il campionato, avranno una settimana di riposo e poi 18 giorni per preparare la prima gara del Mondiale e quindi c'è tutto il tempo per recuperare energie fisiche e mentali». Nella speranza che lo scandalo intercettazioni non complichi ulteriormente le cose.

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